SANITÀ

Sanità privata e RSA, mobilitazione nazionale: 300mila operatori chiedono svolta su contratti e diritti

Una partecipazione che segna un passaggio decisivo

La mobilitazione andata in scena a Roma, in Piazza Santi Apostoli, registra una partecipazione definita senza precedenti, con circa 300mila tra lavoratrici, lavoratori e professionisti coinvolti a livello nazionale. In piazza migliaia di persone, mentre una parte significativa degli operatori è rimasta nei luoghi di lavoro per garantire i servizi essenziali, aderendo comunque simbolicamente alla protesta. L’adesione complessiva si attesta intorno al 70%, al netto delle attività obbligatorie.

Contratti fermi e pressione crescente sul sistema

Al centro della mobilitazione c’è il nodo del rinnovo contrattuale, fermo da anni: otto anni per la sanità privata e fino a quattordici anni per il comparto RSA. Una situazione che, secondo quanto emerso durante la manifestazione, ha determinato un progressivo deterioramento delle condizioni economiche dei lavoratori, aggravato dall’impatto dell’inflazione sul potere d’acquisto.

I numeri del settore tra crescita e squilibri

I dati economici evidenziano una dinamica in forte espansione per i principali operatori del comparto. Nel 2023 il fatturato netto ha raggiunto 12,02 miliardi di euro, con una crescita del 15,5% rispetto al 2019. Parallelamente, l’utile netto ha toccato quota 449 milioni di euro, mentre la liquidità disponibile si avvicina agli 1,8 miliardi. Indicatori che mostrano un settore in salute sul piano economico, ma attraversato da forti tensioni sul fronte contrattuale e retributivo.

Il divario tra pubblico e privato

Un altro elemento centrale riguarda il differenziale salariale tra comparto pubblico e privato. A parità di mansioni e responsabilità, permane uno scarto significativo nelle retribuzioni, mentre nel sistema pubblico sono stati rinnovati più contratti collettivi negli ultimi anni. Questo squilibrio, unito al blocco contrattuale nel privato, ha accentuato la perdita di valore reale dei salari.

Il nodo delle regole e delle risorse pubbliche

Tra le richieste avanzate emerge la necessità di un intervento normativo capace di collegare in modo stringente le risorse pubbliche al rispetto delle condizioni contrattuali. In particolare, viene indicata come priorità l’introduzione di vincoli tra accreditamento e applicazione dei contratti, con l’obiettivo di garantire uniformità di diritti e tutele all’interno del sistema sanitario.

Una mobilitazione che apre una nuova fase

La manifestazione segna l’avvio di una fase di confronto più intensa sul futuro del comparto. Il tema centrale resta quello del riconoscimento economico e professionale degli operatori, in un contesto in cui la sostenibilità del sistema sanitario passa anche dall’equilibrio tra crescita del settore e condizioni di lavoro.

REDAZIONE AISCNEWS

Mostra di più

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante per tornare all'inizio