Sanità: Uap, su revisione tariffe Mef verifichi risorse stanziate

Sanità: Uap, su revisione tariffe Mef verifichi risorse stanziate
Roma, 22 lug. (LaPresse) – “La nuova bozza lascia invariati migliaia di importi insufficienti. Il Mef verifichi quindi l’impiego e la coerenza delle risorse stanziate”. Così la presidente Uap (Unione nazionale ambulatori, poliambulatori, enti e ospedalità privata) Mariastella Giorlandino sulla bozza del nuovo decreto tariffario per la specialistica ambulatoriale e l’assistenza protesica. Secondo Giorlandino “non c’è stato nessun confronto preventivo con gli erogatori. Così si rischiano meno prestazioni, liste d’attesa più lunghe e riduzione del personale”. (segue).
Sanità: Uap, su revisione tariffe Mef verifichi risorse stanziate-2-
Roma, 22 lug. (LaPresse) – “La bozza del nuovo decreto tariffario per la specialistica ambulatoriale e l’assistenza protesica non risolve le gravi criticità del provvedimento del 25 novembre 2024, annullato con efficacia differita dal Tar Lazio per le carenze riscontrate nell’istruttoria e nella metodologia di determinazione delle tariffe – afferma Giorlandino – l’Uap denuncia che il nuovo schema sarebbe stato definito senza un effettivo confronto preventivo con le organizzazioni rappresentative delle strutture che ogni giorno erogano prestazioni per conto del Servizio sanitario nazionale”.
“Non è sufficiente comunicare che sono state aumentate alcune tariffe – divce ancora Giorlandino – occorre dimostrare che ciascun importo consenta realmente di coprire il costo industriale della prestazione, tenendo cioè conto del personale, dei reagenti, dei dispositivi, delle tecnologie, delle manutenzioni, dell’energia e degli obblighi organizzativi e regolatori”. (segue).
tot
Sanità: Uap, su revisione tariffe Mef verifichi risorse stanziate-3-
Roma, 22 lug. (LaPresse) – “Il confronto tra il tariffario del 2024 e quello allegato alla nuova bozza restituisce un dato particolarmente significativo: su 2.040 codici della specialistica ambulatoriale esaminati, 1.591 tariffe restano invariate, mentre gli aumenti interessano 448 codici – si spiega – l’aumento medio complessivo indicato dal ministero non prova che le singole prestazioni siano oggi adeguatamente remunerate. Un dato medio può infatti dipendere da incrementi concentrati su alcune categorie, mentre molte altre tariffe restano invariate o vengono aumentate in misura inferiore alla crescita effettiva dei costi”.
Inoltre – prosegue Giorlandino – “un tariffario insufficiente danneggia anche la sanità pubblica, perché valorizza le prestazioni a importi che possono risultare inferiori ai costi sostenuti, aggravando gli squilibri di bilancio e riducendo le risorse disponibili per personale, tecnologie e organizzazione dei servizi.
Analoghe perplessità riguardano la diagnostica per immagini, le visite specialistiche, la riabilitazione e tutte le attività nelle quali il costo del personale rappresenta la componente prevalente”. (segue).
tot
Sanità: Uap, su revisione tariffe Mef verifichi risorse stanziate-4-
Roma, 22 lug. (LaPresse) – A questo bisogna aggiungere – rileva Giorlandino – che si tratta di “una bozza resa pubblica senza informare le parti interessate. La trasparenza non consiste nel diffondere una bozza attraverso gli organi di informazione ma nel consentire a chi eroga concretamente le prestazioni di conoscere e verificare i dati utilizzati prima che il procedimento sia concluso”.
La documentazione disponibile “non chiarisce, infatti, quante strutture e quante osservazioni siano state effettivamente utilizzate per ciascuna branca, quale sia la distribuzione territoriale e dimensionale del campione, quanti dati siano stati esclusi e quale incidenza abbiano avuto tali esclusioni sui risultati finali.
Il Mef dovrebbe verificare “l’impiego delle risorse stanziate; l’Uap chiede al ministro dell’Economia e delle finanze di verificare attentamente la coerenza tra le risorse pubbliche stanziate per la revisione tariffaria, la metodologia applicata e gli importi concretamente proposti. Le risorse destinate all’aggiornamento non possono tradursi in una revisione soltanto formale, che lasci invariata la maggior parte dei codici e mantenga prestazioni ancora sotto-remunerate. La verifica richiesta al Mef non riguarda soltanto la copertura contabile del decreto ma l’effettiva capacità delle somme stanziate di perseguire la finalità per la quale sono state previste: superare le criticità del decreto del 2024 e garantire tariffe compatibili con l’erogazione effettiva e continuativa dei livelli essenziali di assistenza”. (segue).
tot
Sanità: Uap, su revisione tariffe Mef verifichi risorse stanziate-5-
Roma, 22 lug. (LaPresse) – L’Uap chiede quindi “la sospensione dellÆiter della bozza, lÆapertura immediata di un tavolo tecnico con le associazioni rappresentative degli erogatori, la pubblicazione dei dati e dei criteri utilizzati, la verifica delle prestazioni che restano sotto-remunerate, lÆintroduzione di un meccanismo annuale di adeguamento delle tariffe sulla base di un indice ufficiale Istat ferma restando la periodica revisione analitica dei costi sanitari”.
“Le strutture accreditate non possono continuare indefinitamente a erogare prestazioni in perdita – conclude Giorlandino – se le tariffe resteranno insufficienti, saranno inevitabili la riduzione delle attività non sostenibili, il rinvio degli investimenti e, nei settori ad alta intensità di lavoro, la contrazione delle ore lavorate o degli organici. Il costo finale ricadrà sui cittadini: meno prestazioni, liste dÆattesa più lunghe e maggiore ricorso alla spesa privata”.
tot




