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​L’Ambasciatore turco: L’Egitto è un partner naturale dell’Alleanza della Mecca… e le relazioni con la Turchia sono una necessità strategica per la sicurezza e la stabilità

​L’Ambasciatore turco: L’Egitto è un partner naturale dell’Alleanza della Mecca… e le relazioni con la Turchia sono una necessità strategica per la sicurezza e la stabilità

​A cura di: Hamed Khalifa

​L’Ambasciatore turco al Cairo, Salih Mutlu Şen, ha confermato che la Repubblica di Turchia celebra il 103° anniversario della sua fondazione, sottolineando la profondità delle relazioni storiche e strategiche che uniscono Egitto e Turchia. Ha ribadito che la partnership tra i due Paesi non è più una semplice scelta politica o una questione di preferenza, bensì una necessità imposta dalle esigenze di pace, sicurezza, stabilità e sviluppo nella regione del Mediterraneo orientale.
​Questo è quanto emerso durante la cerimonia organizzata dall’Ambasciata turca al Cairo in occasione del 103° anniversario della fondazione della Repubblica Turca, in un’atmosfera festosa e alla presenza di circa 1.500 persone. Tra i partecipanti figuravano cittadini turchi, l’Ambasciatore Ihab Suleiman, Assistente del Ministro degli Esteri per il Protocollo, l’Ambasciatore Abdel Rahman Mussa, Consigliere del Grande Imam di Al-Azhar, oltre a importanti personalità egiziane, figure di spicco dei media, della cultura, dell’arte e dei social media, e diversi ambasciatori e diplomatici accreditati al Cairo.
​L’evento ha visto l’esecuzione degli inni nazionali turco ed egiziano. Inoltre, un’orchestra composta da un gruppo di eminenti musicisti egiziani ha eseguito una selezione di brani tradizionali e classici della musica turca ed egiziana, in un contesto che ha riflesso la profondità dei legami culturali e umani tra i due popoli.
​Nel suo discorso, l’Ambasciatore Salih Mutlu Şen ha espresso la sua gioia nel condividere la celebrazione della Festa della Repubblica Turca nel Paese amico e fratello, l’Egitto. Ha ricordato che la Repubblica di Turchia è stata fondata 103 anni fa, dopo le sofferenze, i sacrifici e le perdite della Prima Guerra Mondiale, per essere lo Stato della nazione turca e dare inizio a una nuova fase basata sull’indipendenza, sulla costruzione dello Stato e sul consolidamento della pace.
​Ha spiegato che la Turchia ha scelto di allontanarsi dalle guerre ed evitare avventure, lavorando in buona fede per instaurare la pace e relazioni di buon vicinato, comprese quelle con la Grecia, il Regno Unito e la Francia. Ha inoltre rinunciato alle reazioni di stampo imperiale, rifiutando di mirare ad espansioni territoriali o di entrare in conflitti.
​Ha aggiunto che la Repubblica non è stata semplicemente una forma di governo, ma ha rappresentato un nuovo approccio basato sulla cooperazione, sullo sviluppo, sull’uguaglianza, sul rispetto reciproco e sulla comprensione con i Paesi vicini, la regione e il mondo, facendosi forza del principio del fondatore della Repubblica, Mustafa Kemal Atatürk: «Pace in patria, pace nel mondo».
​Ha sottolineato che la pace non significa semplicemente assenza di guerra, ma è un sistema in cui le nazioni possono convivere nel rispetto reciproco, nell’uguaglianza sovrana e nella cooperazione, lavorando congiuntamente per raggiungere lo sviluppo e la prosperità.
​Le posizioni della Turchia sulle crisi regionali
​L’Ambasciatore turco ha affrontato gli sviluppi regionali e internazionali, ribadendo il rifiuto del suo Paese per la ripresa della guerra contro l’Iran e sottolineando la necessità di risolvere le controversie attraverso il negoziato. Ha inoltre condannato gli attacchi contro i Paesi del Golfo, in primis il Regno dell’Arabia Saudita, e ha lanciato un appello per la risoluzione del conflitto in Sudan tramite il dialogo e la trattativa, salvaguardando lo Stato e le sue istituzioni.
​Ha confermato il sostegno della Turchia all’integrità territoriale della Somalia e alle istituzioni statali contro le organizzazioni terroristiche e i tentativi di divisione e secessione. Ha inoltre ribadito il sostegno all’unità della Libia e all’unificazione delle sue istituzioni, ponendo la priorità sulla ricostruzione della Siria, sulla preservazione della sua integrità territoriale e sul rifiuto delle aggressioni che ne minacciano la sicurezza e la stabilità.
​Gaza e la questione palestinese
​Per quanto riguarda la Striscia di Gaza, l’Ambasciatore Salih Mutlu Şen ha indicato che la Turchia, in collaborazione con Egitto, Stati Uniti e Qatar, ha compiuto sforzi per contribuire al passaggio alla seconda fase del piano di pace e per convincere il movimento Hamas ad accettare la tabella di marcia.
​Ha criticato il prosieguo delle attività di insediamento illegali in Cisgiordania, la violenza dei coloni e le pratiche volte allo sfollamento forzato dei palestinesi, ritenendo che abbiano reso estremamente difficile l’attuazione della soluzione dei due Stati.
​Ha sottolineato che una soluzione giusta e duratura per la questione palestinese e l’instaurazione di una vera pace in Medio Oriente possono essere raggiunte solo garantendo il diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione. Ha ribadito che la sicurezza del popolo israeliano non può essere ottenuta attraverso massacri ai danni dei palestinesi o la loro espulsione dalla loro patria, bensì attraverso la coesistenza dei due popoli, palestinese e israeliano, fianco a fianco in pace e sicurezza, sotto l’egida di due Stati indipendenti.
​L’Egitto è un partner naturale dell’Alleanza della Mecca
​In un passaggio di grande rilevanza, l’Ambasciatore turco ha affermato che l’Egitto è un partner naturale dell’Alleanza della Mecca e che la decisione di aderirvi ufficialmente spetta alla sua sovranità e volontà nazionale, sottolineando che la Turchia accoglierebbe con favore tale partecipazione.
​Ha dichiarato che la partecipazione dell’Egitto all’Alleanza della Mecca riveste una grande importanza per stabilire equilibri regionali e rafforzare la sicurezza e la stabilità, spiegando che la maggiore minaccia alla sicurezza regionale è rappresentata dalla ricerca dell’egemonia e dell’espansione, dettata da un’eccessiva sicurezza in se stessi e dal possesso della forza.
​Ha aggiunto che l’equilibrio e la deterrenza rappresentano fattori capaci di contrastare queste forze e di spingerle verso la moderazione e, potenzialmente, verso l’adozione di un comportamento più positivo, costruttivo e integrato, al servizio della sicurezza e della stabilità della regione.
​Ha ricordato che l’approccio della titolarità regionale per un futuro condiviso è diventato uno dei pilastri principali della politica estera turca, spiegando che questo approccio si concretizza nella cooperazione con l’Egitto all’interno del gruppo «R4» (che comprende Egitto, Turchia, Arabia Saudita e Pakistan), oltre alla formula di cooperazione con il gruppo europeo «E4» (che comprende Germania, Francia, Italia e Regno Unito).
​Ha evidenziato che il recente incontro ospitato a Istanbul con la partecipazione dei due gruppi ha riflesso lo spirito di cooperazione e il lavoro comune per la pace, affermando che le iniziative regionali turche non costituiscono un’alternativa agli impegni internazionali di Ankara, sia nell’ambito della NATO sia nelle sue relazioni con l’Unione Europea e le organizzazioni regionali e internazionali.
​Ha inoltre sottolineato l’importanza della Lega degli Stati Arabi come partner rilevante per la Turchia, congratulandosi con il suo nuovo Segretario Generale Nabil Fahmy, così come con il nuovo Segretario Generale dell’Organizzazione della Cooperazione Islamica Ismail Ould Cheikh Ahmed, evidenziando il ruolo centrale delle istituzioni arabe e islamiche nel promuovere la cooperazione e la solidarietà tra gli Stati.
​Relazioni egiziano-turche: una necessità strategica
​L’Ambasciatore Salih Mutlu Şen ha confermato che le relazioni strategiche e la partnership tra Turchia ed Egitto non sono una questione nuova, una decisione passeggera o una semplice scelta politica, bensì una necessità imposta dalle esigenze di pace, sicurezza, stabilità e sviluppo nella regione condivisa, in particolare nel Mediterraneo orientale.
​Ha spiegato che queste relazioni traggono forza da una storia comune che si estende per circa 1.200 anni, dai legami culturali e umani e dalle relazioni di parentela tra i due popoli, notando che la cooperazione economica e negli investimenti ha registrato uno sviluppo notevole negli ultimi anni.
​Ha rivelato che dal 2022 sono stati inaugurati in Egitto almeno 50 nuovi impianti produttivi turchi e che le aziende turche offrono opportunità di lavoro ad almeno 100.000 egiziani, prevedendo che il volume dello scambio commerciale tra i due Paesi nel corso di quest’anno si avvicini ai 9 miliardi di dollari, rappresentando un nuovo record nel percorso di cooperazione economica congiunta.
​In ambito militare e di difesa, l’Ambasciatore ha affermato che le relazioni tra le forze armate egiziane e turche stanno registrando notevoli progressi e che ci sono progetti promettenti nel campo delle industrie della difesa, esprimendo fiducia nel fatto che il prossimo decennio vedrà una produzione congiunta tra i due Paesi di missili, navi, aerei e droni.
​Convergenza di interessi e visione futura
​L’Ambasciatore turco ha rilevato che la profondità delle relazioni tra i due Paesi non significa necessariamente una totale coincidenza delle posizioni su tutte le questioni, trattandosi di due grandi Stati con i propri interessi nazionali. Ha tuttavia sottolineato che la Turchia, nel difendere i propri interessi, tiene conto anche di quelli dell’Egitto, e che gli interessi strategici e nazionali dei due Paesi convergono in modo reale.
​Ha aggiunto che una visione a lungo termine che vada oltre le posizioni quotidiane e congiunturali rappresenta un investimento importante nel futuro delle relazioni tra le due nazioni, oltre che una responsabilità imposta da considerazioni storiche, geografiche e di comune interesse.
​In conclusione del suo discorso, l’Ambasciatore Salih Mutlu Şen ha lodato la forte volontà politica dimostrata dal Presidente turco Recep Tayyip Erdoğan e dal Presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi nel rafforzare le relazioni bilaterali e coordinare le posizioni sulle questioni regionali.
​Ha ricordato la visita del Presidente Erdoğan al Cairo lo scorso febbraio, esprimendo l’auspicio del suo Paese per la visita del Presidente Abdel Fattah al-Sisi in Turchia nel prossimo periodo, in risposta all’invito del Presidente Erdoğan.
​L’Ambasciatore turco ha concluso la sua allocuzione con una preghiera, dicendo: «Che Dio dia gloria all’Islam e ai musulmani».

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Noha Iraqi

Noha Iraqi... Laureata in Lettere... Scrittrice, poetessa, autrice di racconti, creatrice di contenuti e utente che carica contenuti.

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