“Oltre la disabilità”: le donne che trasformano l’Africa al Forum di Rimini

“Oltre la disabilità”: le donne che trasformano l’Africa al Forum di Rimini
Hamed Khalifa
Il Forum di Rimini 2026 ha ospitato una sessione speciale dedicata alla capacità delle donne africane di superare la disabilità, sfidare gli stereotipi sociali e abbattere le barriere dell’emarginazione e della doppia discriminazione attraverso iniziative basate sui diritti, l’imprenditorialità inclusiva e la costruzione della pace in tutto il continente, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa italiana Nova.
La sessione, intitolata “Oltre la disabilità: le donne che trasformano l’Africa”, è stata organizzata in collaborazione con CBM Italia e ha affrontato le sfide che le donne con disabilità si trovano ad affrontare, in particolare nei settori dell’istruzione, dell’occupazione, dell’indipendenza economica e della piena partecipazione alla vita sociale.
Secondo i dati presentati durante l’incontro, una persona su sei nel mondo vive con una disabilità, mentre circa l’80% delle persone con disabilità vive in paesi a basso o medio reddito. La combinazione di disabilità e disuguaglianza di genere crea molteplici ostacoli per le donne e le ragazze nell’accesso all’istruzione, all’occupazione, all’indipendenza e al processo decisionale.
Tra i partecipanti all’incontro figuravano la presentatrice televisiva Philippa Lagerback; Massimo Maggio, direttore di CBM Italia ETS; Olive Namutibe, attivista per l’inclusione delle persone con disabilità e fondatrice e direttrice di Albinism Umbrella; e Francesca Romana Triciozzi, responsabile per le disabilità presso l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. La discussione è stata moderata da Xosé Ngoma Mpenza, presentatrice, creatrice di contenuti e produttrice di podcast.
Massimo Maggio ha sottolineato come disabilità e povertà formino spesso un circolo vizioso difficile da spezzare, soprattutto nei paesi più fragili, affermando: “Più si è poveri, più è probabile diventare disabili; e più si è disabili, più si diventa poveri”.
Il direttore di CBM Italia ha spiegato che spezzare questo ciclo richiede più che la semplice fornitura di assistenza; è necessario creare un ambiente che consenta alle persone con disabilità di partecipare pienamente ed efficacemente alle proprie comunità, riconoscendo i loro diritti e la loro capacità di contribuire allo sviluppo e al cambiamento. Da parte sua, Francesca Romana Triciozzi ha sottolineato l’importanza di collegare diritti, parità di genere ed emancipazione, evidenziando la necessità di cambiare la percezione delle persone con disabilità. Ha affermato: “Non stiamo parlando di persone con debolezze multiple, ma di persone con diritti”.
Ha spiegato che il riconoscimento dei diritti non implica necessariamente la capacità effettiva di esercitarli, sottolineando che la cooperazione allo sviluppo deve fornire gli strumenti e le opportunità necessari per trasformare l’uguaglianza legale e formale in possibilità concrete di accesso all’istruzione, al lavoro, all’autonomia decisionale e alla piena partecipazione alla società.
L’esperienza di Namutebe: dalla discriminazione alla difesa dei diritti
Olive Namutebe, nata in Uganda e affetta da albinismo, ha incarnato alcune di queste sfide attraverso la sua esperienza personale. Durante l’infanzia, ha subito discriminazioni ed è stata quasi emarginata dal padre, prima di trovare nella madre il sostegno e la forza per continuare gli studi.
Da questa esperienza, Namutebe ha fondato Albinism Umbrella, un’organizzazione che opera nei settori della salute, dell’istruzione e della difesa dei diritti delle persone con albinismo. Si impegna a cambiare gli atteggiamenti della società nei loro confronti e a promuovere la loro inclusione sociale.
Le sue attività hanno contribuito a un maggiore riconoscimento ufficiale delle persone con albinismo e hanno anche aiutato il governo ugandese a riconoscere l’albinismo come disabilità, aprendo la strada a maggiori diritti e servizi per loro.
L’importanza di questo approccio è evidente anche nei progetti di sviluppo realizzati da CBM Italia e dai suoi partner in diversi paesi africani, tra cui un progetto nella regione di Zinder, in Niger. Questo progetto ha formato quasi 1.000 donne, creato 90 orti domestici e migliorato l’accesso all’acqua potabile per oltre 3.100 persone, oltre a ridurre il tasso di insicurezza alimentare tra i beneficiari dal 13% all’8,1%. Istruzione e assistenza sanitaria: un’altra strada verso l’emancipazione
Massimo Maggio ha anche messo in luce la storia di Graziela, che è diventata la prima anestesista pediatrica del Sud Sudan. La formazione specialistica le ha permesso di acquisire le competenze necessarie per eseguire interventi chirurgici sui bambini all’interno del Paese.
In precedenza, questi bambini dovevano percorrere centinaia di chilometri per raggiungere le strutture mediche in Uganda. Ciò sottolinea l’importanza di investire nell’istruzione e nella formazione medica, nonché nello sviluppo delle capacità locali, come strumenti essenziali per trasformare la vita di individui e comunità.
“Ognuno di noi può fare la differenza.”
Philippa Lagerbäck, che collabora con CBM Italia da oltre dieci anni, ha parlato del suo rapporto con il volontariato, ispirato da sua madre, medico volontaria in Africa.
Lagerbäck ha spiegato che, pur non potendo esercitare la professione medica, ha scelto di usare la sua notorietà e le sue capacità comunicative per dare voce a storie umane che altrimenti rimarrebbero sconosciute, sottolineando che ognuno ha un ruolo da svolgere nel creare un cambiamento. Ha aggiunto: “Ognuno di noi può fare la differenza; anche un singolo individuo può fare la differenza.”
Il messaggio centrale dell’incontro è stato che superare gli ostacoli legati alla disabilità non significa considerare le donne con disabilità semplicemente come destinatarie di aiuti, ma piuttosto come titolari di diritti capaci di guidare il cambiamento e partecipare alla costruzione di società più giuste e inclusive.
L’incontro si inserisce nella più ampia iniziativa Rimini Meeting, che mira a presentare esperienze e storie provenienti da tutto il mondo, concentrandosi sulla capacità di individui e comunità di affrontare le sfide e trasformare crisi e ostacoli in opportunità di sviluppo, partecipazione e cambiamento.




