EGITTO: AZZERATI I DEBITI CON LE COMPAGNIE PETROLIFERE STRANIERE. UNA SVOLTA STORICA PER L’ENERGIA E GLI INVESTIMENTI

EGITTO: AZZERATI I DEBITI CON LE COMPAGNIE PETROLIFERE STRANIERE. UNA SVOLTA STORICA PER L’ENERGIA E GLI INVESTIMENTI
di Noha Iraqii
IL CAIRO. Per la prima volta dal 2011, l’Egitto ha annunciato di aver completamente saldato tutti i debiti accumulati nei confronti delle compagnie petrolifere straniere operanti nel Paese.
Si tratta di una notizia di grande rilevanza economica e strategica. Gli arretrati avevano raggiunto il loro massimo storico nell’anno fiscale 2011-2012, superando i 6 miliardi di dollari, in uno dei periodi più difficili per l’economia egiziana dopo le turbolenze politiche che avevano colpito il Paese.
Secondo il Ministro del Petrolio e delle Risorse Minerarie, Karim Badawi, la chiusura definitiva di questo dossier rappresenta un punto di svolta per il settore energetico nazionale e apre una nuova fase caratterizzata da maggiori investimenti, incremento della produzione e rafforzamento della fiducia internazionale.
Dal 2014 il governo egiziano aveva avviato un piano graduale per ridurre il debito accumulato verso i partner internazionali del settore energetico. L’obiettivo era chiaro: ricostruire la credibilità del Paese presso gli investitori stranieri e incentivare nuove attività di ricerca, esplorazione e sviluppo.
Oggi quel percorso può dirsi completato.
La decisione è destinata ad avere effetti immediati sull’industria petrolifera e del gas. Le compagnie straniere che operano in Egitto potranno infatti aumentare gli investimenti e accelerare i programmi di sviluppo dei giacimenti esistenti, oltre a intensificare le attività di ricerca di nuove risorse.
Il governo del Cairo punta infatti a un obiettivo particolarmente ambizioso: tornare a esportare gas naturale entro il 2027, dopo che negli ultimi anni il Paese è diventato importatore netto a causa dell’aumento della domanda interna e del naturale declino di alcuni giacimenti.
Attualmente il Ministero del Petrolio, in collaborazione con i partner internazionali, sta accelerando il collegamento dei nuovi pozzi alla rete nazionale per mantenere la produzione intorno ai 4 miliardi di piedi cubi di gas al giorno e compensare il calo fisiologico dei campi già in produzione, stimato in circa 100 milioni di piedi cubi mensili.
Gli obiettivi per il futuro sono ancora più ambiziosi.
L’Egitto mira infatti a portare la produzione nazionale di gas a circa 6,6 miliardi di piedi cubi al giorno entro il 2030, con una crescita di quasi il 65% rispetto ai livelli attuali.
Parallelamente, nel corso dell’anno saranno perforati 14 nuovi pozzi esplorativi nel Mar Mediterraneo per verificare riserve stimate in circa 12 trilioni di piedi cubi di gas naturale.
Il settore energetico egiziano continua inoltre ad attirare l’interesse delle grandi compagnie internazionali. Tra queste figura anche Chevron, che ha recentemente avviato nuove attività di perforazione nel Mediterraneo occidentale.
Per favorire ulteriormente gli investimenti, il governo egiziano ha introdotto una serie di incentivi destinati agli operatori stranieri. Tra questi vi è la possibilità di esportare una quota della nuova produzione per utilizzare i ricavi nella copertura di investimenti e costi operativi, oltre a condizioni contrattuali più vantaggiose per il gas di nuova estrazione.
Attualmente in Egitto operano 57 aziende nel settore della ricerca, esplorazione e produzione di idrocarburi, comprese otto delle maggiori compagnie energetiche mondiali, sei società egiziane specializzate e oltre dodici aziende internazionali attive nei servizi petroliferi e tecnologici.
Secondo il ministro Badawi, il Paese dispone di risorse eccezionali che lo rendono una delle destinazioni più importanti per gli investimenti energetici nell’intera regione, grazie alla sua posizione geografica strategica, alle infrastrutture avanzate e alla presenza di impianti di liquefazione del gas che rappresentano un vantaggio competitivo unico nel Mediterraneo orientale.
La cancellazione completa dei debiti verso le compagnie petrolifere non rappresenta quindi soltanto un risultato finanziario, ma un segnale politico ed economico che rafforza la credibilità dell’Egitto sui mercati internazionali e consolida il suo ruolo come hub energetico regionale tra Africa, Mediterraneo e Medio Oriente.
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