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“Il vostro servizio è un atto d’amore, verso il Paese, verso i territori, soprattutto verso le persone, che si traduce in prossimità concreta, specialmente nei luoghi e nelle circostanze in cui maggiori sono le fragilità

“Il vostro servizio è un atto d’amore, verso il Paese, verso i territori, soprattutto verso le persone, che si traduce in prossimità concreta, specialmente nei luoghi e nelle circostanze in cui maggiori sono le fragilità”. Lo ha detto Papa #LeoneXIV ricevendo questa mattina in udienza, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, in Vaticano, i membri dell’Ordinariato Militare per l’Italia in occasione del centenario dell’istituzione.

Presenti l’arcivescovo Ordinario Militare per l’Italia, mons. Gianfranco Saba, assieme al ministro della Difesa, Guido Crosetto, al ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, e diversi vertici della Difesa. Presente all’udienza anche un gruppo di ordinari militari provenienti da altri Paesi.

Il Pontefice ha ricordato il motto del centenario, “Inter Arma Caritas”, e ha sottolineato che “viviamo in una società che rischia di smarrire il senso della memoria”. “La memoria è spesso esternalizzata e disponibile, ma non sempre fatta propria e attivata”, ha osservato il Santo Padre, precisando che “per la Chiesa essa è coscienza viva: non accumulo di dati, ma costante appello alla responsabilità; non nostalgia, ma radice che genera profezia”.

Per il Vescovo di Roma, “la fede cristiana si fonda su un fatto storico e la salvezza non è un’idea, ma la persona vivente del Signore Gesù Cristo”. Il Pontefice ha descritto il centenario come “memoria incarnata di una storia concreta, fatta di uomini e donne in divisa che, in cammino nella Chiesa, nei giorni luminosi della pace e in quelli drammatici della guerra, con sacrificio, coraggio e dedizione hanno contribuito alla crescita di questa società, a volte a costo della vita”.

“Difendere i deboli, tutelare la convivenza pacifica, intervenire nelle calamità, operare nelle missioni internazionali per custodire la pace e ristabilire l’ordine: tutto questo non può ridursi a mera professione, è una vocazione”, ha poi aggiunto il Successore di Pietro, secondo il quale “l’identità del militare è forgiata da generosità, spirito di servizio, alte aspirazioni e profondi sentimenti”, ma “tali valori esigono un fondamento, un dono di Grazia capace di alimentare la carità fino alla dedizione totale di sé”.

Leone XIV ha sottolineato la necessità di “ispirare con la linfa del Vangelo i codici, le norme e le missioni della vita militare perché, nel servizio alla sicurezza e alla pace, il bene comune dei popoli sia sempre al primo posto”. Rivolgendosi ai cappellani militari, il Pontefice ha richiamato sant’Agostino: “Se mi ami, non pensare a pascere te stesso, ma pasci le mie pecore, come mie, non come tue”.

“Tanti cappellani militari – ha concluso Papa Prevost – hanno incarnato queste parole e hanno reso visibile la carità pastorale fino all’eroismo delle virtù, talvolta fino al martirio”. Il Pontefice ha infine descritto l’Ordinariato come “un laboratorio efficace dell’agire di Dio in favore dell’uomo” dove “la pace non è soltanto assenza di conflitto, ma pienezza di giustizia, di verità e di amore”.

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Noha Iraqi

نهى عراقي.. ليسانس أداب.. كاتبة وشاعرة وقصصية وكاتبة ومحتوى وأبلودر

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