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Il ragionamento sulle case di comunità nasce cinque anni fa, durante la pandemia, come strumento di integrazione multiprofessionale

“Il ragionamento sulle case di comunità nasce cinque anni fa, durante la pandemia, come strumento di integrazione multiprofessionale, per rafforzare un’assistenza territoriale in cui i medici erano stati lasciati soli. Pensare che nelle case di comunità ci possono essere solo i medici mi sembra un fallimento di questo presupposto. In questi quattro anni di Governo mi sarei aspettato investimenti per assumere infermieri, fisioterapisti, ostetriche e tecnici per dare una serie di risposte all’esigenza di salute. Ciò non è avvenuto e al contempo si sta pensando di modificare un sistema di assistenza medica che grazie al cielo funziona”.

Così il presidente FNOMCeO Filippo Anelli, nel suo intervento al convegno “La cooperazione nell’organizzazione della medicina territoriale del Servizio Sanitario Nazionale”, tenutosi questa mattina al Ministero della Salute.

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Noha Iraqi

Noha Iraqi... Laureata in Lettere... Scrittrice, poetessa, autrice di racconti, creatrice di contenuti e utente che carica contenuti.

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