Oggi più che mai è necessario che le Università divengano vere comunità di vita e di ricerca,

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Oggi più che mai è necessario che le Università divengano vere comunità di vita e di ricerca, capaci di introdurre a una fraternità nel sapere e alla gioia della Verità”. Con queste parole #LeoneXIV si è rivolto al mondo universitario durante l’incontro presso l’Università Cattolica dell’Africa Centrale a Yaoundé, ultima tappa della giornata del suo Viaggio Apostolico in #Camerun.
Nel suo discorso, il Santo Padre ha sottolineato il ruolo centrale delle istituzioni accademiche, definite “luoghi di eccellenza per la ricerca e la trasmissione del sapere”, chiamate a formare “coscienze rette, educate alla verità” e a promuovere “una autentica cultura dell’incontro”.
Un richiamo forte, in un contesto globale segnato – ha osservato il Vescovo di Roma – da “individualismo, apparenza e ipocrisia”, che rischiano di indebolire i riferimenti etici e spirituali. Il Successore di Pietro ha insistito sulla necessità di una ricerca della verità condivisa: “Docenti e studenti sono chiamati a proporsi come fine e come stile di vita la ricerca comune della verità”, ricordando come fede e ragione non siano in opposizione, ma “si sostengono a vicenda”.
In questa prospettiva, il Papa ha ribadito che l’università è chiamata a essere “luogo di amicizia, cooperazione e interiorità”. Dal Pontefice un elogio al contributo dell’#Africa, che “può allargare gli orizzonti troppo angusti di un’umanità che fatica a sperare”. Da qui l’invito del Santo Padre a sviluppare una ricerca interdisciplinare e interculturale capace di affrontare le sfide contemporanee, in particolare quelle legate alle disuguaglianze, ai conflitti e al degrado sociale e ambientale.
Un passaggio significativo ha riguardato le trasformazioni legate al digitale e all’intelligenza artificiale. “Questa rivoluzione – ha spiegato il Vescovo di Roma – richiede non solo competenze tecniche, ma una formazione umanistica capace di rendere visibili le logiche economiche e le forme di potere che modellano la percezione del reale”. Il rischio, ha ammonito il Successore di Pietro, è quello di una società in cui “la simulazione diventa norma” e “la capacità di discernimento si atrofizza”, favorendo polarizzazione e conflitti.
Rivolgendosi poi agli #studenti camerunesi, il Papa ha quindi affrontato il tema delle migrazioni: “Di fronte alla comprensibile tendenza a cercare altrove un futuro migliore, vi invito a rispondere con il desiderio di servire il vostro Paese”, mettendo le competenze acquisite “a beneficio dei vostri concittadini”.
Ai docenti, il Pontefice ha chiesto coerenza e testimonianza: “Non tradite questo nobile ideale”, esortando a incarnare valori come #giustizia, integrità e senso del servizio. Un richiamo esplicito anche alla lotta contro la corruzione, definita dal Santo Padre una “piaga” da cui l’Africa deve essere liberata, a partire proprio dalla formazione delle nuove generazioni.
In conclusione, il Vescovo di Roma ha indicato nell’umiltà la virtù fondamentale della comunità accademica: “Siamo tutti discepoli, compagni di studio con un unico Maestro”. Un messaggio che chiude la giornata camerunense del Viaggio Apostolico, prima della nuova tappa africana in #Angola, terzo dei quattro Stati africani toccati dalla visita del Papa.




