Tutela del risparmio e Unione europea

Tutela del risparmio e Unione europea
Cittadini di ogni credo politico e Politici leggete bene quanto ho scritto.
Il tema che oggi affrontiamo riguarda una delle questioni più importanti per il futuro economico dell’Europa: come trasformare una parte dell’enorme risparmio europeo in investimenti capaci di sostenere la crescita, l’innovazione e la competitività delle nostre imprese.
L’obiettivo può essere condivisibile. Ma è proprio quando l’obiettivo è importante che occorre stabilire con chiarezza quali debbano essere i limiti e le garanzie.
Il risparmio dei cittadini non è una risorsa pubblica. È patrimonio privato. È il risultato del lavoro, dei sacrifici e delle scelte di milioni di famiglie.
Per questo motivo, ogni politica che intenda favorire l’impiego di una maggiore quota di risparmio nei mercati finanziari deve partire da un principio non negoziabile: nessuna forma di pressione, diretta o indiretta, può limitare la libertà del cittadino di scegliere come utilizzare il proprio patrimonio.
Non possiamo chiedere alle famiglie di assumersi maggiori rischi finanziari senza, contemporaneamente, affrontare le ragioni profonde della difficoltà competitiva dell’Europa.
Se vogliamo più investimenti, dobbiamo rendere l’Europa più attrattiva per gli investimenti.
Dobbiamo ridurre la burocrazia, migliorare l’accesso al credito, garantire energia a costi competitivi, sostenere la ricerca e l’innovazione e creare un ambiente nel quale le imprese possano crescere e competere sui mercati internazionali.
Non possiamo pensare che la soluzione alle difficoltà strutturali dell’economia europea consista semplicemente nel mobilitare il risparmio accumulato dalle famiglie.
Il punto politico è molto semplice: non dobbiamo trasferire il rischio delle inefficienze del sistema sulle spalle dei cittadini.
L’Europa ha bisogno di capitali, ma deve essere capace di attrarli attraverso la propria competitività. Ha bisogno di investimenti, ma deve creare le condizioni perché investire in Europa sia conveniente. Ha bisogno di crescita, ma questa crescita deve essere costruita attraverso imprese forti, lavoro qualificato, innovazione e produttività.
Bisogna chiedere quindi che qualsiasi iniziativa europea sull’Unione del risparmio e degli investimenti garantisca pienamente la tutela dei piccoli risparmiatori, la massima trasparenza degli strumenti finanziari e la libertà individuale nelle decisioni di investimento.
Non siamo contrari a mobilitare il capitale europeo.
Siamo contrari all’idea che, di fronte alle difficoltà dell’economia europea, la prima risposta debba essere quella di chiedere ai cittadini di mettere maggiormente a rischio i propri risparmi.
Il risparmio è una ricchezza nazionale ed europea. Va valorizzato, ma soprattutto va rispettato.
Perché un’Europa forte non è quella che utilizza il risparmio dei propri cittadini per compensare le proprie debolezze.
Un’Europa forte è quella che crea le condizioni affinché i cittadini scelgano spontaneamente di investire nel proprio futuro, perché credono nel futuro dell’Europa.
Questa è la direzione che dobbiamo perseguire: più competitività, più investimenti, più crescita e, soprattutto, più fiducia e più tutela per i cittadini europei.
E.P.Valente



