“Non fare delle istituzioni luoghi di conflitto, ma strumenti per il bene comune”

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“Non fare delle istituzioni luoghi di conflitto, ma strumenti per il bene comune”. È il monito che Papa #LeoneXIV lascia al #Camerun durante la messa celebrata all’aeroporto di Yaoundé, ultimo momento pubblico del Viaggio Apostolico nel Paese africano prima di volare in #Angola.
Nel suo intervento, il Pontefice ha richiamato la necessità di una responsabilità condivisa nell’affrontare le sfide sociali, in particolare quelle legate alla povertà e alla giustizia: “Alla salvezza di una comunità non bastano gli sforzi individuali e isolati dei singoli – ha affermato il Vescovo di Roma – serve una decisione comune, che integri la dimensione spirituale ed etica del Vangelo nel cuore delle istituzioni”.
L’omelia si è aperta con un richiamo alle difficoltà attraversate dalla Chiesa lungo la storia: “La fede non ci risparmia tumulti e tribolazioni”, ha osservato, sottolineando però che, anche nei momenti di paura e smarrimento, “Gesù non ci abbandona”. Un’immagine, quella della tempesta sul lago di Tiberiade, utilizzata per descrivere le crisi personali e collettive: “Quando tutto appare oscuro e ci sentiamo soli e fragili, Egli ci raggiunge e ci ripete: ‘Io sono qui con te: non aver paura’”.
Da qui l’invito alla solidarietà concreta: “Nessuno dev’essere lasciato solo ad affrontare le avversità della vita”, ha ribadito, esortando le comunità a creare “strutture di aiuto reciproco” capaci di rispondere alle crisi sociali, politiche, sanitarie ed economiche. La fede, ha aggiunto, “non separa lo spirituale dal sociale”, ma spinge i cristiani a farsi carico dei bisogni dei più deboli.
Infine, il richiamo al coraggio del cambiamento: “A volte la vita di una famiglia e di una società richiede anche questo: modificare abitudini e strutture”, affinché “la dignità della persona resti sempre al centro e si superino disuguaglianze ed emarginazioni”. Un appello che si inserisce nel solco della tradizione cristiana, dove – ha ricordato il Papa – la cura preferenziale dei poveri rappresenta un elemento fondamentale dell’identità della Chiesa.




