L’archeologia al centro di una partnership strategica tra Italia e Tunisia a Cartagine

L’archeologia al centro di una partnership strategica tra Italia e Tunisia a Cartagine
Di Hamed Khalifa
A Cartagine, la storia antica continua ad arricchire le relazioni contemporanee tra Italia e Tunisia. L’inaugurazione di una nuova area di ricerca archeologica dedicata a Giunone, nell’ambito della sesta campagna di scavo condotta dall’Università Sapienza di Roma in collaborazione con l’Istituto Nazionale per il Patrimonio Tunisino, testimonia la profondità della cooperazione scientifica che è gradualmente diventata un pilastro della partnership bilaterale, come riportato dall’edizione francese dell’agenzia di stampa italiana ANSA.
La cerimonia si è svolta alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia in Tunisia, Alessandro Prunas, della Direttrice del Dipartimento di Studi Antichi dell’Università Sapienza, Francesca Romana Stasola, e di rappresentanti dell’Istituto Nazionale per il Patrimonio. Oltre all’apertura di un nuovo sito di ricerca, questo evento sottolinea il ruolo centrale svolto dalle istituzioni italiane nello studio, nella conservazione e nella valorizzazione del patrimonio archeologico tunisino.
Il nuovo sito di scavo, situato sulle alture dell’antica Cartagine, poi diventata città romana, si inserisce in un più ampio programma scientifico volto ad approfondire la nostra conoscenza storica di Cartagine, uno dei siti archeologici più importanti del bacino del Mediterraneo.
Secondo le fonti storiche, Cartagine fu fondata dai Fenici nel IX secolo a.C., distrutta dai Romani nel 146 a.C. e successivamente ricostruita come capitale dell’Africa romana. Cartagine rimane un sito di ricerca eccezionale per la comprensione delle grandi civiltà che hanno plasmato il mondo mediterraneo.
La missione congiunta di Sapienza e dell’Istituto Nazionale per il Patrimonio della Tunisia va oltre gli scavi e comprende il restauro, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio. Questo approccio integrato è chiaramente dimostrato dai lavori in corso presso il parco archeologico delle Terme di Antonino, uno dei complessi archeologici più imponenti della Cartagine romana.
Sotto la direzione degli archeologi Mounir Fantar, Moez Achour e Lorenzo Negro, diversi progetti mirano a migliorare la conservazione di queste strutture e a renderle più accessibili ai visitatori.



