SANITÀ

Scudo penale per i professionisti sanitari prorogato al 2026: cosa cambia con il Milleproroghe

Con il Decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 200, noto come Milleproroghe 2026, il Governo ha esteso fino al 31 dicembre 2026 il regime di limitazione della responsabilità penale per gli esercenti le professioni sanitarie.

La proroga decisa dal Governo
Con il Decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 200, noto come Milleproroghe 2026, il Governo ha esteso fino al 31 dicembre 2026 il regime di limitazione della responsabilità penale per gli esercenti le professioni sanitarie. La misura, introdotta durante l’emergenza pandemica, viene confermata come strumento transitorio per garantire stabilità operativa al sistema sanitario in una fase ancora segnata da forti criticità organizzative.

Che cosa prevede lo scudo penale
Lo scudo penale delimita la punibilità per i reati di omicidio colposo e lesioni personali colpose commessi nell’esercizio dell’attività sanitaria. La responsabilità penale resta configurabile solo in presenza di colpa grave, mentre la colpa lieve non rileva sul piano penale. La valutazione non è automatica e richiede al giudice un’analisi puntuale del caso concreto.

Il contesto operativo come elemento centrale
La norma ribadisce che, nel giudizio sulla colpa, devono essere considerate le condizioni organizzative e strutturaliin cui il professionista ha operato. Carenze di personale, carichi di lavoro eccessivi, turnazioni prolungate, limiti tecnologici e criticità dei reparti diventano fattori essenziali per inquadrare la condotta sanitaria.

L’impatto per infermieri e professioni sanitarie
Per infermieri e altri operatori sanitari la proroga ha un effetto diretto e concreto. Il legislatore riconosce che l’attività quotidiana si svolge spesso in contesti di pressione costante, con l’emergenza-urgenza e l’area critica come normalità. La responsabilità penale viene così rapportata alla reale sostenibilità dell’agire professionale.

Cosa lo scudo penale non prevede
La proroga non introduce alcuna forma di impunità. Il dolo resta sempre punibile, i procedimenti penali non vengono esclusi in automatico e non vi è alcuna incidenza sulla responsabilità civile o disciplinare. Lo scudo orienta la valutazione della colpa, senza cancellare le responsabilità.

Una misura ponte nel quadro del 2026
Lo scudo penale si inserisce in un insieme più ampio di disposizioni transitorie in materia sanitaria, che riguardano personale, incarichi, concorsi ed emergenza-urgenza. In attesa di una riforma organica della responsabilità professionale, la proroga evita un ritorno immediato alla disciplina ordinaria, ritenuta non allineata alle condizioni attuali di lavoro nei servizi sanitari.

Parole chiave per il sistema sanitario
La scelta del Governo conferma lo scudo penale come soluzione tampone, necessaria per tutelare l’equilibrio tra sicurezza delle cure e sostenibilità dell’attività professionale nel corso del 2026.

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