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BASTA CON I CIARLATANI E GLI INCOMPETENT

BASTA CON I CIARLATANI E GLI INCOMPETENTI.

La sanità italiana è una delle grandi contraddizioni del Paese.
Negli ultimi quarant’anni ha salvato milioni di vite, formato medici eccellenti, garantito cure che in molti Paesi sono privilegio per pochi. Ma allo stesso tempo è stata attraversata da sprechi, clientele, burocrazie soffocanti, carriere costruite più sulle relazioni che sul merito. Negarlo sarebbe ingenuo. Generalizzare sarebbe altrettanto sbagliato.

La domanda vera non è se “fossero tutti competenti e onesti”. In qualunque sistema umano la risposta è no. La domanda importante è un’altra: il sistema è stato costruito per premiare competenza e responsabilità oppure per proteggere potere e consenso?

Per anni la sanità è stata trattata come un terreno elettorale: inaugurazioni, tagli di nastri, congressi pieni di slogan, riforme annunciate come rivoluzioni e poi dimenticate. Ogni governo promette di “salvare la sanità”, ma raramente affronta i nodi più scomodi: medicina territoriale fragile, liste d’attesa infinite, carenza di personale, fuga dei giovani medici, differenze scandalose tra regioni.

E oggi?
Oggi il rischio è confondere la visibilità con la competenza. Chi parla di più in TV non è necessariamente chi conosce meglio i reparti. Chi domina i congressi spesso domina anche le narrative, non sempre le soluzioni. La medicina vera è fatta di corsie, turni notturni, decisioni difficili e responsabilità concrete, non di slogan da talk show.

Le soluzioni semplici non esistono.
Servirebbero invece meno propaganda e più verità: dire ai cittadini quanto costa davvero mantenere una sanità universale; spiegare che senza meritocrazia e investimenti seri il sistema si logora; avere il coraggio di premiare chi lavora bene e allontanare chi usa la salute pubblica come trampolino personale.

La sanità non crolla tutta insieme.
Si svuota lentamente: quando un bravo medico se ne va, quando un infermiere smette di crederci, quando il paziente perde fiducia e pensa che senza conoscenze o soldi non verrà curato davvero.

Eppure il punto decisivo resta questo: la sanità pubblica non è solo un servizio. È il modo in cui una società decide quanto vale la dignità umana.
Per questo le domande scomode sono necessarie. Non per distruggere tutto con il cinismo, ma per pretendere finalmente serietà, competenza e responsabilità vera.
Maggio 12,2026 E.P.Valente

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Noha Iraqi

Noha Iraqi... Laureata in Lettere... Scrittrice, poetessa, autrice di racconti, creatrice di contenuti e utente che carica contenuti.

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