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Esteri, Aodi (AMSI-UMEM): Emergenza freddo e infezioni a Gaza: +72% di malattie respiratorie nei bambini, 43% colpiti da patologie infettive acute. Sotto i 5 anni, 6 minori su 10 a rischio grave

Esteri, Aodi (AMSI-UMEM): Emergenza freddo e infezioni a Gaza: +72% di malattie respiratorie nei bambini, 43% colpiti da patologie infettive acute. Sotto i 5 anni, 6 minori su 10 a rischio grave

 AISC News.. “Freddo, guerra, malnutrizione e assenza di cure stanno colpendo l’anello più fragile: l’infanzia. Servono interventi sanitari immediati e strutturali”

ROMA 12 DIC 2025 – Alla luce dell’aggravarsi dell’emergenza umanitaria nella Striscia di Gaza, e dell’impatto sempre più devastante dell’ondata di freddo sulle condizioni di salute dei minori, la rete associativa e dei movimenti formata da AMSI, Associazione Medici di Origine Straniera in Italia, UMEM, Unione Medica Euromediterranea, Co-mai, Comunità del Mondo Arabo in Italia, e dal Movimento Internazionale Uniti per Unire, da tempo impegnata nella tutela della salute globale, nella cooperazione sanitaria internazionale e nella difesa dei diritti dei bambini nelle aree di conflitto, lancia un nuovo e grave allarme sanitario, basato su monitoraggi clinici, segnalazioni mediche e analisi epidemiologiche interne alla propria rete.

A nome delle associazioni e dei movimenti, interviene il Presidente Prof. Foad Aodi, medico fisiatra, giornalista internazionale, divulgatore scientifico ed esperto in salute globale, Direttore dell’AISC_NEWS, membro del Registro Esperti FNOMCeO, quattro volte consigliere dell’OMCeO di Roma, docente dell’Università di Tor Vergata, membro della FNSI – Federazione Nazionale Stampa Italiana e dell’Associazione Stampa Romana, iscritto all’Ordine dei giornalisti del Lazio.
L’emergenza freddo, combinata con mesi di conflitto, sovraffollamento, carenza di acqua potabile, malnutrizione e mancanza di farmaci essenziali, sta determinando un peggioramento drammatico delle condizioni di salute dei bambini nella Striscia di Gaza.
Secondo le indagini sanitarie e le rilevazioni epidemiologiche condotte dalla rete AMSI, UMEM, Co-mai e Movimento Internazionale Uniti per Unire, negli ultimi tre mesi si registra un aumento del 72% delle patologie respiratorie acute tra i minori, mentre il 43% dei bambini presenta anche patologie infettive concomitanti, tra cui bronchiti severe, polmoniti, infezioni gastrointestinali e complicanze virali.
«I nostri dati – afferma il Prof. Foad Aodi – indicano che 6 bambini su 10 sotto i 5 anni soffrono di disturbi respiratori persistenti e che oltre il 30% evolve verso forme gravi, a causa dell’assenza di prevenzione, diagnosi precoce e continuità terapeutica. In queste condizioni, il freddo diventa un vero fattore di morte evitabile».
Le rilevazioni di AMSI – Associazione Medici di Origine Straniera in Italia, basate sulle segnalazioni di medici e operatori sanitari collegati alla rete, evidenziano inoltre che il 58% dei minori assistiti è affetto da malnutrizione moderata o severa, con un conseguente incremento del 35% del rischio di infezioni respiratorie e infettive. «Un bambino malnutrito – sottolinea Aodi – ha un sistema immunitario fortemente compromesso: anche un’infezione banale può trasformarsi rapidamente in una patologia letale».
Secondo le stime complessive della rete associativa, oltre il 25% dei bambini con infezioni respiratorie avrebbe bisogno di ricovero ospedaliero, ma l’accesso alle strutture sanitarie risulta gravemente limitato dalla carenza di posti letto, elettricità, ossigeno, ventilatori e farmaci essenziali. «Stiamo parlando – aggiunge Aodi – di minori che vivono al freddo, spesso senza ripari adeguati, senza acqua potabile e senza un’assistenza pediatrica continuativa».
Il Prof. Aodi esprime un ringraziamento formale alla FNOMCeO per l’impegno dimostrato sul fronte umanitario e sanitario, per il sostegno ai medici impegnati nelle emergenze internazionali e per l’attenzione costante alla tutela della salute dei bambini vittime dei conflitti.

Caso emblematico: morte di un neonato
Nel quadro di questa emergenza sanitaria, la rete associativa segnala anche la morte di un neonato, avvenuta questa mattina, come episodio emblematico di una crisi ormai fuori controllo.
Secondo le segnalazioni mediche raccolte, il piccolo presentava un quadro aggravato da ipotermia e infezione, in un contesto di assenza di riscaldamento, acqua potabile e assistenza neonatale adeguata. Un decesso che, secondo i medici della rete, sarebbe stato evitabile in condizioni sanitarie minime.
«La morte di un neonato per freddo e infezioni – afferma il Prof. Foad Aodi – non è una fatalità, ma il segnale più drammatico del collasso sanitario in corso. I neonati sono oggi la fascia più esposta: senza elettricità, incubatrici funzionanti e continuità assistenziale, ogni infezione diventa potenzialmente mortale».
«Questo caso – conclude Aodi – deve scuotere le coscienze: quando muore un neonato per cause prevenibili, significa che l’emergenza ha superato ogni limite accettabile».

Emergenza abitativa: pioggia, tende inadeguate e rischio sanitario
Alla crisi sanitaria si somma una grave emergenza abitativa. Mancano tende adeguate e postazioni riparate dalla pioggia, mentre migliaia di bambini sono costretti a dormire in rifugi di fortuna, spesso inermi di fronte all’acqua e al freddo. Le immagini diffuse quotidianamente mostrano minori che trascorrono la notte sotto tende allagate, con l’acqua che arriva fino al ventre, esposti per ore a umidità e basse temperature.
«Queste condizioni – avverte il Prof. Foad Aodi – danneggiano ulteriormente la salute dei bambini, colpendo in modo diretto l’apparato respiratorio e quello cardiovascolare. Se la situazione dovesse continuare, il rischio concreto è un aumento dei decessi pediatrici legati a freddo, pioggia e malattie infettive».
Secondo la rete associativa, è urgente garantire tende idonee e strutture abitative temporanee, come case mobili, per proteggere bambini, madri e anziani con patologie croniche. «Senza ripari adeguati – conclude Aodi – ogni pioggia diventa un fattore di rischio letale. Proteggere dal freddo significa oggi salvare vite».

Focus sanitario: malattie respiratorie, infezioni e acqua contaminata
Le patologie respiratorie rappresentano oggi la prima causa di accesso sanitario pediatrico nella Striscia di Gaza, ma non sono un fenomeno isolato. Secondo le analisi della rete AMSI, UMEM, Co-mai e Movimento Internazionale Uniti per Unire, alle bronchiti acute, bronchioliti, polmoniti e alle forme influenzali severe si associano in modo crescente patologie infettive legate all’inquinamento dell’acqua e alle condizioni ambientali estreme generate dal conflitto.
«Accanto alle infezioni respiratorie – spiega il Prof. Foad Aodi – stiamo osservando un aumento significativo di infezioni gastrointestinali, diarree acute, gastroenteriti batteriche e virali, infezioni cutanee e parassitosi, soprattutto nei bambini più piccoli. In oltre 4 casi su 10, le patologie respiratorie si accompagnano a infezioni multiple, aggravando il quadro clinico e aumentando il rischio di complicanze».
Un ruolo determinante è svolto dalla contaminazione dell’acqua, che rappresenta oggi una delle principali concause sanitarie. Le indagini interne della rete associativa indicano che oltre il 70% delle famiglie non ha accesso continuativo ad acqua potabile sicura, con un conseguente incremento stimato del 40% delle infezioni enteriche nei minori. «L’acqua contaminata – sottolinea Aodi – è un veicolo diretto di malattia e colpisce bambini già indeboliti da freddo, fame e stress psicofisico».
Tra le altre concause direttamente legate al conflitto, la rete segnala:
• sovraffollamento forzato in rifugi di fortuna;
• assenza di sistemi di riscaldamento;
• interruzioni prolungate dell’elettricità;
• carenza di servizi igienici funzionanti;
• impossibilità di effettuare vaccinazioni e follow-up pediatrici.
«Queste condizioni – conclude Aodi – trasformano malattie prevenibili e curabili in emergenze sanitarie potenzialmente fatali. Non si tratta solo di curare, ma di rimuovere le cause strutturali della malattia, che oggi hanno nomi precisi: acqua contaminata, freddo, malnutrizione e guerra».

Riflessioni del Prof. Foad Aodi
«La salute dell’infanzia deve rappresentare una linea rossa invalicabile. In un contesto di guerra, il freddo non è una semplice condizione climatica, ma un moltiplicatore di malattia, disabilità e mortalità. Ogni giorno senza cure adeguate genera danni irreversibili sullo sviluppo fisico, immunologico e psicologico di un’intera generazione. Come medici, come giornalisti e come esseri umani, non possiamo accettare che i bambini muoiano per infezioni prevenibili e curabili».
Proposte del Prof. Foad Aodi
«Come AMSI, UMEM, Co-mai e Movimento Internazionale Uniti per Unire – prosegue Aodi – chiediamo con urgenza:
1 l’attivazione di corridoi sanitari stabili e continuativi per i bambini affetti da patologie respiratorie e infettive;
2 la fornitura immediata di farmaci essenziali, antibiotici, antivirali, antipiretici e vaccini pediatrici;
3 l’avvio di screening sanitari sistematici per l’individuazione precoce delle malattie respiratorie;
4 interventi strutturali di prevenzione primaria, con protezioni contro il freddo e programmi di supporto nutrizionale».
Conclusione doverosa
«Difendere la salute dei bambini – conclude il Prof. Foad Aodi – significa difendere il futuro, la dignità umana e la pace. Non esistono giustificazioni politiche o militari che possano legittimare l’abbandono sanitario dell’infanzia. Come rete associativa continueremo a monitorare, denunciare e proporre soluzioni concrete, perché ogni bambino salvato oggi è una speranza restituita al domani».

www.unitiperunire.org – www.amsimed.org – www.aisc.news
Centro Medico Iris Italia – Roma | Tel. 06.8862793
Facebook: Web TV & Radio Uniti per Unire | Twitter: @AmsiMedic

COMUNICATO STAMPA

Esteri, Aodi (AMSI-UMEM): Emergenza freddo e infezioni a Gaza: +72% di malattie respiratorie nei bambini, 43% colpiti da patologie infettive acute. Sotto i 5 anni, 6 minori su 10 a rischio grave

“Freddo, guerra, malnutrizione e assenza di cure stanno colpendo l’anello più fragile: l’infanzia. Servono interventi sanitari immediati e strutturali”

ROMA 12 DIC 2025 – Alla luce dell’aggravarsi dell’emergenza umanitaria nella Striscia di Gaza, e dell’impatto sempre più devastante dell’ondata di freddo sulle condizioni di salute dei minori, la rete associativa e dei movimenti formata da AMSI, Associazione Medici di Origine Straniera in Italia, UMEM, Unione Medica Euromediterranea, Co-mai, Comunità del Mondo Arabo in Italia, e dal Movimento Internazionale Uniti per Unire, da tempo impegnata nella tutela della salute globale, nella cooperazione sanitaria internazionale e nella difesa dei diritti dei bambini nelle aree di conflitto, lancia un nuovo e grave allarme sanitario, basato su monitoraggi clinici, segnalazioni mediche e analisi epidemiologiche interne alla propria rete.

A nome delle associazioni e dei movimenti, interviene il Presidente Prof. Foad Aodi, medico fisiatra, giornalista internazionale, divulgatore scientifico ed esperto in salute globale, Direttore dell’AISC_NEWS, membro del Registro Esperti FNOMCeO, quattro volte consigliere dell’OMCeO di Roma, docente dell’Università di Tor Vergata, membro della FNSI – Federazione Nazionale Stampa Italiana e dell’Associazione Stampa Romana, iscritto all’Ordine dei giornalisti del Lazio.
L’emergenza freddo, combinata con mesi di conflitto, sovraffollamento, carenza di acqua potabile, malnutrizione e mancanza di farmaci essenziali, sta determinando un peggioramento drammatico delle condizioni di salute dei bambini nella Striscia di Gaza.
Secondo le indagini sanitarie e le rilevazioni epidemiologiche condotte dalla rete AMSI, UMEM, Co-mai e Movimento Internazionale Uniti per Unire, negli ultimi tre mesi si registra un aumento del 72% delle patologie respiratorie acute tra i minori, mentre il 43% dei bambini presenta anche patologie infettive concomitanti, tra cui bronchiti severe, polmoniti, infezioni gastrointestinali e complicanze virali.
«I nostri dati – afferma il Prof. Foad Aodi – indicano che 6 bambini su 10 sotto i 5 anni soffrono di disturbi respiratori persistenti e che oltre il 30% evolve verso forme gravi, a causa dell’assenza di prevenzione, diagnosi precoce e continuità terapeutica. In queste condizioni, il freddo diventa un vero fattore di morte evitabile».
Le rilevazioni di AMSI – Associazione Medici di Origine Straniera in Italia, basate sulle segnalazioni di medici e operatori sanitari collegati alla rete, evidenziano inoltre che il 58% dei minori assistiti è affetto da malnutrizione moderata o severa, con un conseguente incremento del 35% del rischio di infezioni respiratorie e infettive. «Un bambino malnutrito – sottolinea Aodi – ha un sistema immunitario fortemente compromesso: anche un’infezione banale può trasformarsi rapidamente in una patologia letale».
Secondo le stime complessive della rete associativa, oltre il 25% dei bambini con infezioni respiratorie avrebbe bisogno di ricovero ospedaliero, ma l’accesso alle strutture sanitarie risulta gravemente limitato dalla carenza di posti letto, elettricità, ossigeno, ventilatori e farmaci essenziali. «Stiamo parlando – aggiunge Aodi – di minori che vivono al freddo, spesso senza ripari adeguati, senza acqua potabile e senza un’assistenza pediatrica continuativa».
Il Prof. Aodi esprime un ringraziamento formale alla FNOMCeO per l’impegno dimostrato sul fronte umanitario e sanitario, per il sostegno ai medici impegnati nelle emergenze internazionali e per l’attenzione costante alla tutela della salute dei bambini vittime dei conflitti.

Caso emblematico: morte di un neonato
Nel quadro di questa emergenza sanitaria, la rete associativa segnala anche la morte di un neonato, avvenuta questa mattina, come episodio emblematico di una crisi ormai fuori controllo.
Secondo le segnalazioni mediche raccolte, il piccolo presentava un quadro aggravato da ipotermia e infezione, in un contesto di assenza di riscaldamento, acqua potabile e assistenza neonatale adeguata. Un decesso che, secondo i medici della rete, sarebbe stato evitabile in condizioni sanitarie minime.
«La morte di un neonato per freddo e infezioni – afferma il Prof. Foad Aodi – non è una fatalità, ma il segnale più drammatico del collasso sanitario in corso. I neonati sono oggi la fascia più esposta: senza elettricità, incubatrici funzionanti e continuità assistenziale, ogni infezione diventa potenzialmente mortale».
«Questo caso – conclude Aodi – deve scuotere le coscienze: quando muore un neonato per cause prevenibili, significa che l’emergenza ha superato ogni limite accettabile».

Emergenza abitativa: pioggia, tende inadeguate e rischio sanitario
Alla crisi sanitaria si somma una grave emergenza abitativa. Mancano tende adeguate e postazioni riparate dalla pioggia, mentre migliaia di bambini sono costretti a dormire in rifugi di fortuna, spesso inermi di fronte all’acqua e al freddo. Le immagini diffuse quotidianamente mostrano minori che trascorrono la notte sotto tende allagate, con l’acqua che arriva fino al ventre, esposti per ore a umidità e basse temperature.
«Queste condizioni – avverte il Prof. Foad Aodi – danneggiano ulteriormente la salute dei bambini, colpendo in modo diretto l’apparato respiratorio e quello cardiovascolare. Se la situazione dovesse continuare, il rischio concreto è un aumento dei decessi pediatrici legati a freddo, pioggia e malattie infettive».
Secondo la rete associativa, è urgente garantire tende idonee e strutture abitative temporanee, come case mobili, per proteggere bambini, madri e anziani con patologie croniche. «Senza ripari adeguati – conclude Aodi – ogni pioggia diventa un fattore di rischio letale. Proteggere dal freddo significa oggi salvare vite».

Focus sanitario: malattie respiratorie, infezioni e acqua contaminata
Le patologie respiratorie rappresentano oggi la prima causa di accesso sanitario pediatrico nella Striscia di Gaza, ma non sono un fenomeno isolato. Secondo le analisi della rete AMSI, UMEM, Co-mai e Movimento Internazionale Uniti per Unire, alle bronchiti acute, bronchioliti, polmoniti e alle forme influenzali severe si associano in modo crescente patologie infettive legate all’inquinamento dell’acqua e alle condizioni ambientali estreme generate dal conflitto.
«Accanto alle infezioni respiratorie – spiega il Prof. Foad Aodi – stiamo osservando un aumento significativo di infezioni gastrointestinali, diarree acute, gastroenteriti batteriche e virali, infezioni cutanee e parassitosi, soprattutto nei bambini più piccoli. In oltre 4 casi su 10, le patologie respiratorie si accompagnano a infezioni multiple, aggravando il quadro clinico e aumentando il rischio di complicanze».
Un ruolo determinante è svolto dalla contaminazione dell’acqua, che rappresenta oggi una delle principali concause sanitarie. Le indagini interne della rete associativa indicano che oltre il 70% delle famiglie non ha accesso continuativo ad acqua potabile sicura, con un conseguente incremento stimato del 40% delle infezioni enteriche nei minori. «L’acqua contaminata – sottolinea Aodi – è un veicolo diretto di malattia e colpisce bambini già indeboliti da freddo, fame e stress psicofisico».
Tra le altre concause direttamente legate al conflitto, la rete segnala:
• sovraffollamento forzato in rifugi di fortuna;
• assenza di sistemi di riscaldamento;
• interruzioni prolungate dell’elettricità;
• carenza di servizi igienici funzionanti;
• impossibilità di effettuare vaccinazioni e follow-up pediatrici.
«Queste condizioni – conclude Aodi – trasformano malattie prevenibili e curabili in emergenze sanitarie potenzialmente fatali. Non si tratta solo di curare, ma di rimuovere le cause strutturali della malattia, che oggi hanno nomi precisi: acqua contaminata, freddo, malnutrizione e guerra».

Riflessioni del Prof. Foad Aodi
«La salute dell’infanzia deve rappresentare una linea rossa invalicabile. In un contesto di guerra, il freddo non è una semplice condizione climatica, ma un moltiplicatore di malattia, disabilità e mortalità. Ogni giorno senza cure adeguate genera danni irreversibili sullo sviluppo fisico, immunologico e psicologico di un’intera generazione. Come medici, come giornalisti e come esseri umani, non possiamo accettare che i bambini muoiano per infezioni prevenibili e curabili».
Proposte del Prof. Foad Aodi
«Come AMSI, UMEM, Co-mai e Movimento Internazionale Uniti per Unire – prosegue Aodi – chiediamo con urgenza:
1 l’attivazione di corridoi sanitari stabili e continuativi per i bambini affetti da patologie respiratorie e infettive;
2 la fornitura immediata di farmaci essenziali, antibiotici, antivirali, antipiretici e vaccini pediatrici;
3 l’avvio di screening sanitari sistematici per l’individuazione precoce delle malattie respiratorie;
4 interventi strutturali di prevenzione primaria, con protezioni contro il freddo e programmi di supporto nutrizionale».
Conclusione doverosa
«Difendere la salute dei bambini – conclude il Prof. Foad Aodi – significa difendere il futuro, la dignità umana e la pace. Non esistono giustificazioni politiche o militari che possano legittimare l’abbandono sanitario dell’infanzia. Come rete associativa continueremo a monitorare, denunciare e proporre soluzioni concrete, perché ogni bambino salvato oggi è una speranza restituita al domani».

www.unitiperunire.org – www.amsimed.org – www.aisc.news
Centro Medico Iris Italia – Roma | Tel. 06.8862793
Facebook: Web TV & Radio Uniti per Unire | Twitter: @AmsiMedic

COMUNICATO STAMPA

Esteri, Aodi (AMSI-UMEM): Emergenza freddo e infezioni a Gaza: +72% di malattie respiratorie nei bambini, 43% colpiti da patologie infettive acute. Sotto i 5 anni, 6 minori su 10 a rischio grave

“Freddo, guerra, malnutrizione e assenza di cure stanno colpendo l’anello più fragile: l’infanzia. Servono interventi sanitari immediati e strutturali”

ROMA 12 DIC 2025 – Alla luce dell’aggravarsi dell’emergenza umanitaria nella Striscia di Gaza, e dell’impatto sempre più devastante dell’ondata di freddo sulle condizioni di salute dei minori, la rete associativa e dei movimenti formata da AMSI, Associazione Medici di Origine Straniera in Italia, UMEM, Unione Medica Euromediterranea, Co-mai, Comunità del Mondo Arabo in Italia, e dal Movimento Internazionale Uniti per Unire, da tempo impegnata nella tutela della salute globale, nella cooperazione sanitaria internazionale e nella difesa dei diritti dei bambini nelle aree di conflitto, lancia un nuovo e grave allarme sanitario, basato su monitoraggi clinici, segnalazioni mediche e analisi epidemiologiche interne alla propria rete.

A nome delle associazioni e dei movimenti, interviene il Presidente Prof. Foad Aodi, medico fisiatra, giornalista internazionale, divulgatore scientifico ed esperto in salute globale, Direttore dell’AISC_NEWS, membro del Registro Esperti FNOMCeO, quattro volte consigliere dell’OMCeO di Roma, docente dell’Università di Tor Vergata, membro della FNSI – Federazione Nazionale Stampa Italiana e dell’Associazione Stampa Romana, iscritto all’Ordine dei giornalisti del Lazio.
L’emergenza freddo, combinata con mesi di conflitto, sovraffollamento, carenza di acqua potabile, malnutrizione e mancanza di farmaci essenziali, sta determinando un peggioramento drammatico delle condizioni di salute dei bambini nella Striscia di Gaza.
Secondo le indagini sanitarie e le rilevazioni epidemiologiche condotte dalla rete AMSI, UMEM, Co-mai e Movimento Internazionale Uniti per Unire, negli ultimi tre mesi si registra un aumento del 72% delle patologie respiratorie acute tra i minori, mentre il 43% dei bambini presenta anche patologie infettive concomitanti, tra cui bronchiti severe, polmoniti, infezioni gastrointestinali e complicanze virali.
«I nostri dati – afferma il Prof. Foad Aodi – indicano che 6 bambini su 10 sotto i 5 anni soffrono di disturbi respiratori persistenti e che oltre il 30% evolve verso forme gravi, a causa dell’assenza di prevenzione, diagnosi precoce e continuità terapeutica. In queste condizioni, il freddo diventa un vero fattore di morte evitabile».
Le rilevazioni di AMSI – Associazione Medici di Origine Straniera in Italia, basate sulle segnalazioni di medici e operatori sanitari collegati alla rete, evidenziano inoltre che il 58% dei minori assistiti è affetto da malnutrizione moderata o severa, con un conseguente incremento del 35% del rischio di infezioni respiratorie e infettive. «Un bambino malnutrito – sottolinea Aodi – ha un sistema immunitario fortemente compromesso: anche un’infezione banale può trasformarsi rapidamente in una patologia letale».
Secondo le stime complessive della rete associativa, oltre il 25% dei bambini con infezioni respiratorie avrebbe bisogno di ricovero ospedaliero, ma l’accesso alle strutture sanitarie risulta gravemente limitato dalla carenza di posti letto, elettricità, ossigeno, ventilatori e farmaci essenziali. «Stiamo parlando – aggiunge Aodi – di minori che vivono al freddo, spesso senza ripari adeguati, senza acqua potabile e senza un’assistenza pediatrica continuativa».
Il Prof. Aodi esprime un ringraziamento formale alla FNOMCeO per l’impegno dimostrato sul fronte umanitario e sanitario, per il sostegno ai medici impegnati nelle emergenze internazionali e per l’attenzione costante alla tutela della salute dei bambini vittime dei conflitti.

Caso emblematico: morte di un neonato
Nel quadro di questa emergenza sanitaria, la rete associativa segnala anche la morte di un neonato, avvenuta questa mattina, come episodio emblematico di una crisi ormai fuori controllo.
Secondo le segnalazioni mediche raccolte, il piccolo presentava un quadro aggravato da ipotermia e infezione, in un contesto di assenza di riscaldamento, acqua potabile e assistenza neonatale adeguata. Un decesso che, secondo i medici della rete, sarebbe stato evitabile in condizioni sanitarie minime.
«La morte di un neonato per freddo e infezioni – afferma il Prof. Foad Aodi – non è una fatalità, ma il segnale più drammatico del collasso sanitario in corso. I neonati sono oggi la fascia più esposta: senza elettricità, incubatrici funzionanti e continuità assistenziale, ogni infezione diventa potenzialmente mortale».
«Questo caso – conclude Aodi – deve scuotere le coscienze: quando muore un neonato per cause prevenibili, significa che l’emergenza ha superato ogni limite accettabile».

Emergenza abitativa: pioggia, tende inadeguate e rischio sanitario
Alla crisi sanitaria si somma una grave emergenza abitativa. Mancano tende adeguate e postazioni riparate dalla pioggia, mentre migliaia di bambini sono costretti a dormire in rifugi di fortuna, spesso inermi di fronte all’acqua e al freddo. Le immagini diffuse quotidianamente mostrano minori che trascorrono la notte sotto tende allagate, con l’acqua che arriva fino al ventre, esposti per ore a umidità e basse temperature.
«Queste condizioni – avverte il Prof. Foad Aodi – danneggiano ulteriormente la salute dei bambini, colpendo in modo diretto l’apparato respiratorio e quello cardiovascolare. Se la situazione dovesse continuare, il rischio concreto è un aumento dei decessi pediatrici legati a freddo, pioggia e malattie infettive».
Secondo la rete associativa, è urgente garantire tende idonee e strutture abitative temporanee, come case mobili, per proteggere bambini, madri e anziani con patologie croniche. «Senza ripari adeguati – conclude Aodi – ogni pioggia diventa un fattore di rischio letale. Proteggere dal freddo significa oggi salvare vite».

Focus sanitario: malattie respiratorie, infezioni e acqua contaminata
Le patologie respiratorie rappresentano oggi la prima causa di accesso sanitario pediatrico nella Striscia di Gaza, ma non sono un fenomeno isolato. Secondo le analisi della rete AMSI, UMEM, Co-mai e Movimento Internazionale Uniti per Unire, alle bronchiti acute, bronchioliti, polmoniti e alle forme influenzali severe si associano in modo crescente patologie infettive legate all’inquinamento dell’acqua e alle condizioni ambientali estreme generate dal conflitto.
«Accanto alle infezioni respiratorie – spiega il Prof. Foad Aodi – stiamo osservando un aumento significativo di infezioni gastrointestinali, diarree acute, gastroenteriti batteriche e virali, infezioni cutanee e parassitosi, soprattutto nei bambini più piccoli. In oltre 4 casi su 10, le patologie respiratorie si accompagnano a infezioni multiple, aggravando il quadro clinico e aumentando il rischio di complicanze».
Un ruolo determinante è svolto dalla contaminazione dell’acqua, che rappresenta oggi una delle principali concause sanitarie. Le indagini interne della rete associativa indicano che oltre il 70% delle famiglie non ha accesso continuativo ad acqua potabile sicura, con un conseguente incremento stimato del 40% delle infezioni enteriche nei minori. «L’acqua contaminata – sottolinea Aodi – è un veicolo diretto di malattia e colpisce bambini già indeboliti da freddo, fame e stress psicofisico».
Tra le altre concause direttamente legate al conflitto, la rete segnala:
• sovraffollamento forzato in rifugi di fortuna;
• assenza di sistemi di riscaldamento;
• interruzioni prolungate dell’elettricità;
• carenza di servizi igienici funzionanti;
• impossibilità di effettuare vaccinazioni e follow-up pediatrici.
«Queste condizioni – conclude Aodi – trasformano malattie prevenibili e curabili in emergenze sanitarie potenzialmente fatali. Non si tratta solo di curare, ma di rimuovere le cause strutturali della malattia, che oggi hanno nomi precisi: acqua contaminata, freddo, malnutrizione e guerra».

Riflessioni del Prof. Foad Aodi
«La salute dell’infanzia deve rappresentare una linea rossa invalicabile. In un contesto di guerra, il freddo non è una semplice condizione climatica, ma un moltiplicatore di malattia, disabilità e mortalità. Ogni giorno senza cure adeguate genera danni irreversibili sullo sviluppo fisico, immunologico e psicologico di un’intera generazione. Come medici, come giornalisti e come esseri umani, non possiamo accettare che i bambini muoiano per infezioni prevenibili e curabili».
Proposte del Prof. Foad Aodi
«Come AMSI, UMEM, Co-mai e Movimento Internazionale Uniti per Unire – prosegue Aodi – chiediamo con urgenza:
1 l’attivazione di corridoi sanitari stabili e continuativi per i bambini affetti da patologie respiratorie e infettive;
2 la fornitura immediata di farmaci essenziali, antibiotici, antivirali, antipiretici e vaccini pediatrici;
3 l’avvio di screening sanitari sistematici per l’individuazione precoce delle malattie respiratorie;
4 interventi strutturali di prevenzione primaria, con protezioni contro il freddo e programmi di supporto nutrizionale».
Conclusione doverosa
«Difendere la salute dei bambini – conclude il Prof. Foad Aodi – significa difendere il futuro, la dignità umana e la pace. Non esistono giustificazioni politiche o militari che possano legittimare l’abbandono sanitario dell’infanzia. Come rete associativa continueremo a monitorare, denunciare e proporre soluzioni concrete, perché ogni bambino salvato oggi è una speranza restituita al domani».

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Noha Iraqi

نهى عراقي.. ليسانس أداب.. كاتبة وشاعرة وقصصية وكاتبة ومحتوى وأبلودر

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