Referendum, materia trasversale. La sinistra era d’accordo Dibattito con il ministro Nordio in sala della Regina sulla separazione delle carriere della magistratra e riforma del Csm

Referendum, materia trasversale. La sinistra era d’accordo
Dibattito con il ministro Nordio in sala della Regina sulla separazione delle carriere della magistratra e riforma del Csm
Di Fabio Rambelli
“La materia non può e non deve essere tirata dentro lo scontro politico tra maggioranza e opposizione, semplicemente perché non si presta a questa divisione manichea dai tempi dei padri costituenti che ebbero modo di approfondire in maniera bipartisan sancendo tuttavia principi comuni sull’art 111 dove compare indiscutibilmente il giusto processo: “ogni processo si svolge nel contraddittorio delle parti, in condizioni di parità, davanti ad un giudice terzo e imparziale”. Principio tuttavia non totalmente assorbito nella legislazione ordinaria.
Poi ricordo che dal ministro Vassalli in poi buona parte della sinistra si è schierata a favore della separazione delle carriere. Su 13 tentativi destra e sinistra si sono più o meno equivalse.
Dalla proposta risalente al governo Prodi del 1996, ministro Giovanni Maria Flick alla bozza Boato elaborata nella commissione bilaterale presieduta da Massimo D’Alema che prevedeva un’Alta corte di giustizia svincolata dal Csm. Poi ci sono Sabino Cassese, Antonio Di Pietro, Marco Minniti, Stefano Ceccanti, sullo sfondo Carlo Calenda e l’astenuto Matteo Renzi ma, colpo di scena, c’è perfino la mozione approvata nel 2019 al Congresso del Pd tra i cui firmatari compaiono nomi di spicco dell’attuale classe dirigente che prevedeva proprio la separazione delle carriere: anzi: “Il tema della separazione delle carriere appare ineludibile per garantire un giudice terzo e imparziale.
I magistrati che si stanno ribellando all’Anm ritenendo le posizioni espresse con la campagna per il No troppo politiche contro e pregiudizialmente oppositive alle ragioni del governo”.
Infine mi riferisco particolarmente agli errori giudiziari e alla percentuale infinitesimale di magistrati che vengono sanzionati dal Csm, affermando il sostanziale principio dell’impunità proprio per la categoria che infligge pene a chi commette reati.




