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EGITTO: LA SCOPERTA DI DUE TOMBE A MINYA RISCRIVE LA STORIA DELL’ARCHITETTURA FUNERARIA DELL’ANTICO EGITTO

EGITTO: LA SCOPERTA DI DUE TOMBE A MINYA RISCRIVE LA STORIA DELL’ARCHITETTURA FUNERARIA DELL’ANTICO EGITTO

Nuova eccezionale scoperta archeologica a Gebel el-Tayr

di Noha Iraqii

L’ Egitto continua a stupire il mondo con nuove scoperte che contribuiscono ad arricchire la conoscenza della sua straordinaria civiltà millenaria. Durante i lavori di scavo nell’area di Gebel el-Tayr, nel governatorato di Minya, una missione archeologica egiziana affiliata al Consiglio Supremo delle Antichità ha portato alla luce due tombe risalenti al periodo arcaico, oltre a numerose sepolture appartenenti alle epoche predinastica e tarda.

La scoperta rappresenta un importante tassello per comprendere l’evoluzione dell’architettura funeraria nell’antico Egitto e conferma l’importanza di Gebel el-Tayr come una delle necropoli più significative utilizzate per migliaia di anni.

Un contributo fondamentale alla storia dell’architettura funeraria

Il Ministro del Turismo e delle Antichità, Sherif Fathy, ha sottolineato che il ritrovamento costituisce una nuova e preziosa aggiunta al patrimonio archeologico nazionale, poiché offre prove concrete che consentono agli studiosi di seguire lo sviluppo delle strutture funerarie egizie attraverso differenti epoche storiche.

Secondo il Segretario Generale del Consiglio Supremo delle Antichità, Dr. Hisham El-Leithy, la prima tomba rappresenta una rara scoperta dal punto di vista architettonico grazie alle sue caratteristiche costruttive uniche. La seconda tomba, situata nelle vicinanze, presenta un impianto quasi identico ma si conserva in condizioni migliori.

Le analisi preliminari hanno inoltre evidenziato sorprendenti somiglianze tra le due tombe e la celebre tomba del re Den ad Abido, uno dei più importanti sovrani della I Dinastia egizia. Questo elemento rafforza ulteriormente il valore scientifico della scoperta.

Le origini dell’idea della piramide

Particolarmente interessante è il sistema costruttivo della prima tomba. Come spiegato da Mohamed Abdel Badi, responsabile del Settore delle Antichità Egizie, la struttura presenta muri la cui larghezza diminuisce progressivamente dal basso verso l’alto: le pareti sono più spesse alla base e diventano gradualmente più sottili man mano che salgono.

Gli archeologi ritengono che questo principio architettonico possa rappresentare una fase iniziale dell’evoluzione del pensiero ingegneristico che, nei secoli successivi, avrebbe portato alla realizzazione della piramide a gradoni e successivamente delle grandi piramidi a facce lisce.

La tomba sembra aver subito in epoche successive attività di cava finalizzate all’estrazione dei blocchi di pietra. Tuttavia, le parti rimaste hanno conservato preziose testimonianze delle tecniche costruttive utilizzate dagli antichi Egizi.

Tra gli elementi più significativi figurano tracce di linee ossidate che mostrano i metodi impiegati per il taglio accurato della pietra e grandi sostegni in legno utilizzati per rinforzare le pareti. Alcuni di questi elementi si estendono lungo l’intera lunghezza dei muri, mentre altri sono costituiti da segmenti separati.

Una seconda tomba straordinariamente conservata

La seconda tomba, situata a sud della prima, riproduce quasi perfettamente lo stesso schema architettonico ma, non essendo stata interessata dalle attività di estrazione della pietra, ha conservato molti più dettagli strutturali, offrendo agli studiosi una preziosa opportunità di studio.

Sepolture predinastiche e del periodo tardo

Le sorprese non si limitano alle due tombe principali. Il direttore della missione, Dr. Sami Dardiri, ha annunciato il ritrovamento di una sezione di necropoli risalente al periodo predinastico.

Gli archeologi hanno rinvenuto sepolture in posizione fetale, avvolte in resti di stuoie vegetali ormai decomposte. Accanto ad alcune delle salme sono stati trovati vasi ceramici con il caratteristico bordo nero, databili ai periodi Naqada II e Naqada III, fasi fondamentali nella formazione dello Stato egiziano.

La missione ha inoltre scoperto numerose sepolture individuali e collettive databili al Periodo Tardo, alcune delle quali all’interno di resti di sarcofagi lignei ormai deteriorati.

Una necropoli utilizzata per millenni

L’insieme dei ritrovamenti conferma che l’area di Gebel el-Tayr fu utilizzata come necropoli per un arco temporale estremamente lungo, dalle epoche predinastiche fino al Periodo Tardo.

Gli scavi proseguono e gli archeologi ritengono che il sito possa ancora custodire numerosi segreti capaci di fornire nuove informazioni sulla storia dell’antico Egitto, sull’evoluzione delle pratiche funerarie e sulle origini delle tecniche architettoniche che portarono alla costruzione dei monumenti più iconici della civiltà faraonica.

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Noha Iraqi

Noha Iraqi... Laureata in Lettere... Scrittrice, poetessa, autrice di racconti, creatrice di contenuti e utente che carica contenuti.

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