LETTERA APERTA DEL PROF. FOAD AODI, COORDINATORE DEL COMITATO POLITICO INTERNAZIONALE UNIONE PER L’ITALIA

LETTERA APERTA DEL PROF. FOAD AODI, COORDINATORE DEL COMITATO POLITICO INTERNAZIONALE UNIONE PER L’ITALIA

Aodi: «dal 1995 impegnato a favore dell’inclusione e l’immigrazione qualificata ma adesso sono molto preoccupato per l’Italia che sta perdendo i suoi valori essenziali.la Colpa è di tutti.
Aodi;Non siamo numeri, ma una parte dell’Italia che amiamo e che contribuiamo ogni giorno a costruire»
ROMA 23 LUGLIO 2026.
Scrivo questa lettera e con essa rivolgo questo appello a tutte le istituzioni, alle forze politiche, alle comunità arabe e di origine straniera, alle associazioni italiane e internazionali e al mondo dell’informazione, a nome di AMSI – Associazione Medici di Origine Straniera in Italia, denominata anche Unione Professionisti della Sanità Internazionali, CO-MAI – Comunità del Mondo Arabo in Italia, UMEM – Unione Medica Euromediterranea, AISCNEWS – Agenzia Mondiale di Informazione Senza Confini e del Movimento Internazionale Uniti per Unire.
Viviamo una fase delicata, nella quale il processo di inclusione in Italia rischia di essere indebolito dalle strumentalizzazioni politiche, da dichiarazioni irresponsabili e da prese di posizione che alimentano divisioni, incomprensioni e discriminazioni. Per questo chiediamo a tutti maggiore responsabilità nelle dichiarazioni pubbliche, rispetto reciproco, trasparenza e difesa concreta dei principi dell’inclusione e della convivenza civile.
RIPARTIRE DA DIRITTI, DOVERI E NUOVE GENERAZIONI
È necessario puntare con maggiore decisione sull’inclusione delle nuove generazioni, sul principio fondamentale dell’equilibrio tra diritti e doveri e su politiche serie e continuative per l’integrazione.
Negli ultimi anni si è parlato molto di dialogo, convivenza, partecipazione e rispetto reciproco. Oggi, però, una parte importante di questo percorso sembra essersi persa. Non possiamo permettere che il lavoro svolto dalle istituzioni, dalle associazioni, dai professionisti e dalle comunità venga cancellato da polemiche, generalizzazioni e contrapposizioni costruite sulla paura.
Ognuno deve fare la propria parte: la politica, le istituzioni, le comunità, le associazioni italiane e di origine straniera e il mondo dell’informazione. Nessuno può chiamarsi fuori da questa responsabilità.
Solo agendo insieme, con un impegno comune e unitario, possiamo migliorare la situazione e ricostruire un clima di fiducia, confronto e rispetto.
CHI SBAGLIA RISPONDE, MA I DIRITTI UMANI VANNO SEMPRE RISPETTATI
Chi sbaglia deve pagare e rispondere delle proprie azioni nel pieno rispetto delle leggi italiane. Questo principio non può essere messo in discussione.
Allo stesso tempo, in un Paese civile e democratico, il rispetto dei diritti umani e della dignità delle persone è un dovere irrinunciabile. Non si possono utilizzare gli errori o le responsabilità dei singoli per colpire intere comunità, alimentare generalizzazioni o trasformare ogni episodio in un attacco contro gli immigrati, gli arabi, i musulmani o le donne musulmane.
Le responsabilità sono sempre personali. Non possono essere attribuite indistintamente a una religione, a una nazionalità, a una comunità o a milioni di persone che vivono, lavorano e rispettano le leggi.
L’ITALIA NON È UN PAESE RAZZISTA, MA CRESCE IL CLIMA DI DISCRIMINAZIONE
L’Italia è un Paese democratico e non è un Paese razzista. Tuttavia, non possiamo nascondere che stanno aumentando il clima, i segnali e quello che potremmo definire il “profumo del razzismo”: dichiarazioni, messaggi e posizioni che favoriscono la discriminazione degli immigrati, delle comunità arabe, delle comunità musulmane e delle donne musulmane.
Questo fenomeno è evidente anche a causa di alcune posizioni politiche che non aiutano l’integrazione, ma contribuiscono ad aumentare la distanza tra le persone e a trasformare le differenze culturali e religiose in strumenti di scontro.
La politica deve abbassare i toni, evitare generalizzazioni e assumersi la responsabilità delle parole utilizzate. Ogni dichiarazione pubblica può favorire il dialogo oppure alimentare odio, paura e discriminazione.
Anche il mondo dell’informazione ha una responsabilità fondamentale. Informare significa raccontare i fatti con trasparenza, equilibrio e completezza, senza trasformare singoli episodi in accuse collettive e senza utilizzare titoli o linguaggi capaci di generare tensioni tra le comunità.
NON SIAMO NUMERI, SIAMO PARTE DELL’ITALIA
Con il Manifesto Unione per l’Italia e con il Comitato Politico Internazionale Unione per l’Italia continueremo a lavorare per migliorare la situazione, segnalare le criticità, proporre soluzioni e promuovere il dialogo tra le istituzioni, la politica, le comunità e la società civile.
Continueremo soprattutto a ricordare che non siamo numeri.
Siamo persone, famiglie, giovani, donne, uomini, lavoratori, professionisti, medici, infermieri, imprenditori, studenti e cittadini che fanno parte dell’Italia, che amano questo Paese e che contribuiscono ogni giorno a costruirlo.
L’Italia può contare su un vero e proprio esercito di lavoratori e professionisti di origine straniera, impegnati nella sanità, nell’assistenza, nell’agricoltura, nell’edilizia, nella ristorazione, nei servizi, nelle imprese, nelle università e in tanti altri settori fondamentali.
Questa presenza non deve essere considerata un problema, ma una componente della società italiana e una risorsa per il presente e per il futuro del Paese.
UN APPELLO ALLA RESPONSABILITÀ COMUNE
Responsabilità, rispetto reciproco, trasparenza e inclusione non possono rimanere soltanto principi da richiamare nei momenti di difficoltà, ma devono tradursi in comportamenti concreti da parte di tutti.
La politica è chiamata ad abbassare i toni del confronto pubblico e a non trasformare l’immigrazione e le comunità di origine straniera in strumenti di contrapposizione. Le istituzioni devono continuare a garantire il pieno rispetto dei diritti umani, assicurando nello stesso tempo il rispetto delle leggi e dei doveri che appartengono a ogni cittadino.
Alle comunità e alle associazioni spetta il compito di rafforzare il dialogo, favorire la partecipazione e costruire ponti tra culture diverse. Al mondo dell’informazione chiediamo un racconto dei fatti fondato su equilibrio, completezza e responsabilità, evitando generalizzazioni e linguaggi che possano alimentare paure o tensioni.
Soltanto attraverso un impegno condiviso sarà possibile tutelare la convivenza civile, rafforzare il percorso di integrazione e impedire che anni di dialogo e di lavoro comune vengano compromessi da polemiche e strumentalizzazioni.
Questo è l’impegno che continueremo a portare avanti con il Manifesto Unione per l’Italia e con il Comitato Politico Internazionale Unione per l’Italia, convinti che il dialogo, il rispetto reciproco e la responsabilità rappresentino le basi indispensabili per costruire un Paese più unito, più giusto e più inclusivo.
Prof. Foad Aodi
Medico-fisiatra, giornalista e divulgatore scientifico internazionale, esperto in salute globale, membro del Registro Esperti FNOMCEO e docente dell’Università di Tor Vergata, Coordinatore del Comitato Politico Internazionale Unione per l’Italia Presidente del Movimento Internazionale Transculturale Uniti per Unire
UFFICIO STAMPA CONGIUNTO Movimento Uniti per Unire – AMSI – Co-mai – UMEM – USEM – AISC NEWS redazione@aiscnews.it www.unitiperunire.org www.aiscnews.org Centro Medico Iris Italia – Roma Tel. 06 8862793




