L’EGITTO RAFFORZA L’ASSE ARABO CON ALGERIA E IRAQ: IL RITORNO DEL CAIRO COME POTENZA REGIONALE

L’EGITTO RAFFORZA L’ASSE ARABO CON ALGERIA E IRAQ: IL RITORNO DEL CAIRO COME POTENZA REGIONALE
di Chiara Cavalieri
AISC News.. IL CAIRO- Dal Mediterraneo al Golfo, la strategia di Abdel Fattah al-Sisi ridisegna gli equilibri di sicurezza nel mondo arabo.
Un cambio di fase nella politica estera egiziana
Negli ultimi mesi, l’Egitto ha intrapreso una transizione silenziosa ma profonda nella propria politica estera. Non si tratta di un cambio improvviso, bensì del consolidamento di una linea strategica che il Cairo persegue da anni e che oggi entra in una fase di maturità operativa.
L’Egitto non accetta più di essere relegato a semplice garante di equilibri decisi altrove. Al contrario, sotto la guida di Abdel Fattah al-Sisi, il Paese mira a riaffermare il proprio ruolo storico come asse portante del sistema arabo, capace di incidere sugli sviluppi regionali e non soltanto di reagirvi.
Perché Algeria e Iraq non sono scelte casuali
Il rafforzamento dei rapporti con Algeria e Iraq risponde a una logica geopolitica precisa. Entrambi rappresentano snodi strategici:
●l’Algeria garantisce profondità nel Nord Africa e nel Mediterraneo occidentale;
●l’Iraq consente proiezione verso il Levante e il Golfo.
Insieme, questi due assi permettono al Cairo di costruire una continuità geopolitica araba che attraversa il continente, rafforzando la capacità collettiva di autodeterminazione regionale.
L’asse con l’Algeria: sicurezza prima di tutto
La convergenza tra Egitto e Algeria è fondata su una visione condivisa della sicurezza come precondizione dello sviluppo. Entrambi i Paesi rifiutano modelli di “stabilizzazione esterna” e privilegiano:
●la centralità dello Stato nazionale,
●il controllo delle frontiere,
●il contrasto a milizie e attori non statali armati.
Libia, Sahel e Mediterraneo rappresentano per entrambi frontiere strategiche. Il coordinamento militare e di intelligence mira a evitare che questi spazi diventino:
●corridoi per il terrorismo,
●zone di competizione incontrollata,
●aree di proiezione di potenze extra-regionali.
Questo asse rafforza il Cairo non solo militarmente, ma anche diplomaticamente, offrendo una piattaforma araba autonoma di sicurezza regionale.
Iraq: reintegrare Baghdad nel sistema arabo
Il rapporto con l’Iraq ha una valenza storica e simbolica, ma soprattutto strategica. Dopo anni di instabilità e isolamento, Baghdad torna progressivamente a essere parte integrante del mondo arabo.
Per l’Egitto, l’Iraq è:
●un partner energetico cruciale,
●un mercato strategico,
●un attore centrale nel riequilibrio delle influenze regionali.
Attraverso cooperazione economica, sicurezza e diplomazia multilaterale, il Cairo contribuisce a rafforzare le istituzioni irachene, riducendo il rischio che il Paese resti terreno di competizione permanente tra potenze esterne.
Libia e Sudan: la sicurezza dei confini come priorità assoluta
L’attivismo egiziano in Libia e Sudan risponde a un imperativo esistenziale: la sicurezza nazionale egiziana inizia oltre i propri confini.
In Libia, il Cairo sostiene una soluzione fondata su istituzioni statali forti e un esercito unificato, opponendosi alla logica delle milizie.
In Sudan, l’obiettivo è evitare il collasso di uno Stato chiave per:
●il bacino del Nilo,
●la sicurezza del Mar Rosso,
●la stabilità del Corno d’Africa.
In entrambi i teatri, l’Egitto opera per prevenire il caos, non per sfruttarlo.
Una rete di alleanze, non un blocco ideologico
Il progetto egiziano non è ideologico né settario. Non mira a creare un blocco contrapposto, ma una rete di alleanze funzionali, basate su interessi condivisi:
●sicurezza,
●stabilità,
●sovranità.
Questo approccio consente al Cairo di dialogare con attori diversi senza rinunciare alla propria autonomia strategica.
Il ritorno dell’Egitto come potenza di equilibrio
Il messaggio che emerge è chiaro: l’Egitto torna al centro non per imporre, ma per equilibrare.
In un Medio Oriente segnato da conflitti, polarizzazioni e vuoti di potere, il Cairo si propone come fattore di stabilità strutturale.
Questa centralità riduce inevitabilmente lo spazio per chi ha beneficiato della frammentazione araba, ma rappresenta una opportunità collettiva per la regione.
Una strategia che guarda al futuro
La strategia di Abdel Fattah al-Sisi è coerente, graduale e orientata al lungo periodo.
Non cerca lo scontro, ma costruisce peso geopolitico duraturo attraverso:
●alleanze regionali solide,
●sicurezza condivisa,
●difesa dello Stato nazionale.
È in questa visione che va letto il riavvicinamento a Algeria e Iraq: come architettura strategica del nuovo Medio Oriente.
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