“Siete chiamati a un futuro più grande delle vostre ferite. Siete portatori di una promessa”

“Siete chiamati a un futuro più grande delle vostre ferite. Siete portatori di una promessa”. Con queste parole Papa #LeoneXIV si è rivolto ai bambini dell’orfanotrofio Ngul Zamba di Yaoundé, in #Camerun, durante la visita, nel corso del Viaggio Apostolico in #Africa, offrendo un messaggio di consolazione e speranza segnato da un forte richiamo alla dignità e alla cura dei più piccoli.
Nel suo saluto, il Pontefice ha voluto sottolineare il valore della comunità che accoglie i minori, definendola “una vera famiglia”, nella quale “il vostro Fratello maggiore è Gesù”. Una fraternità che, ha spiegato, “vi rende forti, vi aiuta a portare insieme i pesi della vita e vi fa sperimentare la vera gioia”.
Rivolgendosi direttamente ai bambini, molti dei quali segnati da esperienze di perdita e abbandono, il Santo Padre ha riconosciuto le difficoltà vissute: “Alcuni hanno conosciuto il dolore dell’assenza […] altri hanno sperimentato la paura, il rifiuto, l’abbandono”. Tuttavia, ha ribadito con forza che “Dio è presente e conosce i vostri volti, vi è vicinissimo”, ricordando che Gesù “aveva una speciale benevolenza per i bambini” e “li metteva al centro”.
Il Papa ha poi ampliato lo sguardo al contesto globale, osservando come “in un mondo spesso segnato dall’indifferenza e dall’egoismo, questa casa ci ricorda che siamo tutti custodi dei nostri fratelli e delle nostre sorelle” e che “nessuno è mai uno straniero o un dimenticato”.
Parole di gratitudine sono state rivolte agli operatori della struttura – educatori, volontari e religiose – per il loro servizio quotidiano. “Il vostro fedele impegno è una bella testimonianza di amore”, ha affermato, evidenziando che il loro lavoro “offre ben più di un sostegno materiale”: “offrite a questi bambini una presenza, un ascolto, una famiglia, un futuro”.
Nel riconoscere il valore di questo impegno, Leone XIV ha sottolineato come attraverso tali gesti “si manifesta la tenerezza di Dio, una tenerezza fedele, che non viene meno nelle prove e non delude mai”, invitando tutti a “perseverare con coraggio in questa bella opera”.
Il saluto si è concluso con una benedizione e con l’affidamento dei bambini alla Vergine Maria, perché “vegli sempre su di voi, vi consoli nei momenti di tristezza e vi aiuti a crescere come veri amici del suo Figlio Gesù”. Un appello che si inserisce nel più ampio messaggio del viaggio apostolico, centrato sulla pace, sulla fraternità e sulla cura dei più fragili. Si conclude così la prima giornata in Camerun di Papa Prevost.




