Al-Jabour scrive: Il terrorismo è un crimine contro lo Stato e i suoi cittadini… Basta con le banalità e le giustificazioni

Al-Jabour scrive: Il terrorismo è un crimine contro lo Stato e i suoi cittadini… Basta con le banalità e le giustificazioni
Di Dr. Jawahir Al-Jabour
Il vile attacco terroristico che ha preso di mira un luogo di culto e civili innocenti nel villaggio di Hammoud, nel governatorato di Karak, è un palese assalto alla sicurezza dello Stato giordano e alla pace dei suoi cittadini. È assolutamente inaccettabile estrapolare questo crimine dal suo rigoroso contesto penale e di sicurezza e trasformarlo in una piattaforma per vuote convenevoli sociali o difese gratuite.
Dopo ogni tragedia, è diventato uno spettacolo provocatorio e ingiustificabile vedere piattaforme e articoli pieni di slogan di ipocrisia sociale e cliché come “Il mio caro amico viene da questa o quella regione” o “Il mio caro vicino appartiene a questa o quella religione”, accompagnati da disperati tentativi di dimostrare l’innocenza dell’Islam e dei musulmani. Questi continui tentativi di giustificazione rappresentano una capitolazione di fronte a un’accusa che nessuno ha mai mosso, e danneggiano l’Islam e i musulmani, ponendo i nostri valori e la nostra fede in una posizione di accusa e sospetto infondati. La vera religione islamica non è collegata a questi crimini, quindi i suoi seguaci non hanno bisogno di fornire certificati di innocenza o di giustificare le azioni di un gruppo fuorviato che rappresenta solo se stesso. Questa artificiosa pressione mediatica e sociale porta purtroppo a reazioni negative e isteriche da parte di alcuni individui che si allontanano dai valori della loro religione e la abusano nel corso delle loro discussioni. Un’analisi della storia della sicurezza in Giordania dimostra chiaramente che il terrorismo indiscriminato non ha mai preso di mira una setta o un gruppo specifico. Piuttosto, è stato, e continua ad essere, una serie di perfide operazioni terroristiche che hanno colpito lo Stato e le sue istituzioni, innocenti cittadini giordani e i valorosi membri delle forze di sicurezza. A prescindere dalle loro convinzioni, religione, origini o provenienza – dagli attentati agli hotel di Amman agli efferati attacchi di Baqaa, Rukban, del Castello di Karak, di Fuheis e di Salt, culminati nel recente attacco alla chiesa di Hammoud – questa oscura ideologia prende di mira tutti indiscriminatamente, cercando di minare la stabilità e l’autorità dello Stato.
Inquadrare l’ultimo crimine in uno stretto contesto settario religioso serve involontariamente agli scopi degli stessi terroristi, che tentano di seminare discordia e di presentare la loro lotta come una lotta religiosa. L’attentatore della chiesa di Hammoud ha ucciso un cittadino giordano protetto dalla Costituzione e dalla legge, in un luogo che lo Stato ha il dovere di proteggere. Le vittime sono martiri dell’intera nazione. Pertanto, l’unica risposta autentica deve basarsi sui valori della vera cittadinanza e dello stato di diritto, affrontando il terrorismo come un atto criminale contro lo Stato e la società, ben lontano da retoriche di giustificazione e da un eccessivo accondiscendenza.
Cosa serve ora per proteggere lo Stato e le sue istituzioni?
Passare da semplici appelli emotivi e vuote banalità ad azioni concrete impone chiare responsabilità nazionali a ogni cittadino giordano. Nello specifico, questi principi possono essere riassunti nei seguenti punti:
Impegno per una rigorosa vigilanza sulla sicurezza: dare priorità alla vigilanza sulla sicurezza segnalando immediatamente qualsiasi movimento sospetto o individuo che professi l’ideologia estremista takfiri. La sicurezza è una responsabilità condivisa e il cittadino è il principale sostenitore delle forze armate e dei servizi di sicurezza.
Rifiuto del discorso di giustificazione e isolamento dell’estremismo: respingere categoricamente qualsiasi giustificazione o scusa offerta dagli estremisti e combattere questa ideologia takfiri all’interno dei consigli familiari e tribali, intensificando al contempo la supervisione e l’educazione dei giovani per impedire che vengano attratti dai veleni digitali che li allontanano dalla tolleranza della loro religione e dai valori della loro società.
Stabilire l’autorità dello Stato e il principio di diritto: Fede assoluta che le istituzioni statali e una magistratura giusta siano l’unica e legittima autorità per la tutela dei diritti e per la persecuzione dei criminali, e respingere qualsiasi comportamento che mini il prestigio della legge o inciti a conflitti religiosi o settari.
La cittadinanza come unica base di interazione: Trattare tutti i cittadini sulla base della pura cittadinanza costituzionale e dei doveri e diritti condivisi, indipendentemente da origine, provenienza o religione. Ognuno è partecipe del destino di questa nazione e bersaglio di tutti. Dai proiettili indiscriminati dei suoi nemici.
Responsabilità digitale e mediatica: Controllare il discorso sulle piattaforme dei social media, interrompere la diffusione di post emotivamente carichi che danneggiano la causa, astenersi completamente dal diffondere voci e informazioni inattendibili durante le crisi di sicurezza e ottenere notizie esclusivamente da fonti statali ufficiali per contrastare chiunque cerchi di turbare la pace in Giordania.
In conclusione, chiediamo a Dio Onnipotente di proteggere la nostra grande Giordania, la sua leadership, il suo popolo e la sua terra, e di perpetuarne le benedizioni, la sicurezza e la tranquillità. O Dio, proteggi le nostre case e le nostre istituzioni, e preserva i valorosi uomini delle nostre forze armate e i nostri vigili servizi di sicurezza che vegliano ai confini della nazione e al suo interno. Sii il loro aiuto e sostegno nella sconfitta delle forze delle tenebre e di coloro che seminano discordia.
O Dio, chiunque intenda nuocere a questa nazione, alla sua sicurezza e stabilità, e ai suoi cittadini, fa’ che i suoi piani si ritorcano contro di loro e che i loro progetti si ritorcano contro di loro. Rendi questo paese sicuro e protetto, resiliente contro la sconfitta e i conflitti, fortificato dalla consapevolezza del suo popolo e dall’autorità della sua legge, e un sostegno per tutti. Che Dio abbia misericordia dei nostri giusti martiri e che Dio preservi la Giordania, sempre fiera, forte e libera.




