Le scriviamo questa lettera con mani tremanti e il cuore colmo di dolore, tra le ceneri e le macerie delle scuole della città di Minab, nel sud dell’Iran”

“Le scriviamo questa lettera con mani tremanti e il cuore colmo di dolore, tra le ceneri e le macerie delle scuole della città di #Minab, nel sud dell’#Iran”. Si apre così la lettera indirizzata a Papa #LeoneXIV dai genitori delle 168 vittime della scuola elementare Shajarah Tayyebeh di Minab, bombardata il 28 febbraio nel contesto del conflitto in corso.
“Siamo i padri e le madri di 168 bambini che in questi giorni, invece di stringere tra le braccia i corpi caldi dei nostri figli, ci premiamo al petto i loro zaini bruciati e i quaderni insanguinati; bambini innocenti, la cui unica colpa era sorridere in classe”. I firmatari ringraziano il Pontefice per le sue parole di pace e per aver ricordato che la pace duratura si ottiene “non attraverso la forza e le armi, ma attraverso la via del dialogo e la ricerca autentica di una soluzione per tutti”.
La lettera si chiude con una supplica: “Le chiediamo di continuare a essere la voce dei bambini senza voce e di adoperarsi per riaprire le vie del dialogo, affinché non vengano più costruite armi e nessun padre o madre, in nessun luogo di questa terra, sia più costretto a sussurrare la ninnananna della sera sulla fredda pietra della tomba del proprio figlio”.




