SANITÀ

UAP: consultazione pubblica per aggiornamento tariffe – richiesta chiarimenti su modalità di partecipazione e disparità regionali

U.A.P. chiede indicazioni su partecipazione unitaria delle associazioni di categoria e criteri di valutazione delle differenze di costo tra regioni con e senza punti prelievo

Ill.mo Ministro della Salute
Prof. Orazio Schillaci
Pec: spm@postacert.sanita.it

Egregio Direttore Generale della Programmazione del Ministero della Salute
Dott. Walter Bergamaschi
Pec: dgprog@postacert.sanita.it

Ill.mo Capo Dipartimento Programmazione, Dispositivi Medici, del Farmaco e Politiche SS.N.
Prof. Francesco Saverio Mennini
Pec: dip.programmazione@postacert.sanita.it

Oggetto: richiesta di chiarimenti

La scrivente Dott.ssa Mariastella Giorlandino, in qualità di Presidente di U.A.P., a nome di tutte le associazioni di categoria unite sotto la scrivente sigla, desidera sapere se alla consultazione pubblica indetta per determinare e aggiornare le tariffe possano partecipare unitariamente le suddette associazioni di categoria oppure se ciascuna struttura associata debba partecipare singolarmente.

Inoltre, vorremmo capire come viene considerata la diversità tra le varie regioni, in particolare la diversa incidenza dei costi tra le regioni a cui è stata data la possibilità di avere punti prelievo e quelle regioni – come ad esempio il Lazio – che non hanno punti prelievo e che, quindi, sopportano costi maggiori nell’erogazione dei medesimi servizi, considerata la necessità di far viaggiare gli esami da una parte all’altra dell’Italia con conseguente riduzione della qualità del servizio erogato.

Analoga considerazione, poi, può essere estesa tra le regioni che non sono in piano di rientro ed hanno avuto più fondi rispetto alle regioni che, trovandosi in piano di rientro, dispongono di fondi minori.

Tali difformità, infatti, devono essere tenute nel debito conto considerando che incidono sulla qualità dei servizi resi; basti considerare che le regioni dove non ci sono punti prelievo sono private della possibilità di accertare immediatamente un infarto, un’appendicite in atto o una leucemia acuta, non potendo fornire una risposta immediata agli esami erogati in quanto costrette a farli viaggiare, al contrario delle regioni dotate di punti prelievo che possono fornire questo servizio con costi maggiori.

L’Italia, infatti, mostra un assetto feudale dove ciascuna regione ha non soltanto diversi procedimenti autorizzativi, ma anche diversi controlli dei 420 requisiti di cui al D.Lgs. n. 502/1992, ragion per cui ci si chiede come vengano considerate tali differenze di costi.

Restando in attesa di cortese e urgente riscontro ai superiori chiarimenti, richiesti da tutte le associazioni di categoria rappresentate sotto la sigla U.A.P., porgo

Distinti saluti.

Roma, lì 10/02/2026

Dott.ssa Mariastella Giorlandino

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