Ambasciatore turco: Farid Shawqi, una leggenda egiziana che si è fatta un nome nel cinema turco

Ambasciatore turco: Farid Shawqi, una leggenda egiziana che si è fatta un nome nel cinema turco
Di: Hamed Khalifa
L’Ambasciatore Salih Mutlu Şen, Ambasciatore turco al Cairo, ha affermato che il defunto artista egiziano Farid Shawqi è una delle figure artistiche arabe più importanti che ha lasciato un segno indelebile nella storia del cinema turco. Questo è avvenuto durante il suo incontro con l’attrice Rania Farid Shawqi, figlia della defunta star, che si è fatta un nome nel cinema turco in numerosi film degli anni ’60 e ’70, tra cui musical come “Müslüm Gülsüm”.
L’Ambasciatore ha espresso la sua soddisfazione per l’incontro, sottolineando che Farid Shawqi non era semplicemente un attore egiziano che ha lavorato in Turchia, ma piuttosto un fenomeno popolare tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70, avendo recitato in 10-16 film turchi in quasi un decennio. Ha spiegato che i suoi film turchi più importanti includono:
Jamila (1968) – una delle sue opere più famose, in cui ha recitato insieme a Murat Sudan e Hülya Koçyi
Il diavolo del Bosforo (1968)
Ho amato un uomo selvaggio (1968)
Cercasi sposo (1968)
Il turista Ömer (1969) – un ruolo da guest star nella serie classica Yeşilçam
Avventure a Istanbul (1969)
Osman il potente
Eva (1970)
Mucber (1971)
Abd (1972)
Il peccato dei padri (1973)
L’Ambasciatore ha sottolineato che Farid Shawqi ha raggiunto un traguardo storico vincendo il premio come miglior attore non protagonista all’Antalya Golden Orange Film Festival nel 1969, diventando il primo premio importante mai assegnato a un attore straniero nella storia del festival, un’impresa che ha avuto ampia risonanza negli ambienti artistici turchi.
L’ambasciatore Salih Matlu Şen ha dichiarato: “Farid Shawqi non è stato solo una star, ma una leggenda che ha lasciato il segno a Yeşilçam ed è entrato a far parte della memoria del cinema turco, attirando un vasto pubblico non solo in Turchia, ma anche nel mondo arabo”.
L’ambasciatore ha aggiunto che il pubblico cinematografico turco ha affibbiato alla defunta star soprannomi come “Farid Bey” e “Farid Pasha”, e che lunghe code si sono formate davanti ai cinema per vedere i suoi film, in cui ha interpretato i ruoli dell'”uomo selvaggio” e del “duro”, raggiungendo una fama leggendaria che ha permesso ai suoi film di raggiungere un vasto pubblico e di entrare a far parte della storia artistica turca.
L’ambasciatore ha concluso il suo intervento sottolineando che l’esperienza di Farid Shawqi rappresenta un raro esempio di artista arabo che è riuscito a trascendere i confini culturali e ha contribuito a rafforzare i legami artistici e umani tra Egitto e Turchia.




