Comunicato Stampa

Sanità PRIMO MAGGIO, INDAGINE AMSI-UNITI PER UNIRE. L’esercito dei 126.000 stranieri cresce del 2% in soli 5 mesi. Senza di loro SSN al buio

Sanità PRIMO MAGGIO, INDAGINE AMSI-UNITI PER UNIRE. L’esercito dei 126.000 stranieri cresce del 2% in soli 5 mesi. Senza di loro SSN al buio


Prof. Foad Aodi: “Al 31 marzo 2026 superati i 50mila medici stranieri. Sono la colonna del sistema, ma l’80% soffre per burocrazia e precariato: serve dignità, non solo auguri”.

ROMA 1 MAG 2026 – Il Primo Maggio 2026 giunge in un momento di trasformazione profonda e dolorosa per il Sistema Salute in Italia. Mentre i professionisti italiani continuano a migrare verso l’estero o il settore privato con una media spaventosa di oltre 6mila professionisti in fuga verso paesi stranieri ogni anno, e oltre 20mila dimissioni volontarie dal pubblico con destinazione sanità privata o libera professione, le corsie degli ospedali pubblici e le reti territoriali reggono grazie a un’integrazione che corre più veloce della politica. La carenza di organico è ormai strutturale e il contributo dei professionisti di origine straniera ha smesso di essere un supporto per diventare l’architrave del diritto alla salute.

Su questa realtà numerica e sociale, l’AMSI (Associazione Medici di Origine Straniera in Italia), l’UMEM (Unione Medica Euromediterranea), AISCNEWS (Rete internazionale di informazione agenzia mondiale senza confini) e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE riflettono e analizzano i dati aggiornati in tempo reale, evidenziando una crescita record che non trova precedenti negli ultimi dieci anni.

Il Prof. Foad Aodi, medico-fisiatra, giornalista e divulgatore scientifico internazionale, esperto in salute globale, membro del Registro Esperti FNOMCEO e docente dell’Università di Tor Vergata, interviene analizzando le cifre e denunciando le criticità vissute sul campo.

ANALISI AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE (DATI AGGIORNATI AL 31 MARZO 2026): IL DATO CHIAVE IN CONTROTENDENZA. PROFESSIONISTI SANITARI STRANIERI, CRESCITA RECORD DEL 2% IN SOLI 5 MESI

“I numeri parlano chiaro e non permettono più distrazioni,” esordisce il Prof. Foad Aodi. “Le indagini AMSI-UMEM, aggiornate al 31 marzo 2026, mostrano che i professionisti sanitari di origine straniera in Italia sono passati da 123.810 (dato di fine ottobre 2025) a 126.150. Parliamo di una crescita complessiva del 1,9% in soli cinque mesi, un ritmo frenetico dettato dalla necessità dei reparti di non chiudere. In questo Primo Maggio, il nostro augurio va a chi garantisce la continuità assistenziale, a tutti i professionisti sanitari indistintamente, ma le istituzioni devono capire che questo ‘esercito del bene’ non può essere gestito con soluzioni d’emergenza.”

IL FOCUS SUI MEDICI DI ORIGINE STRANIERA: OLTRE 50.000 PROFESSIONISTI NEL LIMBO
Le associazioni e i movimenti pongono l’accento sulla categoria medica, pilastro del sistema ma vittima di una burocrazia escludente. “Abbiamo superato per la prima volta la soglia dei 50.450 medici stranieri,” spiega Aodi. “Ma attenzione: le nostre indagini interne AMSI-UMEM rivelano una realtà amara: oltre il 70% di questi medici e infermieri non è integrato nel sistema pubblico. Sono professionisti che lavorano nel settore privato, nelle cliniche convenzionate o tramite cooperative, perché i concorsi nel SSN restano blindati dal requisito della cittadinanza. È un paradosso inaccettabile: c’è una carenza di personale che sfiora il 40% nei pronto soccorso e nelle guardie mediche, ma si continua a impedire l’assunzione di medici già presenti sul territorio, costringendoli a un’integrazione di serie B.”

IL MURO DELLA BUROCRAZIA E LA “SINDROME DEL PRECARIATO”
Nonostante il contributo vitale, il processo di inserimento è frenato da barriere legislative anacronistiche. “Il benessere lavorativo per i colleghi stranieri resta un miraggio,” incalza il Prof. Foad Aodi. “Le rilevazioni AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE confermano che la stragrande maggioranza dei nuovi ingressi è intrappolata nel gettonismo forzato o in contratti atipici. La burocrazia legata al riconoscimento dei titoli di studio conseguiti all’estero e l’impossibilità di accedere ai ruoli di ruolo nel pubblico sono ferite aperte. In Europa, l’Italia brilla per l’inefficienza nella valorizzazione dei talenti sanitari internazionali. Dobbiamo abbattere il muro della cittadinanza per i concorsi: bisogna passare subito dal ‘modello emergenza’ e dall’uso dei medici stranieri come semplici ‘tappa-buchi’ a un ‘modello stabilità’ che garantisca pari dignità e diritti.”

FUGA ALL’ESTERO E DOMANDA INTERNA: OLTRE 15.000 RICHIESTE IN 4 ANNI, BOOM DI PROFESSIONISTI STRANIERI NELLE REGIONI
A questo scenario si aggiunge un dato che fotografa in modo netto la crisi del mercato sanitario italiano.
”Negli ultimi quattro anni abbiamo registrato oltre 15.000 richieste di professionisti sanitari italiani intenzionati a trasferirsi all’estero, in particolare verso i Paesi del Golfo,” evidenzia il Prof. Foad Aodi. “Si tratta di una perdita grave e strutturale che indebolisce il sistema sanitario nazionale e riduce la capacità di risposta del nostro Paese.”

Parallelamente, cresce la domanda interna di personale sanitario di origine straniera.
”Abbiamo ricevuto più di 16.000 richieste di professionisti stranieri da tutte le regioni italiane,” prosegue Aodi. “Questo dimostra che il sistema ha bisogno di queste competenze, ma continua a non valorizzarle pienamente.”
Un passaggio centrale riguarda il lavoro istituzionale e la collaborazione con gli ordini professionali.
”Ringraziamo l’attiva collaborazione con FNOMCeO e il suo presidente Filippo Anelli, oltre al dialogo avviato con gli altri ordini professionali sanitari,” sottolinea Aodi. “È un percorso fondamentale per garantire diritti e doveri a tutti i professionisti della sanità senza discriminazioni.”

Infine, il riconoscimento al lavoro delle realtà associative.
”Ringraziamo UAP (Unione delle principali associazioni nazionali e regionali degli Ambulatori e Poliambulatori privati autorizzati e convenzionati) e la presidente Maria Stella Giorlandino, nonché la Presidente della FNOPI (Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche) Dott.ssa Barbara Mangiacavalli, insieme a tutti i membri coinvolti,” conclude Aodi. “Il loro contributo è essenziale non solo per creare opportunità di lavoro, ma anche per rafforzare trasparenza, autorizzazioni e rispetto dei requisiti minimi. La Giornata del Lavoro deve significare proprio questo: diritti, regole chiare e pari dignità per tutti.”

LE PROPOSTE PER LA SICUREZZA E LA DIGNITÀ
Per la rete composta da AMSI, UMEM, AISCNEWS e UNITI PER UNIRE, la Festa dei Lavoratori deve diventare il punto di partenza per una riforma coraggiosa. “Chiediamo l’immediata eliminazione della disparità contrattuale e misure severe contro le aggressioni, che colpiscono indistintamente tutti i sanitari,” conclude Aodi. “L’integrazione dei professionisti stranieri non è una gentilezza, è l’unica terapia possibile per salvare un SSN che sta morendo di burocrazia e indifferenza. Buon Primo Maggio a chi cura l’Italia con professionalità e sacrificio.”

L’IMPEGNO DELLE ASSOCIAZIONI E LA NASCITA DEL COMITATO POLITICO INTERNAZIONALE UNITI PER UNIRE
Le associazioni AMSI, UMEM, AISCNEWS e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE annunciano, in occasione di questa ricorrenza, un cambio di passo strutturale. “In questo Primo Maggio non basta più celebrare: è il momento di scegliere da che parte stare,” dichiara con determinazione il Prof. Foad Aodi. “Con la nascita del Comitato Politico Internazionale di Uniti per Unire apriamo una fase nuova, fatta di responsabilità e azione. Chi in questi anni ha condiviso battaglie, dati e proposte è chiamato oggi a fare un passo avanti: partecipare, costruire, incidere. Invitiamo associazioni, comunità, professionisti e giovani a entrare in questo percorso per trasformare insieme le criticità in soluzioni concrete. Non servono più parole, servono presenze, idee e impegno reale.”

 

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Noha Iraqi

Noha Iraqi... Laureata in Lettere... Scrittrice, poetessa, autrice di racconti, creatrice di contenuti e utente che carica contenuti.

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