EGITTO, DOPO EL-DABAA IL NUCLEARE POTREBBE ARRIVARE ANCHE SUL MARE

EGITTO, DOPO EL-DABAA IL NUCLEARE POTREBBE ARRIVARE ANCHE SUL MARE
di NOHA IRAQII
Il Cairo — La cooperazione nucleare tra Egitto e Russia potrebbe estendersi ben oltre la gigantesca centrale di El-Dabaa. Il Cairo e Rosatom stanno infatti valutando nuove possibilità di collaborazione per la localizzazione in Egitto di centrali nucleari galleggianti e impianti nucleari di piccola taglia.

A rivelarlo è stato Alexey Likhachev, direttore generale della corporation nucleare statale russa Rosatom, dopo l’incontro con il ministro egiziano dell’Elettricità e delle Energie Rinnovabili Mahmoud Esmat, svoltosi a Nizhny Novgorod, in Russia.
Una prospettiva che, se concretizzata, aprirebbe un nuovo capitolo nella strategia nucleare egiziana: non soltanto grandi reattori come quelli attualmente in costruzione a El-Dabaa, ma anche tecnologie nucleari più compatte e potenzialmente installabili su piattaforme galleggianti.
ROSATOM: «AL LAVORO SULLA LOCALIZZAZIONE»
Likhachev ha confermato che il dossier è già oggetto di discussione tra le parti.
«Sono in corso lavori sulle questioni relative alla localizzazione delle centrali nucleari galleggianti e degli impianti di piccola taglia», ha dichiarato il numero uno di Rosatom.
La parola fondamentale è localizzazione: l’obiettivo della cooperazione russo-egiziana non sarebbe quindi necessariamente limitato all’acquisto di tecnologia dall’estero, ma potrebbe coinvolgere progressivamente capacità industriali, competenze e personale egiziani.
Al momento, tuttavia, si tratta di opportunità in fase di studio: non è stata annunciata la decisione di costruire una centrale nucleare galleggiante in Egitto né sono stati comunicati siti, potenze o tempi di realizzazione.
L’INCONTRO TRA ESMAT E LIKHACHEV
Il dossier è emerso durante la visita in Russia del ministro egiziano Mahmoud Esmat.
Nel corso dell’incontro con Likhachev, Egitto e Russia hanno ribadito innanzitutto la necessità di mantenere uno stretto coordinamento tra le squadre impegnate nella realizzazione della centrale nucleare di El-Dabaa, affinché il progetto proceda secondo il calendario stabilito e nel rispetto dei più elevati standard di qualità e sicurezza nucleare.
Per il governo egiziano, El-Dabaa rappresenta uno dei maggiori progetti strategici nazionali e uno degli strumenti attraverso i quali diversificare il mix energetico del Paese e rafforzarne la sicurezza energetica.
Secondo Esmat, il progetto continua a registrare progressi concreti nella realizzazione, mentre il Ministero dell’Elettricità segue le diverse fasi dei lavori insieme alla controparte russa e alle autorità egiziane competenti.
EL-DABAA, IL CUORE DEL PROGRAMMA NUCLEARE EGIZIANO
La centrale di El-Dabaa, sulla costa mediterranea egiziana, resta il pilastro del programma nucleare civile del Paese.
Il progetto prevede quattro unità VVER-1200, per una capacità complessiva di circa 4.800 MW.
Rosatom svolge un ruolo centrale nella costruzione dell’impianto e nella cooperazione tecnologica collegata al programma.
Ma proprio l’incontro in Russia mostra come Il Cairo stia già guardando anche alle tecnologie che potrebbero affiancare in futuro le grandi centrali nucleari tradizionali.
COS’È UNA CENTRALE NUCLEARE GALLEGGIANTE?
Una centrale nucleare galleggiante è sostanzialmente un impianto nucleare installato su una piattaforma o unità navale, capace di produrre energia e rifornire infrastrutture situate sulla costa.
La Russia possiede già esperienza concreta in questo settore con l’Akademik Lomonosov, la prima centrale nucleare galleggiante russa entrata in esercizio commerciale.
La tecnologia può risultare particolarmente interessante per territori costieri, aree isolate o grandi complessi industriali che necessitano di una produzione energetica relativamente stabile senza la costruzione di una centrale nucleare convenzionale delle dimensioni di El-Dabaa.
Per un Paese come l’Egitto, dotato di migliaia di chilometri di coste tra Mediterraneo e Mar Rosso, le possibili applicazioni future rappresentano quindi un dossier strategicamente interessante, anche se qualsiasi progetto concreto richiederebbe approfondite valutazioni economiche, tecniche, ambientali e di sicurezza.
L’EGITTO GUARDA ANCHE AI PICCOLI REATTORI
L’altro grande dossier riguarda gli Small Modular Reactors (SMR) e, più in generale, i reattori nucleari di piccola e media capacità.
A margine della visita, Esmat ha incontrato anche il responsabile di una società appartenente al gruppo Rosatom specializzata proprio nelle tecnologie e nella produzione di piccoli reattori nucleari.
Le parti hanno esaminato gli ultimi sviluppi tecnologici del settore e le eventuali possibilità di cooperazione.
Rispetto alle grandi centrali, i piccoli reattori possono offrire maggiore flessibilità e trovare applicazione nella produzione elettrica destinata a poli industriali, territori con fabbisogni energetici più contenuti o sistemi energetici decentralizzati.
ESMAT: L’EGITTO SEGUE L’EVOLUZIONE DEGLI SMR
Il ministro egiziano ha confermato esplicitamente l’interesse del Cairo verso queste tecnologie.
L’Egitto intende seguire gli sviluppi internazionali nel settore dei piccoli reattori e studiare la possibilità di un loro futuro impiego, nell’ambito della strategia nazionale di diversificazione delle fonti energetiche e di utilizzo pacifico dell’energia nucleare.
Esmat ha tuttavia indicato tre condizioni fondamentali che dovranno essere valutate prima di qualsiasi futura applicazione: fattibilità economica, fattibilità tecnica e sicurezza nucleare.
Non si tratta dunque dell’annuncio della costruzione immediata di nuovi reattori, ma dell’apertura di un dossier tecnologico che potrebbe avere conseguenze importanti sulla futura politica energetica egiziana.
NON SOLO REATTORI: L’OBIETTIVO È TRASFERIRE TECNOLOGIA
C’è infine un elemento strategico sul quale il governo egiziano insiste particolarmente.
Secondo Esmat, la cooperazione nucleare con la Russia non deve limitarsi alla costruzione della centrale di El-Dabaa.
Il programma comprende infatti lo sviluppo delle risorse umane, la formazione dei tecnici egiziani e il trasferimento di conoscenze e competenze tecnologiche.
L’obiettivo è costruire progressivamente una capacità nazionale che permetta all’Egitto di gestire e amministrare infrastrutture nucleari secondo gli standard internazionali.
Likhachev ha da parte sua ribadito il pieno sostegno di Rosatom al programma di El-Dabaa e la disponibilità russa ad ampliare ulteriormente la cooperazione nucleare con il Cairo.
IL FUTURO NUCLEARE DELL’EGITTO POTREBBE NON FERMARSI A EL-DABAA
La notizia segna quindi un passaggio interessante nell’evoluzione della strategia energetica egiziana.
El-Dabaa rimane il grande progetto nucleare nazionale già in costruzione. Centrali galleggianti e piccoli reattori appartengono invece, per ora, alla fase dello studio e della possibile cooperazione futura.
Ma il fatto che queste tecnologie siano entrate ufficialmente nei colloqui tra il governo egiziano e Rosatom indica che Il Cairo sta già ragionando sul passo successivo del proprio programma nucleare civile.
Dopo decenni trascorsi a progettare l’ingresso nell’energia atomica, l’Egitto non guarda più soltanto alla costruzione della sua prima grande centrale. Sta iniziando a interrogarsi su quale potrà essere la seconda generazione del nucleare egiziano.
© Riproduzione riservata Eridanus




