Sanità, professionisti stranieri indispensabili ma senza regole: l’urgenza di superare le deroghe e garantire sicurezza e qualità delle cure

Sanità, professionisti stranieri indispensabili ma senza regole: l’urgenza di superare le deroghe e garantire sicurezza e qualità delle cure
Da attualità infermieristica
Il sistema sanitario italiano continua a reggersi in modo sempre più strutturale sul contributo di infermieri e medici stranieri, diventati indispensabili per fronteggiare una carenza di personale che riguarda decine di migliaia di professionisti. Tuttavia, l’uso prolungato delle deroghe introdotte durante l’emergenza Covid ha creato una situazione definita da molti come un vero e proprio “far west” nelle corsie. Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha ribadito la necessità di superare le soluzioni emergenziali e di introdurre regole chiare e stabili per il riconoscimento dei titoli degli operatori sanitari extra Ue, a tutela sia dei pazienti sia degli stessi professionisti.
Dal 2024 è allo studio un’intesa tra Stato e Regioni che dovrebbe disciplinare in modo strutturale le verifiche sui percorsi formativi, la tracciabilità e i requisiti professionali, ma il confronto è bloccato da resistenze di alcune Regioni. Nel frattempo, la proroga delle deroghe fino al 2027 ha generato un sistema a doppio binario: da una parte operatori regolarmente iscritti agli Ordini, sottoposti a controlli e obblighi formativi, dall’altra professionisti che lavorano “in deroga”, spesso senza una verifica completa delle competenze e della conoscenza della lingua italiana. Secondo gli Ordini professionali, questa situazione espone a rischi clinici e mina l’equità del sistema sanitario.
I dati parlano di circa 15-20mila infermieri non ancora certificati, mentre dal 2020 sono arrivati dall’estero quasi 19mila infermieri e 9mila medici, soprattutto nel settore privato. La Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche chiede l’istituzione di elenchi speciali per i professionisti stranieri, che consentano di controllare formazione universitaria, competenze linguistiche, deontologia e aggiornamento continuo, favorendo un inserimento graduale nel percorso ordinario.
Il reclutamento internazionale resta una scelta necessaria e destinata a durare, ma secondo tutti gli attori coinvolti deve essere accompagnato da standard chiari, certificazioni trasparenti e percorsi di formazione linguistica, ispirandosi a modelli già adottati in altri Paesi europei. L’obiettivo condiviso è aprire agli ingressi senza rinunciare alla qualità delle cure, alla sicurezza dei pazienti e alla piena valorizzazione dei professionisti stranieri, ponendo fine a un sistema di deroghe che non può più essere considerato sostenibile.




