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ENERGEAN PUNTA SUL GAS EGIZIANO: TRATTATIVE ESCLUSIVE CON BP PER ASSET FINO A 1 MILIARDO DI DOLLARI

ENERGEAN PUNTA SUL GAS EGIZIANO: TRATTATIVE ESCLUSIVE CON BP PER ASSET FINO A 1 MILIARDO DI DOLLARI

di Noha Iraqii

Il Cairo — Energean punta a rafforzare significativamente la propria presenza energetica in Egitto e ha avviato trattative esclusive con BP per acquisire una parte delle attività upstream del colosso britannico nel Paese. L’operazione, secondo quanto riferito da Reuters citando due fonti direttamente coinvolte nel processo, potrebbe generare per BP circa un miliardo di dollari.

Non si tratta ancora di un accordo concluso. Le trattative sono in corso e né BP né Energean hanno commentato ufficialmente il negoziato. Ma il perimetro dell’operazione è particolarmente rilevante per il settore energetico egiziano: comprende partecipazioni in importanti attività offshore nel Delta occidentale del Nilo e la quota del 50% detenuta da BP nella concessione di Temsah, nel Mediterraneo orientale.

La possibile acquisizione si inserisce contemporaneamente in due strategie: da una parte, la riorganizzazione internazionale del portafoglio di BP; dall’altra, il progetto di Energean di diversificare geograficamente le proprie attività, espandendosi oltre i principali giacimenti offshore israeliani.

NEL MIRINO GLI ASSET DEL WEST NILE DELTA

Uno dei nuclei principali del possibile accordo riguarda le partecipazioni di BP negli asset offshore produttivi del West Nile Delta, detenuti insieme a Harbour Energy.

Si tratta di un’area centrale nella produzione egiziana di gas naturale e quindi di un’operazione che, se portata a termine, rafforzerebbe sensibilmente la posizione di Energean nel mercato energetico egiziano.

L’interesse per questi asset non nasce oggi. Già a luglio Reuters aveva riferito che Energean, Dragon Oil, Carlyle Group e Artemis Energy figuravano tra i potenziali acquirenti delle partecipazioni di BP legate al progetto West Nile Delta.

L’ingresso nella fase delle trattative esclusive con Energean rappresenta quindi un’evoluzione importante del processo, pur non equivalendo ancora alla firma definitiva dell’accordo.

TEMSAH E LA SCOPERTA DI DENISE WEST

Ancora più interessante è la presenza, nel pacchetto oggetto delle trattative, della partecipazione contrattuale del 50% di BP nella concessione di Temsah, nel Mediterraneo orientale.

Temsah è particolarmente importante anche per l’Italia perché tra i partner figura Eni.

Proprio Eni ha annunciato quest’anno una significativa scoperta di gas attraverso la perforazione del pozzo Denise West, con risorse stimate nell’ordine di 2 trilioni di piedi cubi di gas.

La scoperta potrebbe quindi aumentare ulteriormente il valore strategico dell’area.

Nei giorni scorsi Eni ha inoltre fatto sapere che le compagnie coinvolte e le autorità egiziane stanno lavorando per arrivare nei prossimi mesi a una decisione finale di investimento (FID) relativa allo sviluppo della scoperta.

L’eventuale ingresso di Energean avverrebbe dunque in una fase particolarmente delicata, proprio mentre si stanno definendo le prospettive di sviluppo di nuove risorse di gas nel Mediterraneo egiziano.

BP HA INVESTITO OLTRE 35 MILIARDI DI DOLLARI IN EGITTO

La possibile cessione deve essere letta nel quadro della profonda e storica presenza di BP nel settore energetico egiziano.

In circa sessant’anni di attività, la compagnia britannica ha investito oltre 35 miliardi di dollari in Egitto, diventando uno dei principali protagonisti internazionali dell’industria petrolifera e del gas del Paese.

La produzione egiziana di gas attribuita a BP ha però registrato negli ultimi anni una forte contrazione.

Secondo i dati riportati da Reuters, nel 2025 la produzione della compagnia in Egitto si è attestata intorno a 518 milioni di piedi cubi di gas naturale al giorno, circa il 40% in meno rispetto al 2024 e quasi il 60% in meno rispetto al 2023.

La vendita di parte degli asset rientrerebbe nella più ampia strategia di BP diretta a semplificare il proprio portafoglio internazionale, contenere i costi e ridurre l’indebitamento.

BP NON ABBANDONA L’EGITTO: ZOHR RESTA FUORI DALL’OPERAZIONE

Un elemento fondamentale è che la possibile cessione non equivale a un’uscita di BP dall’Egitto.

Secondo le fonti citate da Reuters, BP manterrebbe infatti le attività egiziane possedute attraverso Arcius Energy, la joint venture costituita con XRG, società energetica controllata dalla compagnia emiratina ADNOC.

Tra gli asset che rimarrebbero nel portafoglio della joint venture figura soprattutto Zohr, il gigantesco giacimento offshore scoperto da Eni nel Mediterraneo egiziano e uno degli asset energetici più importanti dell’intera regione.

BP continuerebbe quindi a essere esposta al settore energetico egiziano, ma attraverso un portafoglio maggiormente concentrato.

ENERGEAN CERCA NUOVI MERCATI OLTRE ISRAELE

Per Energean l’operazione avrebbe una valenza strategica differente.

La società ha costruito una parte significativa della propria presenza nel Mediterraneo orientale attraverso le attività offshore israeliane, ma le tensioni e i conflitti regionali hanno provocato negli ultimi anni ripetute interruzioni delle operazioni nei suoi principali giacimenti.

Energean ha quindi manifestato l’intenzione di diversificare maggiormente la propria presenza geografica, individuando nell’Egitto e nell’Africa occidentale due delle aree potenzialmente più interessanti per la propria espansione.

L’acquisizione degli asset di BP consentirebbe alla compagnia di compiere un salto dimensionale nel mercato egiziano e, contemporaneamente, di ridurre la concentrazione delle proprie attività su Israele.

L’EGITTO AL CENTRO DELLA PARTITA ENERGETICA DEL MEDITERRANEO

La trattativa arriva in una fase particolarmente importante per l’Egitto.

Il Cairo sta cercando di rilanciare la produzione nazionale di gas, accelerare le attività di esplorazione e attirare nuovi investimenti internazionali, dopo il calo produttivo degli ultimi anni e il conseguente aumento della necessità di importare gas naturale liquefatto.

In questo quadro, il possibile passaggio di importanti asset da BP a Energean non rappresenterebbe semplicemente una compravendita tra due compagnie internazionali.

Potrebbe segnare una redistribuzione delle posizioni industriali nel Mediterraneo orientale, con Energean intenzionata ad aumentare il proprio peso in Egitto mentre BP concentra il portafoglio su un numero più limitato di attività strategiche.

Particolarmente significativa sarà l’evoluzione della concessione di Temsah e della nuova scoperta Denise West, dove la presenza di Eni aggiunge anche una rilevante dimensione italiana alla partita.

Per il momento, tuttavia, il passaggio fondamentale resta uno: Energean e BP sono in trattative esclusive, ma l’accordo non è ancora stato finalizzato.

Se il negoziato arriverà alla firma, un’operazione nell’ordine del miliardo di dollari potrebbe diventare una delle più significative recenti riorganizzazioni degli asset internazionali nel settore egiziano del gas.

© Associazione Italo-Egiziana Eridanus

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Noha Iraqi

Noha Iraqi... Laureata in Lettere... Scrittrice, poetessa, autrice di racconti, creatrice di contenuti e utente che carica contenuti.

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