Una scoperta sorprendente riscrive la cronologia dell’antico Egitto

Una scoperta sorprendente riscrive la cronologia dell’antico Egitto
di Chiara Cavalieri*
AISC News.. Una nuova ricerca archeologica e scientifica sta ridisegnando la cronologia dell’antico Egitto, mettendo in discussione una delle certezze più consolidate della storiografia. Secondo i risultati dello studio, l’ascesa del Nuovo Regno non coinciderebbe con la datazione tradizionale, ma sarebbe avvenuta circa un secolo più tardi rispetto a quanto ritenuto finora.
Il Nuovo Regno, generalmente collocato tra il 1550 e il 1070 a.C., rappresenta l’età dell’oro della civiltà egizia: il periodo della massima potenza militare, dell’espansione economica e dell’influenza regionale, segnato dai regni di faraoni come Tutankhamon, Hatshepsut e Thutmose III. Secondo la ricostruzione classica, questa fase ebbe inizio con la fondazione della XVIII dinastia da parte del faraone Ahmose I, che riuscì a riunificare l’Egitto dopo aver sconfitto gli Hyksos, ponendo fine al Secondo Periodo Intermedio, caratterizzato da frammentazione politica e instabilità.
Il nuovo studio, tuttavia, introduce un elemento chiave che cambia radicalmente questo quadro: la grande eruzione del vulcano di Santorini (Thera), uno degli eventi naturali più devastanti del Mediterraneo orientale, non sarebbe avvenuta all’inizio del Nuovo Regno, come si è a lungo sostenuto, ma prima del regno di Ahmose I. Questa eruzione, avvenuta nel periodo tardo minoico, tra il 1600 e il 1480 a.C., distrusse la città di Akrotiri e disperse enormi quantità di cenere in tutto il Mediterraneo, influenzando profondamente le civiltà dell’epoca.
Per decenni, molti storici avevano utilizzato l’eruzione di Thera come punto di riferimento cronologico, cercando di collegarla a sovrani specifici del Nuovo Regno. La nuova ricerca dimostra invece che l’eruzione si colloca durante il Secondo Periodo Intermedio, quando l’Egitto non era ancora pienamente riunificato. Di conseguenza, il legame diretto tra il disastro vulcanico e la nascita dello Stato egiziano “moderno” risulta storicamente impreciso.
Gli scienziati hanno basato le loro conclusioni su analisi avanzate di datazione al radiocarbonio, applicate a una serie di reperti egizi accuratamente contestualizzati, risalenti alla XVII e XVIII dinastia. Tra questi figurano un mattone di argilla sigillato con il nome di Ahmose, frammenti di lino funerario e le tipiche statuette funerarie in legno note come ushabti. Poiché questi oggetti sono legati a faraoni ben identificati e a contesti storici precisi, la loro datazione ha consentito un confronto diretto con le cronologie dell’eruzione di Thera.
Il risultato è chiaro: l’eruzione precede la produzione di questi manufatti, obbligando gli studiosi a rivedere la tempistica dell’unificazione dell’Egitto e dell’inizio del Nuovo Regno. Si tratta del primo confronto diretto, basato sul radiocarbonio, tra l’eruzione del vulcano e materiali egizi solidamente datati.
Il team di ricerca, composto da studiosi dell’Università Ben-Gurion del Negev e dell’Università di Groninga, sottolinea che questa scoperta apre la strada a una rivalutazione più ampia delle relazioni culturali e commerciali tra Egitto, Creta e il Mediterraneo orientale. Scambi di merci, circolazione di idee e movimenti di popolazioni potrebbero essere stati influenzati in modo significativo da grandi catastrofi naturali, più di quanto si sia ritenuto finora.
I dati supportano il cosiddetto modello della “bassa cronologia”, secondo il quale l’inizio della XVIII dinastia e del Nuovo Regno va collocato più tardi rispetto alle ricostruzioni tradizionali. Il ricercatore principale, Hendrik J. Bruins, ha spiegato che il Secondo Periodo Intermedio sarebbe durato più a lungo del previsto e che la nascita dello Stato egiziano unificato è stata un processo più graduale e tardivo.
Sebbene lo scarto temporale sia limitato a qualche decennio, il suo impatto è enorme. Spostare la data dell’unificazione dell’Egitto cambia la lettura delle trasformazioni politiche, culturali e religiose che portarono alla formazione di uno dei periodi più straordinari della storia dell’umanità. Una revisione che dimostra come, anche dopo secoli di studi, l’antico Egitto continui a sorprendere e mettere in discussione le certezze della storia.
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