L’ONU approva una risoluzione storica sul Golan: 123 Paesi chiedono il ritiro di Israele. Il ruolo decisivo dell’Egitto nella battaglia diplomatica a favore della Siria

L’ONU approva una risoluzione storica sul Golan: 123 Paesi chiedono il ritiro di Israele. Il ruolo decisivo dell’Egitto nella battaglia diplomatica a favore della Siria
di Chiara Cavalieri *
NEW YORK- Un voto che segna un importante precedente nella scena internazionale e una svolta diplomatica per la Siria: l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione che definisce illegale l’occupazione israeliana delle alture del Golan, chiedendo il ritiro immediato di Israele dal territorio siriano.
È la prima volta in anni che un numero così ampio di Stati — 123 Paesi — sostiene una risoluzione che il Cairo promuove e difende con costanza da lungo tempo.
Il voto: 123 Paesi a favore, solo 7 contrari
La risoluzione è passata nella tarda serata di martedì con:
123 voti a favore,
7 contrari — tra cui Stati Uniti e Israele,
41 astensioni.
Una fotografia diplomatica che riflette un crescente consenso internazionale sul principio dell’illegalità dell’occupazione del Golan e un mutamento significativo rispetto agli anni precedenti, quando diversi Paesi evitavano di schierarsi apertamente.
La risoluzione ribadisce che:
> «L’occupazione e l’annessione di fatto delle alture siriane del Golan da parte di Israele sono illegali e violano la risoluzione 497 del 1981 del Consiglio di Sicurezza.»
Quest’ultima stabiliva già oltre quarant’anni fa la nullità di ogni decisione israeliana volta ad alterare lo status del territorio.
La Siria esulta: “Il Golan è terra siriana”
Il rappresentante permanente della Siria presso l’ONU, Ibrahim Alabi, ha definito il voto:
> «Un evento importante e senza precedenti».
Secondo il diplomatico, la crescita dei consensi — 26 Paesi in più rispetto allo scorso anno — è la prova che Damasco ha recuperato peso e credibilità sulla scena internazionale dopo anni di isolamento.
Alabi ha ribadito con fermezza:
> «Il Golan occupato è territorio siriano, e la Siria ha il diritto di riprenderselo integralmente da Israele.»
Per la Siria, il voto non rappresenta un semplice atto simbolico, ma la conferma che il dossier del Golan è tornato centrale nell’agenda diplomatica internazionale.
Il ruolo dell’Egitto: anni di lavoro diplomatico silenzioso
Un elemento particolarmente significativo, sottolineato dallo stesso rappresentante siriano, è il ruolo giocato dall’Egitto.
Da anni, infatti, il Cairo presenta e sostiene in sede ONU questa risoluzione, riaffermando la sua posizione storica a favore dell’integrità territoriale della Siria e del rispetto del diritto internazionale.
Il delegato siriano ha espresso “profonda gratitudine all’Egitto” per la determinazione con cui ha continuato a portare avanti questa battaglia diplomatica anche nei periodi più difficili del conflitto siriano.
Damasco ringrazia i Paesi che hanno votato a favore
In un comunicato ufficiale, il Ministero degli Esteri siriano ha espresso:
“profondi ringraziamenti” ai Paesi che hanno votato a favore,
apprezzamento verso quelli che sono passati dall’astensione al sostegno,
soddisfazione per un voto che rafforza i principi della Carta delle Nazioni Unite e il principio dell’inammissibilità dell’acquisizione di territori con la forza.
Un concetto centrale del diritto internazionale, troppo spesso ignorato o eluso quando si parla dei territori occupati.
La Siria: “Disponibili al dialogo tecnico, ma il Golan non si tocca”
Nel comunicato, il Ministero degli Esteri ha voluto chiarire una posizione spesso strumentalizzata dai critici:
> L’apertura della Siria a colloqui tecnici su questioni che riguardano la sicurezza regionale non significa in alcun modo rinunciare alla sovranità sul Golan.
Damasco rivendica infatti che la propria “nuova forza diplomatica”, rafforzata dall’avvicinamento arabo e dal ritorno nella Lega Araba, ha contribuito alla mobilitazione internazionale che ha portato al voto storico di martedì.
Conclusione
Il voto dell’ONU sul Golan segna un punto di svolta nella battaglia diplomatica siriana e un successo per l’Egitto, che da anni lavora affinché la comunità internazionale non dimentichi la questione dell’occupazione israeliana.
La risoluzione non cambierà nell’immediato la realtà sul terreno, ma modifica gli equilibri globali, rafforza la posizione siriana e apre una nuova fase nelle dinamiche tra Medio Oriente e comunità internazionale.
La strada è lunga, ma per la prima volta dopo molto tempo, la Siria vede nel Golan non un dossier congelato, ma un fascicolo che la diplomazia mondiale è tornata a sfogliare.
*L’autrice è presidente della associazione Italo-Egiziana Eridanus e vicepresidente del Centro Studi UCOI-UCOIM.
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