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EGITTO: STRAORDINARIA SCOPERTA ARCHEOLOGICA NELL’ANTICO PORTO DI AIDHAB A HALAIB

EGITTO: STRAORDINARIA SCOPERTA ARCHEOLOGICA NELL’ANTICO PORTO DI AIDHAB A HALAIB

di NOHA IRAQII

IL CAIRO- Nuova e importante scoperta archeologica in Egitto, dove la missione egiziana del Consiglio Supremo delle Antichità, impegnata nell’area dell’antico porto di Aidhab nella regione di Halaib, sulla costa del Mar Rosso, ha riportato alla luce una serie di enormi cisterne e serbatoi per l’acqua, oltre a edifici e strutture di servizio che gettano nuova luce sull’organizzazione di uno dei più importanti porti islamici medievali del Paese.

La scoperta conferma ancora una volta il ruolo strategico dell’Egitto come centro commerciale, culturale e religioso attraverso i secoli, nonché l’importanza delle sue infrastrutture portuali lungo le rotte marittime del Mar Rosso.

Il Ministro del Turismo e delle Antichità, Sherif Fathy, ha sottolineato che il ritrovamento evidenzia il livello di sviluppo raggiunto dagli antichi porti egiziani, capaci di sostenere il traffico commerciale e il flusso dei pellegrini diretti verso i luoghi santi islamici. Il ministro ha inoltre ribadito l’attenzione che il dicastero dedica alle missioni archeologiche nelle aree di confine e nelle regioni remote dell’Egitto, considerate fondamentali dal punto di vista storico e culturale.

Secondo il Segretario Generale del Consiglio Supremo delle Antichità, Dr. Hisham El-Leithy, il ritrovamento mostra un aspetto essenziale della vita del porto storico di Aidhab: il sistema di approvvigionamento idrico. In un ambiente desertico e lungo una rotta percorsa da commercianti e pellegrini, le cisterne rappresentavano infatti un elemento vitale per sostenere la navigazione, il commercio e il passaggio dei fedeli diretti alla Mecca.

Il capo del settore delle Antichità Islamiche, Copte ed Ebraiche, Dr. Diaa Zahran, ha spiegato che gli scavi, diretti dall’archeologo Mohamed Abou El-Wafa, hanno portato alla scoperta di una gigantesca cisterna principale lunga circa 15 metri, larga oltre 3 metri e alta quasi 3 metri. La struttura è stata realizzata utilizzando arenaria e pietre coralline locali, successivamente rivestite con uno strato di malta calcarea bianca per impermeabilizzare le pareti e impedire infiltrazioni d’acqua.

Gli archeologi hanno inoltre individuato altre cisterne nella parte meridionale del sito, oltre ai resti di abitazioni, torri di osservazione e strutture di servizio che testimoniano l’esistenza di un sistema integrato per la gestione del porto e per l’assistenza ai mercanti e ai pellegrini che transitavano nell’area da secoli.

Tra i reperti rinvenuti figurano frammenti di ceramica dell’epoca fatimide, alcuni decorati con smalti verdi, oltre a porzioni di porcellana cinese importata. Elementi che dimostrano il livello di prosperità commerciale raggiunto dal porto e l’ampiezza delle sue relazioni marittime con regioni come India, Yemen e Africa orientale.

Il porto di Aidhab fu infatti uno dei principali scali del Mar Rosso durante il Medioevo islamico. Da qui transitavano pellegrini provenienti dall’Egitto e dal Maghreb diretti verso i luoghi santi, mentre il porto svolgeva un ruolo centrale anche nei traffici commerciali tra Africa, Penisola Arabica e Oriente.

Questa nuova scoperta non rappresenta soltanto un importante risultato archeologico, ma offre anche una testimonianza concreta della sofisticata organizzazione economica e logistica dell’Egitto medievale, confermando il ruolo storico del Paese come ponte tra continenti, culture e civiltà.

© 𝗔𝘀𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗘𝗿𝗶𝗱𝗮𝗻𝘂𝘀 – 𝗧𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗶 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗶 𝗿𝗶𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮𝘁𝗶

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Noha Iraqi

Noha Iraqi... Laureata in Lettere... Scrittrice, poetessa, autrice di racconti, creatrice di contenuti e utente che carica contenuti.

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