SANITÀ

Morbillo, l’Europa torna a fare i conti con i contagi: Italia tra i Paesi più colpiti nel 2025

Un anno di recrudescenza nella Ue/See

Un anno di recrudescenza nella Ue/See

Nel corso del 2025 i Paesi dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo hanno registrato 7.655 casi di morbillo, un dato che riporta l’attenzione su una malattia prevenibile ma ancora capace di generare focolai estesi. I contagi segnalati interessano soprattutto bambini piccoli e persone non vaccinate, con un impatto sanitario che ha incluso otto decessi complessivi nell’arco dell’anno.

I numeri complessivi e la distribuzione per età

L’analisi dei casi notificati mostra una concentrazione significativa nelle fasce di popolazione più vulnerabili. Il 40,1% dei contagi ha riguardato bambini sotto i cinque anni, mentre il 34,9% ha coinvolto soggetti dai 15 anni in su. I tassi di notifica più elevati sono stati osservati nei neonati sotto l’anno di età, con oltre 260 casi per milione di abitanti, e nei bambini tra 1 e 4 anni, con circa 127 casi per milione. Questi dati confermano come la protezione incompleta o assente nei primi anni di vita resti uno dei principali fattori di rischio.

Stato vaccinale e ruolo delle lacune immunitarie

Per oltre il 94% dei casi è stato possibile ricostruire età e stato vaccinale. Tra questi, quasi l’80% non risultava vaccinato contro il morbillo. Una quota più ridotta aveva ricevuto una sola dose di vaccino, mentre meno dell’8% era coperto con due o più dosi, lo standard considerato protettivo. La distribuzione evidenzia come le lacune immunitarie accumulate negli anni continuino a sostenere la circolazione del virus, rendendo possibili catene di trasmissione anche in contesti con sistemi sanitari avanzati.

I decessi e il confronto con la rosolia

Nel 2025 sono stati attribuiti al morbillo otto decessi: quattro in Francia, tre in Romania e uno nei Paesi Bassi. Si tratta di numeri contenuti in valore assoluto, ma rilevanti se rapportati alla prevenibilità della malattia. Nello stesso periodo, per la rosolia sono stati segnalati 105 casi complessivi nei Paesi Ue/See, senza decessi, a conferma di un impatto epidemiologico più limitato.

Italia quarto Paese per numero di casi

Nel confronto tra Stati membri, l’Italia si colloca al quarto posto per numero di casi annuali, con 529 contagi segnalati nel 2025. Davanti si trovano Romania, con oltre quattromila casi, Francia e Paesi Bassi. Il dato italiano rappresenta circa il 7% del totale europeo e segnala una circolazione del virus non trascurabile, pur inferiore a quella osservata in altri contesti nazionali.

Andamento mensile e situazione di fine anno

Nel solo mese di dicembre 2025, 28 Paesi hanno trasmesso dati aggiornati. Undici Stati hanno segnalato complessivamente 97 casi, mentre 17 Paesi non hanno registrato nuovi contagi. I numeri più elevati del mese sono stati osservati in Polonia, Italia, Romania, Francia e Spagna. Nel complesso, rispetto ai mesi precedenti, si osserva una riduzione dei casi notificati, pur con la cautela legata a possibili aggiornamenti retrospettivi dei sistemi di sorveglianza.

Coperture vaccinali e obiettivo del 95%

L’analisi dei dati epidemiologici evidenzia come il mancato raggiungimento di coperture vaccinali superiori al 95% con due dosi continui a rappresentare il principale ostacolo all’eliminazione del morbillo. Il rispetto puntuale dei calendari vaccinali pediatrici, insieme a programmi di recupero per adolescenti e giovani adulti non immuni, viene indicato come elemento centrale per interrompere la trasmissione.

Sorveglianza, diagnosi precoce e ruolo degli operatori sanitari

Accanto alla vaccinazione, emerge l’importanza di una sorveglianza epidemiologica di alta qualità, in grado di individuare rapidamente i casi e attivare le misure di contenimento. La diagnosi precoce e la verifica sistematica dello stato vaccinale, soprattutto prima di viaggi internazionali, sono strumenti chiave per prevenire la diffusione del virus. In questo contesto, è essenziale che gli operatori sanitari siano completamente vaccinati, riducendo il rischio di trasmissione in ambito assistenziale.

Visite specialistiche e prevenzione mirata

La prevenzione del morbillo non si esaurisce nella vaccinazione infantile. Visite di controllo, bilanci di salute pediatrici e valutazioni dello stato immunitario rappresentano occasioni strategiche per intercettare situazioni di mancata copertura. In età adolescenziale e adulta, la verifica anamnestica e l’eventuale recupero vaccinale consentono di proteggere sia il singolo sia la comunità, riducendo il rischio di focolai.

Ridurre le disuguaglianze nell’accesso alla vaccinazione

Un elemento critico emerso dal quadro europeo riguarda le barriere di accesso ai servizi sanitari. Popolazioni difficili da raggiungere, isolate o con minore continuità assistenziale mostrano livelli di copertura più bassi. Affrontare queste disuguaglianze con strategie mirate e comunicazione del rischio adeguata è considerato un passaggio indispensabile per rafforzare la protezione collettiva e prevenire nuove ondate epidemiche.

Prof. Foad Aodi

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