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L’asimmetria tra potere tecnico e saggezza morale è forse la sfida più profonda che ‘Magnifica Humanitas’ ci consegna”

“L’asimmetria tra potere tecnico e saggezza morale è forse la sfida più profonda che ‘Magnifica Humanitas’ ci consegna”. Lo ha affermato il Cardinal Pietro Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità, durante la presentazione dell’enciclica di Papa #LeoneXIV, nell’Aula Nuova del Sinodo, in Vaticano. Il Cardinale ha inquadrato il documento nel solco della Dottrina sociale della Chiesa:

“Centotrentacinque anni fa, con la ‘Rerum novarum’, Leone XIII seppe riconoscere nelle trasformazioni industriali del suo tempo una questione profondamente umana e sociale. Oggi, dinanzi alla potenza delle tecnologie digitali, la Chiesa è nuovamente chiamata a discernere le res novae della storia”. Per Parolin, “Magnifica Humanitas” solleva interrogativi che trascendono la sfera tecnica: “Dove stiamo andando? Verso quale meta desideriamo orientarci? Quale direzione dobbiamo scegliere come persone e come comunità umana?”.

Il Segretario di Stato ha sottolineato la novità del contesto rispetto all’epoca di Leone XIII: “Allora, alla Chiesa non era sempre possibile entrare direttamente in dialogo con i principali soggetti economici, politici e industriali che orientavano la trasformazione sociale. Oggi questo confronto è già avviato e coinvolge istituzioni, governi, università, imprese, centri di ricerca”.

La presenza tra i relatori di Christopher Olah, cofondatore di Anthropic, va letta in questa prospettiva: “testimonianza della volontà della Chiesa di incontrare coloro che operano concretamente dentro questa trasformazione”. Il card. Parolin ha quindi moderato gli interventi dei relatori, conclusisi con il discorso del Papa e la benedizione apostolica.

“Il futuro tecnologico non è un destino già scritto, ma uno spazio affidato alla responsabilità umana. L’intelligenza artificiale potrà portare frutti autenticamente degni dell’uomo nella misura in cui sarà orientata da una sapienza capace di tenere insieme la dignità della persona, la giustizia della vita comune e il bene di tutti i popoli”, ha poi aggiunto.

Tirando le fila degli interventi, il Cardinale ha ricordato che Rowlands ha mostrato come la Dottrina sociale della Chiesa sia una tradizione viva, capace di leggere la storia senza perdere il proprio centro evangelico; Olah ha ricordato che anche dall’interno del mondo tecnico emergono domande che oltrepassano la tecnica stessa, aprendo uno spazio di dialogo tanto necessario quanto urgente; Lushombo ha richiamato la voce di coloro che rischiano di subire il cambiamento senza potervi partecipare da protagonisti, ricordando che un progresso incapace di includere diventa facilmente privilegio di pochi; il card. Fernández ha mostrato come l’enciclica interpelli la coscienza dei credenti e la formazione ecclesiale, invitando a non delegare alla tecnica le domande ultime sul senso dell’esistenza; il card.inal Czerny ha ricondotto tutto alla prospettiva dello sviluppo umano integrale, “senza la quale ogni analisi parziale, anche quando è accurata, rischia di perdere di vista il fine: persone più libere, popoli più giusti, una terra più abitabile”.

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Noha Iraqi

Noha Iraqi... Laureata in Lettere... Scrittrice, poetessa, autrice di racconti, creatrice di contenuti e utente che carica contenuti.

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