RASSEGNA STAMPA ASSOCARENEWS 7 FEBBRAIO 2026 / Mutilazioni Genitali Femminili: in Italia oltre 95.000 vittime. L’allarme: “Non è tradizione, è violenza”.
Una piaga globale in espansione.


In occasione della Giornata Internazionale (6 febbraio 2026), il network AMSI-UMEM-CO-MAI diffonde dati drammatici: il fenomeno cresce anche in Europa a causa di guerre, povertà e carenza di formazione sanitaria.
Una piaga globale in espansione.
Nonostante i divieti e le campagne di sensibilizzazione, le Mutilazioni Genitali Femminili (MGF) rimangono una delle più gravi emergenze sanitarie mondiali. Secondo l’ultimo rapporto 2026 della rete associativa guidata dal Prof. Foad Aodi, i numeri sono in costante ascesa:
- 260 milioni di donne e bambine convivono oggi con le conseguenze di questa pratica.
- 3,5 milioni di bambine sono a rischio ogni anno.
- 95 milioni di minori potrebbero essere coinvolte entro il 2030 se non si interviene subito.
La situazione in Italia e in Europa.
Il fenomeno non riguarda più solo aree remote, ma è una realtà consolidata nel cuore dell’Europa a causa dei flussi migratori e della mancanza di protocolli di prevenzione efficaci.
| Paese | Casi stimati (2026) |
|---|---|
| Regno Unito | > 140.000 |
| Francia | > 125.000 |
| Italia | > 95.000 |
| Germania | ~ 70.000 |
In Italia, il fenomeno emerge spesso solo in fase tardiva (gravidanza o complicazioni cliniche), evidenziando una falla nel sistema di prevenzione territoriale.
Le aree a più alta prevalenza nel mondo.
L’analisi dettagliata mostra concentrazioni allarmanti in specifiche regioni:
-
- Somalia: prevalenza tra il 95% e il 98%.
- Egitto: 85-88% tra le donne adulte.
- Guinea e Mali: oltre l’85%.
- Sudan: speriore al 90%.
Perché il fenomeno non si ferma?
Il Prof. Foad Aodi identifica tre fattori critici che alimentano questa spirale di violenza:
- Guerre e instabilità: nei conflitti “dimenticati”, il collasso dei sistemi educativi e sanitari favorisce il ritorno a pratiche di controllo sociale sulle donne.
- Mancanza di formazione: molti operatori sanitari in Europa non sono preparati a riconoscere o gestire psicologicamente e fisicamente le vittime.
- Cooperazione economica vs etica: i patti internazionali spesso privilegiano il commercio, trascurando la tutela dei diritti umani e della salute femminile.
- Monitorare i dati in tempo reale e armonizzarli a livello europeo.
- Formare in modo obbligatorio medici, ginecologi e pediatri.
- Tutelare le famiglie e le bambine che scelgono di denunciare FONTE: https://www.assocarenews.it/mutilazioni-genitali-femminili-in-italia-oltre-95-000-vittime-lallarme-non-e-tradizione-e-violenza/#google_vignette



