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EGITTO: NUOVE SCOPERTE ARCHEOLOGICHE NELL’OASI DI BAHARIYA

EGITTO: NUOVE SCOPERTE ARCHEOLOGICHE NELL’OASI DI BAHARIYA

di NOHA IRAQII

AL QASR ( Egitto). Una nuova e importante scoperta archeologica arricchisce il patrimonio storico dell’Egitto. La missione archeologica egiziana del Consiglio Supremo delle Antichità, impegnata nel sito di Al-Qasr Al-Qadim nel villaggio di Al-Qasr, nell’Oasi di Bahariya, ha portato alla luce nuovi elementi architettonici di un antico tempio risalente alla XXVI Dinastia.

Il Ministro del Turismo e delle Antichità, Sherif Fathy, ha elogiato il lavoro svolto dagli archeologi egiziani, sottolineando come tali scoperte contribuiscano ad ampliare la conoscenza della civiltà egizia antica e a rafforzare il ruolo dell’Egitto come destinazione di primo piano per il turismo culturale. Secondo il ministro, il patrimonio archeologico egiziano continua a custodire tesori ancora sconosciuti che testimoniano la straordinaria ricchezza storica del Paese.

Il Segretario Generale del Consiglio Supremo delle Antichità, Dr. Hisham El-Leithy, ha spiegato che gli scavi hanno portato alla scoperta di una camera costruita in arenaria e di numerosi blocchi decorati con nomi e titoli del faraone Psammetico I. Sono stati inoltre rinvenuti reperti che consentono di comprendere meglio la struttura architettonica del tempio e la sua evoluzione storica.

Le ricerche, iniziate nel 2014 e proseguite fino alla stagione archeologica del 2026, hanno dimostrato che il tempio fu edificato durante il regno di Psammetico I e completato successivamente sotto i faraoni Apries e Amasis. Tra i ritrovamenti più importanti figura una grande sala ipostila composta da sedici colonne in arenaria, insieme a numerose stanze e cappelle collegate. Sono inoltre emerse iscrizioni geroglifiche che menzionano alcune delle principali divinità dell’antico Egitto, tra cui Amon-Ra, Amonet e Khonsu.

Particolarmente significativa è la scoperta di una stele risalente al regno di Amenofi II della XVIII Dinastia, che conferma i legami tra l’Oasi di Bahariya e lo Stato egiziano già durante il Nuovo Regno. Sono stati inoltre rinvenuti reperti attribuibili al periodo di Ramses II, elemento che suggerisce una frequentazione del sito molto più antica rispetto alla costruzione del tempio della XXVI Dinastia.

Gli archeologi hanno anche identificato per la prima volta il nome originale del santuario, “Ib-Set”, che significa “Dimora del Cuore”. La scoperta è stata resa possibile grazie al ritrovamento di un sigillo metallico rinvenuto all’interno del complesso. Tra gli altri reperti figurano una statua del dio Thot, una statua in bronzo di Osiride, un amuleto del dio Ra-Horakhty, la testa di una statua appartenuta probabilmente a un sacerdote o a un importante funzionario locale e una cappella dedicata al governatore e sacerdote Pa-di-Iza.

Le indagini archeologiche hanno inoltre dimostrato che il sito continuò a essere utilizzato durante l’epoca greco-romana e fino ai secoli IV e V d.C. Sono infatti stati rinvenuti ostraka e testi in copto e latino, oltre a strutture industriali e bacini utilizzati per la produzione di vino e olio, nonché ampie aree destinate allo stoccaggio.

Il sito di Al-Qasr Al-Qadim è considerato uno dei più importanti dell’Oasi di Bahariya e rappresentò l’antica capitale della regione durante il Periodo Tardo. Le nuove scoperte confermano il ruolo centrale dell’oasi come importante centro religioso, amministrativo ed economico dell’antico Egitto e contribuiscono ad arricchire ulteriormente la conoscenza della storia del deserto occidentale egiziano.

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Noha Iraqi

Noha Iraqi... Laureata in Lettere... Scrittrice, poetessa, autrice di racconti, creatrice di contenuti e utente che carica contenuti.

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