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Lauree magistrali infermieristiche, il Parlamento apre a nuove competenze e alla prescrizione di ausili

Tre percorsi per ridisegnare la formazione infermieristica

 

Tre percorsi per ridisegnare la formazione infermieristica
Lo schema di decreto trasmesso al Parlamento dal Ministero dell’Università e della Ricerca ridefinisce le classi delle lauree magistrali infermieristiche, introducendo tre percorsi biennali specialistici riservati ai laureati triennali. L’intervento punta a rafforzare la formazione clinica avanzata sia sul territorio sia in ambito ospedaliero, incidendo sull’organizzazione dell’assistenza, sui percorsi professionali e sul ricambio generazionale.

Comunità, emergenza e area neonatale
Il decreto individua tre profili distinti. Il primo è l’infermiere di famiglia e comunità, con competenze nelle Case e negli Ospedali di comunità del PNRR, nella gestione delle cronicità, nella prevenzione e nell’assistenza domiciliare. Il secondo è l’infermiere specialista in cure intensive ed emergenza, destinato a operare in pronto soccorso, terapie intensive e blocchi operatori. Il terzo profilo è l’infermiere esperto in cure neonatali e pediatriche, rivolto ai reparti pediatrici, agli ambulatori specialistici e agli ospedali dedicati all’età evolutiva. Si tratta di classi magistrali strutturali, non di percorsi brevi o aggiuntivi.

La prescrizione di ausili come novità centrale
L’elemento più innovativo riguarda l’apertura a competenze prescrittive per gli infermieri magistrali. Lo schema prevede la possibilità di valutare e indicare trattamenti assistenziali, presidi sanitari, ausili e tecnologie specifiche, con l’obiettivo di garantire continuità e sicurezza delle cure. In concreto, si fa riferimento a dispositivi come materiali per medicazioni, presidi per l’incontinenza e sistemi per la gestione delle stomie. L’applicazione di queste competenze dovrà essere definita nella delega per la riforma delle professioni sanitarie attualmente all’esame parlamentare.

Il contesto della carenza infermieristica
Il provvedimento si inserisce in un quadro di forte carenza di personale infermieristico. Le stime istituzionali più accreditate indicano un fabbisogno nazionale nell’ordine di 60–65mila professionisti, con effetti evidenti sia sull’assistenza ospedaliera sia sui servizi territoriali. La criticità alimenta il dibattito sulla necessità di rendere la professione più attrattiva e sostenibile nel tempo.

Calo di attrattività dei corsi triennali
Un segnale considerato particolarmente rilevante è emerso nell’ultimo anno accademico, quando i posti disponibili nei corsi di laurea triennale in infermieristica hanno superato il numero dei candidati. Il decreto tenta di intervenire anche su questo fronte, offrendo prospettive di carriera più avanzate e un accesso più strutturato a master di secondo livello e dottorati, finora poco frequentati dai laureati infermieristici.

Il quadro sanitario e le indicazioni di policy
Il Ministro della Salute Orazio Schillaci ha più volte sottolineato come la carenza di infermieri riguardi non solo l’Italia, ma anche altri Paesi europei e contesti extra UE. La linea indicata è quella di misure organiche, che combinino valorizzazione delle competenze, interventi organizzativi e leve economiche previste dalla legge di bilancio.

Didattica avanzata e formazione sul campo
Lo schema delinea modalità formative basate su strumenti digitali, simulazione clinica avanzata e skill lab con manichini ad alta fedeltà, integrate da tirocini obbligatori in ospedale, nei servizi residenziali, domiciliari e di comunità. L’obiettivo è garantire competenze immediatamente spendibili in contesti ad alta complessità e nelle nuove strutture territoriali. I laureati magistrali avranno inoltre accesso a percorsi accademici e scientifici di livello avanzato.

Tempi di attuazione e nodi applicativi
L’estensione delle competenze prescrittive apre questioni operative e giuridiche legate a responsabilità, limiti applicativi e regolazione regionale. I primi corsi potrebbero partire nel prossimo anno accademico o, più probabilmente, dal 2027/2028, in funzione dei tempi parlamentari e dell’adozione delle norme attuative. Sarà decisivo seguire l’iter legislativo e le circolari applicative per definire con precisione la portata delle nuove competenze.

PROF. FOAD AODI

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