EGITTO – SCOPERTA STRAORDINARIA A BAHNASA: MUMMIE, ORO E UN PAPIRO DELL’ILIADE

EGITTO – SCOPERTA STRAORDINARIA A BAHNASA: MUMMIE, ORO E UN PAPIRO DELL’ILIADE
di Noha Iraqii
IL CAIRO- Una nuova e significativa scoperta archeologica arriva dall’Egitto, nella zona di Al-Bahnasa, l’antica Ossirinco, uno dei siti più importanti e ricchi di storia dell’Alto Egitto. Qui una missione archeologica spagnola, legata all’Università di Barcellona e all’Istituto del Vicino Oriente Antico, ha riportato alla luce una tomba risalente all’epoca romana, offrendo nuovi elementi fondamentali per comprendere i rituali funerari e la vita culturale di quel periodo.

Gli scavi hanno restituito un insieme di reperti di grande valore. Sono state rinvenute diverse mummie, alcune ancora avvolte in bende decorate con motivi geometrici, segno di una cura rituale e simbolica che unisce tradizione egizia e influenze successive. Accanto a queste, sono stati individuati sarcofagi lignei e tracce evidenti dell’utilizzo di foglia d’oro su alcuni corpi, elemento che conferma l’importanza attribuita allo status del defunto e alla sua preparazione per l’aldilà.
Particolarmente significativo è il ritrovamento di tre lingue d’oro e una in rame. Questo tipo di oggetto, già noto in altri contesti funerari dell’Egitto tardo e romano, veniva collocato nella bocca del defunto per consentirgli di parlare nell’aldilà, secondo una credenza che riflette la continuità e al tempo stesso l’evoluzione delle pratiche religiose egizie.

Ma il ritrovamento che conferisce a questa scoperta un valore eccezionale è un altro. All’interno di una delle mummie è stato rinvenuto un papiro raro contenente un testo tratto dal secondo libro dell’Iliade di Omero, uno dei poemi più importanti della tradizione occidentale. Si tratta del cosiddetto Catalogo delle navi, il passo che elenca i contingenti greci diretti verso Troia.
La presenza di un testo dell’Iliade in un contesto funerario egiziano di epoca romana apre scenari di straordinario interesse. Dimostra non solo la diffusione della cultura greca in Egitto, ma anche il livello culturale delle élite locali e il valore simbolico attribuito alla letteratura classica, al punto da accompagnare il defunto nel viaggio nell’aldilà.
Le indagini archeologiche hanno inoltre portato alla luce una struttura funeraria articolata, composta da camere costruite in pietra calcarea. All’interno sono state trovate giare contenenti resti umani combusti appartenenti ad adulti e bambini, insieme a ossa di animali, in particolare felini. Questo elemento suggerisce la presenza di rituali complessi, nei quali si intrecciano pratiche diverse, come la cremazione e la mummificazione, testimoniando una convivenza di tradizioni egizie e greco-romane.

Nel sito sono state rinvenute anche statuette in terracotta e bronzo, tra cui raffigurazioni del dio Harpocrate e del dio Cupido. Si tratta di un ulteriore segnale del sincretismo religioso dell’epoca, in cui elementi egizi, greci e romani convivono e si fondono in un unico sistema simbolico.
Un’altra area di scavo, identificata come tomba numero 65, ha restituito ulteriori mummie, lingue d’oro e di rame e sarcofagi lignei decorati collocati all’interno di una camera funeraria sotterranea. Tuttavia, molti di questi reperti risultano danneggiati a causa di antichi saccheggi, che hanno compromesso lo stato di conservazione del sito.
Secondo il Ministero del Turismo e delle Antichità egiziano, questa scoperta si inserisce in una serie di ritrovamenti recenti che stanno riportando la provincia di Minya al centro dell’archeologia internazionale. Il sito di Bahnasa si conferma ancora una volta come un archivio straordinario della storia del Mediterraneo antico.
Questa scoperta non rappresenta soltanto un avanzamento delle conoscenze archeologiche, ma anche una testimonianza concreta della complessità culturale dell’Egitto in epoca romana. Un mondo in cui religione, arte e letteratura si intrecciano, e in cui l’incontro tra civiltà diverse genera nuove forme di espressione e nuovi significati.
Bahnasa, ancora una volta, dimostra che sotto la sabbia dell’Egitto non si trovano soltanto tombe, ma storie. Storie che continuano a parlare, oggi come allora.
𝐂𝐨𝐩𝐲𝐫𝐢𝐠𝐡𝐭 © 𝐀𝐬𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐄𝐫𝐢𝐝𝐚𝐧𝐮𝐬 – 𝐓𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐢 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐫𝐢𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚𝐭𝐢





