EGITTO SCOPRE UN NUOVO GIACIMENTO DI GAS NEL DELTA DEL NILO: PRODUZIONE RAPIDA E STRATEGIA ENERGETICA IN CRESCITA

EGITTO SCOPRE UN NUOVO GIACIMENTO DI GAS NEL DELTA DEL NILO: PRODUZIONE RAPIDA E STRATEGIA ENERGETICA IN CRESCITA
Nuova scoperta nell’area di West Abu Madi: 50 milioni di piedi cubi al giorno e collegamento immediato alle infrastrutture esistenti
di Noha Iraqii
IL CAIRO- L’Egitto compie un nuovo passo nella sua strategia energetica con l’annuncio della scoperta di un giacimento di gas naturale nella regione del Delta del Nilo. Il Ministero del Petrolio e delle Risorse Minerarie ha confermato che il nuovo pozzo, situato nell’area di West Abu Madi, nel governatorato di Kafr El Sheikh, rappresenta un risultato significativo sia in termini produttivi sia in prospettiva economica.
La capacità stimata del giacimento si attesta intorno ai 50 milioni di piedi cubi di gas al giorno, un volume che, pur non essendo tra i più grandi della regione, assume un valore strategico per il rafforzamento delle forniture interne e la stabilità del sistema energetico nazionale.
La scoperta è avvenuta grazie alla perforazione di un pozzo esplorativo realizzato nell’ambito di una concessione gestita dalla compagnia italiana Eni, in collaborazione con la britannica BP. Ancora una volta, il ruolo delle grandi aziende internazionali si conferma centrale nello sviluppo del settore energetico egiziano, in un quadro di cooperazione che unisce tecnologia, investimenti e know-how.
Dal punto di vista tecnico, il progetto si distingue per l’utilizzo di tecniche avanzate di perforazione inclinata, che hanno permesso di operare da terra pur trattandosi di un giacimento situato a circa 3 chilometri dalla costa, in acque poco profonde (circa 10 metri). Questa scelta ha consentito una significativa riduzione dei costi operativi e un aumento dell’efficienza complessiva.
Un elemento particolarmente rilevante è la prossimità alle infrastrutture esistenti: il nuovo pozzo dista meno di 2 chilometri dagli impianti di produzione già attivi. Questo permetterà un rapido collegamento alla rete e l’avvio della produzione entro poche settimane, riducendo drasticamente i tempi tra scoperta e sfruttamento.
Il Ministro del Petrolio, Karim Badawi, ha sottolineato come questa scoperta si inserisca in un quadro più ampio di rilancio del settore energetico egiziano. In particolare, ha evidenziato i progressi compiuti nel pagamento dei debiti accumulati nei confronti dei partner stranieri, con l’obiettivo di estinguerli completamente entro la fine di giugno. Un segnale importante per rafforzare la fiducia degli investitori e incentivare nuove attività di esplorazione.
Secondo Badawi, la regolarità nei pagamenti ha già prodotto effetti concreti: un aumento delle operazioni di perforazione, una maggiore intensità nelle attività di ricerca e un rinnovato interesse da parte delle compagnie internazionali, che stanno ampliando i loro programmi di sviluppo anche nei giacimenti più maturi.
Questa scoperta assume un significato ancora più rilevante alla luce del contesto energetico attuale. L’Egitto, infatti, si sta preparando a importare gas per un valore stimato di circa 10 miliardi di dollari, principalmente da Israele. In questo scenario, ogni incremento della produzione interna contribuisce a ridurre la dipendenza dall’estero e a rafforzare la sicurezza energetica del Paese.
Il nuovo giacimento di West Abu Madi rappresenta quindi un modello operativo basato su efficienza, rapidità e ottimizzazione delle risorse esistenti. Non si tratta solo di una scoperta, ma di un tassello strategico in una visione più ampia che punta a consolidare il ruolo dell’Egitto come hub energetico regionale nel Mediterraneo.
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