Un momento storico incorniciato da un applauso lungo oltre sei minuti

Un momento storico incorniciato da un applauso lungo oltre sei minuti. Inizia con una standing ovation la visita di Papa #LeoneXIV al Congresso dei Deputati. Primo Pontefice ad entrare nella sede della vita istituzionale, giuridica e democratica della #Spagna, nel primo incontro pubblico della terza giornata di Viaggio Apostolico, il Vescovo di Roma si rivolge al mondo della politica in un discorso che passerà alla storia.
#Aborto, #migranti, #guerra, #ia, i temi affrontati, con un riferimento alla scuola di Salamanca. Temi riassunti in una domanda che il Santo Padre pone ai politici spagnoli (e di tuta #Europa): “Se la vita cessa di essere riconosciuta come un valore fondamentale, quale futuro possono avere le nostre società?”.
Nel suo intervento, Leone XIV richiama più volte la centralità della persona umana e della sua dignità, affermando che “ogni società veramente giusta si fonda sul riconoscimento della dignità inviolabile della persona umana”, una dignità che “precede ogni concessione dello Stato e non può essere subordinata a consensi sociali mutevoli o alle fluttuazioni delle maggioranze del momento”.
Da qui il passaggio più forte sul tema della vita. “Può dirsi pienamente giusta una comunità che lascia nell’ombra il bambino non ancora nato, l’anziano, il malato, chi soffre in silenzio o chi dipende interamente dalla cura degli altri?”, chiede il Pontefice. “La difesa della vita umana non è una questione di interesse particolare né confessionale: è una meta di civiltà”. Per il Successore di Pietro, infatti, “ogni vita umana dev’essere riconosciuta e custodita dal concepimento fino al suo naturale tramonto” e “la grandezza morale di una nazione si manifesta, soprattutto, nella sua capacità di accompagnare, proteggere e amare quelle vite segnate da maggiore fragilità”.
Centrale anche il tema della #famiglia, definita “prima realtà umana e fondamento naturale della comunità”. Secondo Leone XIV, “la famiglia sarà sempre la prima scuola di umanità”, mentre sul piano educativo richiama il “diritto primario e inalienabile” dei genitori a scegliere l’istruzione dei figli secondo le proprie convinzioni morali, culturali e religiose.
Sul fronte migratorio, il Papa invita a superare letture esclusivamente economiche del fenomeno. Il dramma delle migrazioni, osserva, “costituisce una questione eminentemente morale e giuridica”. Chiede quindi “vie sicure e legali”, “un’accoglienza rispettosa” e “reali possibilità di integrazione”, ricordando al tempo stesso il diritto delle persone “a rimanere nella propria terra”. “Nessuna nazione può affrontare da sola una sfida di questa portata”, avverte, invocando una risposta “coordinata, solidale ed efficace”.
Guardando agli scenari internazionali, il Vescovo di Roma denuncia la #crisi segnata da “violenza, polarizzazione e diffidenza reciproca” e ribadisce che “ogni guerra costituisce, in ultima analisi, una dolorosa sconfitta della capacità di negoziare”. Da qui il monito sul riarmo: “È preoccupante che, in diverse parti del mondo, e anche in Europa, si presenti nuovamente il riarmo come risposta quasi inevitabile”. La vera sicurezza, afferma, “nasce dalla giustizia, dal dialogo paziente, dal rispetto del diritto internazionale”.
Un richiamo anche l’intelligenza artificiale. Le nuove tecnologie, sottolinea il Pontefice, richiedono di interrogarsi sul posto della persona umana nelle decisioni pubbliche e, in ambito militare, esigono “una rigorosa vigilanza etica”. Per il Papa occorre evitare che “le decisioni sulla vita e sulla morte siano scaricate su automatismi né sottratte alla responsabilità morale della persona umana”. Leone XIV invita inoltre a “disarmare il linguaggio”, ricordando che “la fermezza non esige disprezzo; il dissenso non comporta umiliazione”. Il pluralismo politico, aggiunge, “non dovrebbe degenerare in discredito permanente dell’avversario”.
A conclusione del discorso, il Pontefice ammonisce i legislatori alla responsabilità morale delle proprie scelte: “Una #legge non raggiunge la sua vera grandezza per il semplice fatto di essere stata formalmente approvata; la raggiunge quando, oltre ad essere valida nella forma, può presentarsi davanti alla dignità della persona e superare tale esame senza vergognarsi”. Quindi l’invito ad “alzare lo sguardo”, ricordando che “ogni decisione delle autorità pubbliche riguarda persone in carne e ossa, specialmente coloro che hanno meno forza per farsi sentire”.





