SANITÀ

LE NOSTRE FOTOGALLERY / 14 MARZO. SANITÀ, A ROMA LA MOBILITAZIONE NAZIONALE UAP: “STESSE CURE E STESSE REGOLE PER DIFENDERE IL SSN”

Al Teatro Brancaccio l’appello di Giorlandino per tariffe e regole uniformi nel sistema sanitario. In sala associazioni di categoria, medici e istituzioni. “Il Servizio sanitario nazionale è un pilastro della democrazia fondato sull’articolo 32 della Costituzione”.

   

ROMA 14 MARZO 2026 – Si è svolta al Teatro Brancaccio di Roma la manifestazione nazionale promossa dall’Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata (UAP), che ha riunito rappresentanti delle principali associazioni del settore sanitario per richiamare l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di garantire regole uniformi e tariffe adeguate all’interno del Servizio sanitario nazionale.

Al centro dell’iniziativa, sintetizzata nello slogan “Stesse cure, stesse regole”, la richiesta di superare le attuali disparità tra sanità pubblica, sanità privata accreditata e altri soggetti del sistema sanitario, oltre alle differenze di remunerazione tra Regioni per la stessa prestazione.

Nel suo intervento, la presidente UAP Mariastella Giorlandino ha ribadito che la mobilitazione non aveva carattere politico né corporativo, ma nasceva dalla volontà di difendere l’equilibrio del SSN.
«Parliamo di uno dei pilastri della nostra democrazia, nato dall’articolo 32 della Costituzione, che afferma un principio semplice ma straordinario: la salute è un diritto fondamentale dell’individuo e un interesse della collettività», ha dichiarato.

Secondo UAP, uno dei nodi principali riguarda il nomenclatore tariffario nazionale: tariffe giudicate inferiori ai costi reali – già oggetto di pronunce del Tar Lazio – rischierebbero di comprimere l’offerta sanitaria, incidere sulla sostenibilità delle strutture e contribuire all’allungamento delle liste d’attesa.

Altro tema affrontato durante la manifestazione è stato quello dell’asimmetria regolatoria tra strutture sanitarie e farmacie per alcune prestazioni diagnostiche, come elettrocardiogrammi, screening e servizi di telemedicina. UAP ha sottolineato che nelle strutture sanitarie tali attività sono soggette a un sistema di autorizzazioni, requisiti strutturali, direzione sanitaria e controlli regionali previsti dal decreto legislativo 502/1992, oltre agli obblighi sulla sicurezza dei dati previsti dalla direttiva NIS2.

Nel dibattito è stata evidenziata anche la trasformazione della rete territoriale, con i processi di concentrazione nel settore sanitario e laboratoristico che, secondo l’associazione, potrebbero ridurre il pluralismo dell’offerta e indebolire la sanità di prossimità.

Alla manifestazione hanno partecipato numerose organizzazioni della sanità e del mondo produttivo, tra cui Anmed, Anisap, Confapi, Ugl Salute, Ansoc, Confesercenti e Confimprese. L’evento è stato moderato dal giornalista Alessandro Cecchi Paone, mentre tra gli interventi istituzionali si sono registrati quelli di monsignor Vincenzo Paglia, del professor Francesco Vaia, del presidente dell’Ordine dei medici di Roma Antonio Magi e, con un messaggio di saluto, del presidente della FNOMCeO Filippo Anelli.

Nel corso della giornata è stato ribadito che il Servizio sanitario nazionale si fonda su un modello regolato in cui pubblico e privato accreditato operano all’interno della stessa programmazione e con identiche garanzie per i cittadini.
«Se una prestazione è la stessa – ha concluso Giorlandino – è legittimo chiedersi perché le regole non siano uguali per tutti».

LA RICHIESTE DELLA RETE ASSOCIATIVA AMSI-UMEM-UNITI PER UNIRE SULLA DIFESA DELLA SANITÀ ITALIANA

In questo contesto la rete associativa formata da AMSI – Associazione Medici di Origine Straniera in Italia, UMEM – Unione Medica Euromediterranea, Co-mai – Comunità del Mondo Arabo in Italia, AISC News – Agenzia Internazionale di Informazione Senza Confini, Movimento Internazionale Uniti per Unire e il network di agenzie stampa CISC Network, presenti alla manifestazione accanto ad UAP, analizza il quadro complessivo della sanità italiana.

Le associazioni sottolineano come il dibattito aperto dalla manifestazione riguardi l’intera architettura del sistema sanitario nazionale, fondata sull’equilibrio tra sanità pubblica, sanità privata accreditata e sanità privata autorizzata, componenti chiamate a operare nel rispetto di rigorosi requisiti professionali, organizzativi e strutturali.

Secondo la rete associativa, qualità dell’assistenza, sicurezza dei pazienti e tutela dei professionisti sanitari rappresentano elementi essenziali per garantire la sostenibilità e la credibilità del Servizio sanitario nazionale.

L’INTERVENTO DEL PROF. FOAD AODI

Su questi temi è intervenuto il Prof. Foad Aodi, medico fisiatra, giornalista e divulgatore scientifico internazionale, esperto in salute globale, membro del Registro Esperti FNOMCeO e docente dell’Università di Tor Vergata, presidente AMSI, fondatore del Movimento Internazionale Uniti per Unire e direttore responsabile di AISC News.

Nel suo intervento dal palco del Teatro Brancaccio Aodi ha ringraziato la presidente UAP Mariastella Giorlandino, il direttivo dell’associazione e i rappresentanti delle organizzazioni presenti, sottolineando l’importanza di una mobilitazione condivisa a difesa del sistema sanitario italiano.

«Una sanità è davvero in salute quando i professionisti sanitari sono valorizzati, protetti e messi nelle condizioni di lavorare con dignità e sicurezza», ha affermato Aodi.
«Il diritto alla salute dei cittadini passa inevitabilmente dal rispetto dei diritti e dei doveri di chi ogni giorno opera negli ospedali, nei laboratori, negli ambulatori e nei servizi territoriali».

LE PRIORITÀ INDICATE DA AODI PER IL FUTURO DELLA SANITÀ ITALIANA

Nel suo intervento Aodi ha richiamato alcune priorità strategiche sulle quali, secondo la rete associativa, è necessario intervenire con maggiore decisione.

La prima riguarda la difesa della sanità italiana come modello unitario fondato sull’equilibrio tra sanità pubblica, sanità privata accreditata e sanità privata autorizzata. Un sistema che negli anni ha garantito qualità delle cure, capillarità dei servizi e sicurezza per i cittadini e che, secondo Aodi, deve essere preservato evitando contrapposizioni ideologiche tra le diverse componenti del sistema sanitario.

La seconda priorità riguarda la tutela dei professionisti della sanità, che rappresentano il vero motore del sistema sanitario nazionale. Medici, infermieri e operatori sanitari lavorano oggi in un contesto sempre più complesso, segnato da carenze di personale, aumento delle aggressioni, pressione organizzativa e crescente responsabilità professionale.

Infine Aodi ha richiamato il ruolo degli ordini e degli albi professionali, che devono diventare sempre più rappresentativi e inclusivi, trasformandosi nella casa di tutti i professionisti della sanità. Secondo il presidente AMSI è necessario rafforzarne la funzione di rappresentanza e valorizzazione delle competenze, promuovendo partecipazione e inclusione, evitando che i consigli direttivi vengano eletti da percentuali molto ridotte di iscritti, come avvenuto negli ultimi anni.

LE CRITICITÀ DEL SISTEMA SANITARIO

Nel suo intervento Aodi ha richiamato anche alcune criticità che stanno attraversando il sistema sanitario italiano.

Secondo i dati delle indagini AMSI-UMEM aggiornate al 28 febbraio 2026, nel Servizio sanitario nazionale si registra una carenza stimata di circa 158 mila professionisti sanitari, mentre negli ultimi anni si è registrato un aumento significativo delle aggressioni contro il personale sanitario e una crescente migrazione di medici e infermieri verso l’estero.

A questo si aggiungono le difficoltà organizzative di molte strutture sanitarie, la pressione sui pronto soccorso e le criticità legate alla sostenibilità del sistema in un contesto demografico caratterizzato dall’aumento della popolazione anziana.

IL CONTRIBUTO DEI PROFESSIONISTI SANITARI DI ORIGINE STRANIERA

Aodi ha richiamato anche il contributo dei professionisti sanitari di origine straniera al funzionamento del sistema sanitario italiano.

Oggi in Italia operano circa 127.800 professionisti sanitari di origine straniera, tra cui oltre 51 mila medici e circa 47 mila infermieri, oltre a farmacisti, fisioterapisti, odontoiatri, logopedisti, podologi, psicologi e dietisti che negli ultimi anni hanno contribuito a garantire la continuità dei servizi sanitari in numerose strutture del Paese.

APPELLO ALLA POLITICA

«Occorre inviare un messaggio forte, chiaro e senza ambiguità alla politica: per essere credibili bisogna garantire ai cittadini e ai propri elettori scelte concrete e risultati reali, non promesse sterili».

«Il sistema sanitario ha bisogno di responsabilità, programmazione e rispetto per i professionisti che ogni giorno tengono in piedi la sanità italiana», ha aggiunto Aodi.
«Quando la sanità riesce a fare squadra e a presentarsi unita, non vince una categoria o un’organizzazione: vince il diritto alla salute dei cittadini».

UNA SANITÀ PIÙ UNITA PER DIFENDERE IL DIRITTO ALLA SALUTE

Il quadro delineato nel corso della manifestazione evidenzia un sistema sanitario sotto pressione ma anche la necessità di rafforzare la collaborazione tra tutte le componenti del sistema.

«La nostra visione è semplice», ha concluso Aodi. «Una sanità più unita è una sanità più forte. Più rispetto per i professionisti sanitari significa più sicurezza per i pazienti e più collaborazione tra pubblico e privato significa più cure e più diritti per tutti i cittadini».

«Uniti per i professionisti, per la sanità e per i cittadini. Perché quando la sanità e i professionisti della sanità sono uniti vince il diritto alla salute e vince l’Italia».

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