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*Italia tra crisi energetiche, guerra ibrida e ridefinizione dell’ordine globale

*Italia tra crisi energetiche, guerra ibrida e ridefinizione dell’ordine global

Di Cristina Di Silvio

Il sistema internazionale sta entrando in una fase di transizione accelerata verso un ordine multipolare instabile, in cui crisi regionali, competizione tra grandi potenze e vulnerabilità energetiche convergono in un unico spazio strategico. La sicurezza non è più un comparto separato della politica estera, ma un continuum che integra difesa, energia, tecnologia e infrastrutture critiche. In questo contesto, l’Italia si trova esposta lungo linee di frattura che attraversano Atlantico, Mediterraneo allargato e Indo-Pacifico, con una crescente vulnerabilità a shock sistemici interdipendenti. La tensione tra Donald Trump e Giorgia Meloni riflette la trasformazione dell’asse euroatlantico, sempre più condizionato da logiche transazionali. La coesione occidentale tende a dipendere dalla capacità degli attori di contribuire in modo diretto alla gestione delle crisi globali. Lo Stretto di Hormuz resta il principale punto di pressione del sistema energetico globale, attraverso cui passa circa un quinto del petrolio mondiale. Le tensioni nell’area continuano a influenzare prezzi, inflazione e stabilità dei mercati internazionali. In parallelo, il dialogo tra Libano e Israele mediato da Marco Rubio rappresenta un tentativo di contenimento delle escalation nel Mediterraneo allargato, con l’obiettivo di evitare effetti di propagazione verso i corridoi energetici. La cooperazione tra Italia e Israele nel settore della difesa, avviata con il memorandum del 2005, ha prodotto per anni integrazione industriale e tecnologica nei settori aerospazio, cyber e sistemi avanzati. La sospensione del rinnovo automatico del memorandum non interrompe i rapporti, ma segnala una fase di ricalibrazione strategica in un contesto regionale altamente instabile. La competizione tra Stati Uniti e Cina continua a estendersi al Medio Oriente, trasformando l’interdipendenza economica in leva geopolitica. Anche la comunicazione politica incide sempre più sulle dinamiche di deterrenza e percezione del rischio. L’Unione Europea resta limitata da un deficit di coesione strategica, mentre attori regionali come la Turchia rafforzano posture autonome che aumentano la frammentazione del sistema internazionale. In questo scenario, l’Italia si muove in una condizione di equilibrio instabile, tra gestione del rischio, vincoli alleati e crescente complessità sistemica.

*Italia tra crisi energetiche, guerra ibrida e ridefinizione dell’ordine globale*
Cristina Di Silvio
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Noha Iraqi

نهى عراقي.. ليسانس أداب.. كاتبة وشاعرة وقصصية وكاتبة ومحتوى وأبلودر

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