COMUNICATO STAMPA 20 MARZO 2026 / FESTA DELL’EID, AMSI-CO-MAI-AISC NEWS: AUGURI AI MUSULMANI E ALLE COMUNITA’ ARABE D’ITALIA E D’EUROPA
AODI-BELAITOUCHE: «SERVE SUBITO FERMARE LE GUERRE E GARANTIRE CURE AI CIVILI. LA POLITICA INTERVENGA ORA PER ESSERE CREDIBILE E SOLIDALE».


AODI-BELAITOUCHE: «SERVE SUBITO FERMARE LE GUERRE E GARANTIRE CURE AI CIVILI. LA POLITICA INTERVENGA ORA PER ESSERE CREDIBILE E SOLIDALE».
ROMA, 20 MARZO 2026 – Si conclude il mese sacro del Ramadan e prende il via la festa dell’Eid al-Fitr, che durerà tre giorni, uno dei momenti più importanti per milioni di musulmani nel mondo e per la comunità araba e islamica presente in Italia.
Una ricorrenza fondata su pace, solidarietà e condivisione, che quest’anno si celebra mentre in Medio Oriente, drammaticamente, si continua a morire, con un’escalation militare che sta provocando migliaia di vittime civili e una crisi sanitaria diffusa e strutturale che coinvolge sistemi ospedalieri, personale sanitario e popolazioni vulnerabili.
In questo contesto, le associazioni AMSI (Associazione Medici di Origine Straniera in Italia), UMEM (Unione Medica Euromediterranea), Co-mai (Comunità del Mondo Arabo in Italia), AISCNEWS (rete internazionale di informazione – agenzia mondiale senza confini) e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE riflettono, analizzano e affermano con forza che il significato dell’Eid non può essere separato dall’attuale emergenza umanitaria e sanitaria, chiedendo responsabilità immediate e decisioni concrete da parte delle istituzioni nazionali e internazionali.
EID TRA FEDE, IDENTITÀ E REALTÀ DEL CONFLITTO
L’Eid al-Fitr segna la fine del digiuno e rappresenta un momento centrale per la comunità musulmana: preghiera, solidarietà verso i più deboli e rafforzamento dei legami sociali.
In Italia assume anche un valore di integrazione, dialogo interculturale e coesione sociale, con il contributo concreto delle comunità straniere anche nel sistema sanitario nazionale.
NUMERI DELLA GUERRA: IL QUADRO SANITARIO AGGIORNATO
Secondo una indagine congiunta AMSI UMEM Co-mai basata su dati ufficiali raccolti e verificati da fonti sanitarie e istituzionali internazionali, questi i numeri aggiornati del conflitto:
• Iran: 1502 morti e circa 19mila feriti
• Libano: oltre 1002 morti e più di 2500 feriti (oltre 100 i bambini deceduti)
• Iraq: circa 60 morti
• Usa: 13 soldati americani morti e 200 feriti
• Sfollati area Libano confini: oltre 1 milione di persone costrette a lasciare le proprie abitazioni (oltre il 50% di aumento malattie infettive tra gli sfollati libanesi).
Si tratta di dati che confermano una crisi umanitaria e sanitaria di ampia portata, con effetti devastanti sulla stabilità regionale e sull’equilibrio dei sistemi sanitari.
OSPEDALI SOTTO PRESSIONE, CURE A RISCHIO
Le associazioni evidenziano una emergenza sanitaria globale, caratterizzata da un progressivo collasso dei sistemi sanitari nelle aree coinvolte nel conflitto.
Secondo l’indagine AMSI-UMEM-Co-mai, basata su dati sanitari internazionali aggiornati:
• 40 professionisti della sanità uccisi e 107 rimasti feriti in Libano.
• 20 strutture sanitarie seriamente danneggiate in Iran
• in alcune aree del Libano meridionale fino al 60% delle strutture sanitarie risulta parzialmente o totalmente non operativa
• nei territori colpiti si registra una riduzione superiore al 40% dell’accesso alle cure primarie
• oltre il 50% degli ospedali lavora oltre la capacità massima, con reparti di emergenza saturi
• si rileva una carenza di farmaci essenziali superiore al 30%, in particolare antibiotici, anestetici e dispositivi salvavita
• il personale sanitario disponibile è ridotto fino al 25-30% in alcune aree operative, per evacuazioni o impossibilità a raggiungere le strutture
A questo si aggiunge un aumento significativo dei bisogni sanitari:
• crescita dei traumi da guerra e delle lesioni complesse
• aumento delle infezioni e delle patologie croniche non trattate
• condizioni sanitarie aggravate tra sfollati e popolazioni vulnerabili
Un quadro che conferma come il conflitto stia generando una crisi sanitaria sistemica, con effetti immediati sulla popolazione civile e conseguenze dirette sulla stabilità sanitaria regionale e internazionale.
L’APPELLO NEL GIORNO DELL’EID: LA VOCE DI AODI
Interviene il Prof. Foad Aodi, medico fisiatra, giornalista, divulgatore scientifico internazionale ed esperto in salute globale, membro del Registro Esperti FNOMCeO e docente dell’Università di Tor Vergata:
«Rivolgiamo i nostri più sinceri auguri a tutti i musulmani in Italia e nel mondo per la festa dell’Eid al-Fitr, simbolo autentico di pace, solidarietà e rispetto reciproco.
Ma oggi non possiamo limitarci agli auguri. I dati raccolti da AMSI, UMEM e Co-mai sono inequivocabili: migliaia di morti, migliaia di feriti, intere popolazioni senza assistenza sanitaria.
Questa non è solo una crisi geopolitica: è una emergenza sanitaria globale.
Il nostro appello è netto: fermare immediatamente le guerre, proteggere i civili, attivare corridoi umanitari e sanitari reali e operativi.
Chiediamo alla politica italiana, europea e internazionale di uscire da una logica attendista: non bastano dichiarazioni, servono decisioni concrete, coordinate e immediate.
Non si può continuare ad assistere a ospedali colpiti, medici senza strumenti, bambini senza cure.
Chi oggi non interviene si assume una responsabilità politica e morale davanti alla storia.
La salute deve essere una priorità assoluta nelle agende diplomatiche.
Servono interventi urgenti per garantire accesso alle cure, protezione delle strutture sanitarie e sostegno al personale medico nei territori di guerra.
Allo stesso tempo, ribadiamo il valore delle comunità straniere in Italia, che rappresentano un ponte fondamentale di cooperazione sanitaria, integrazione e dialogo tra i popoli».
UN EID CHE IMPONE RESPONSABILITÀ
La rete AMSI, UMEM, Co-mai, AISCNEWS e UNITI PER UNIRE si conferma osservatorio sanitario internazionale attivo sui principali scenari di crisi e ribadisce che questa ricorrenza non può essere solo simbolica, ma deve tradursi in un impegno concreto per la pace e la tutela della salute.
Il messaggio del prof. Foad Aodi, dei nostri consigli direttivi delle associazioni e delle comunità e del Presidente della Co-mai, Kamel Belaitouche, è chiaro e non più rinviabile: senza pace non esiste diritto alla salute, senza diritto alla salute non esiste dignità umana.
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