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Il mondo ha sete di pace. Basta guerre, con i loro dolorosi cumuli di morti, distruzioni, esu

Il mondo ha sete di pace. Basta guerre, con i loro dolorosi cumuli di morti, distruzioni, esuli!”. È il monito lanciato da Papa LeoneXIV nel discorso pronunciato al Palazzo Presidenziale di Yaoundé, in occasione dell’incontro con le autorità, la società civile e il corpo diplomatico del #Camerun, seconda tappa del Viaggio Apostolico in #Africa.

Il Pontefice ha indicato con forza la via della pace come responsabilità condivisa, sottolineando che “la pace non può essere ridotta a slogan: va incarnata in uno stile, personale e istituzionale, che ripudi ogni forma di violenza”. Una pace che, ha precisato, deve essere “disarmata” e “disarmante”, capace cioè di “risolvere i conflitti, di aprire i cuori e di generare fiducia, empatia e speranza”.

Nel suo intervento, il Santo Padre ha riconosciuto al Camerun una ricchezza unica, definendolo “Africa in miniatura” per la varietà di culture, lingue e tradizioni. “Questa varietà non è una fragilità: è un tesoro”, ha affermato, evidenziando come essa rappresenti “una promessa di fraternità e un solido fondamento per costruire una pace duratura”.

Il Vescovo di Roma ha poi richiamato le responsabilità della politica e delle istituzioni, ribadendo che “governare significa amare il proprio Paese” e anche “i Paesi vicini”, invitando ad ascoltare realmente i cittadini e a coinvolgerli nei processi decisionali. “La pace, infatti, non si decreta: si accoglie e si vive”, ha aggiunto, definendola “un dono di Dio” che richiede “un’opera paziente e collettiva”.

Ampio spazio è stato dedicato alle #crisi che attraversano alcune regioni del Paese. “Dietro le statistiche ci sono volti, storie, speranze ferite”, ha osservato il Pontefice, ricordando le sofferenze causate da violenze e tensioni, tra vite perdute, famiglie sfollate e giovani privati di prospettive. Di fronte a questo scenario, l’invito è stato netto: “rifiutare la logica della violenza e della guerra, per abbracciare una pace fondata sull’amore e sulla giustizia”.

Il Papa ha inoltre valorizzato il ruolo della società civile, definita “una forza vitale per la coesione nazionale”, capace di intervenire nei momenti di crisi, accompagnare le vittime e favorire il dialogo. Un riconoscimento particolare è stato rivolto alle donne, “instancabili artefici di pace”, il cui contributo “nell’istruzione, nella mediazione e nella ricostruzione del tessuto sociale è ineguagliabile”.

Non è mancato un richiamo alla necessità di istituzioni credibili e trasparenti. “Occorre rompere le catene della corruzione”, ha ammonito Leone XIV, sottolineando che solo istituzioni giuste possono diventare “pilastri di stabilità” e garantire una pace autentica, nella quale ciascuno si senta “protetto, ascoltato e rispettato”.

Guardando al futuro, il Pontefice ha indicato nei giovani la principale speranza del Paese. “La loro energia e la loro creatività sono ricchezze inestimabili”, ha detto, avvertendo però che disoccupazione ed esclusione possono alimentare frustrazione e violenza. Da qui l’invito a investire in istruzione, formazione e imprenditorialità, “scelta strategica per la pace”.

Infine, il Successore di Pietro ha ribadito l’impegno della Chiesa cattolica a collaborare con le autorità e con tutte le componenti della società per promuovere dignità umana e riconciliazione, incoraggiando anche il dialogo interreligioso come strumento per prevenire tensioni e radicalizzazioni.

“Che Dio benedica il Camerun e conceda a tutto il popolo camerunese di costruire insieme un futuro di giustizia e di pace”, ha concluso il Papa, affidando il Paese a un cammino condiviso di riconciliazione e sviluppo.

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Noha Iraqi

نهى عراقي.. ليسانس أداب.. كاتبة وشاعرة وقصصية وكاتبة ومحتوى وأبلودر

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