Comunicato Stampa

L’Associazione Medica Europea-Mediorientale lancia l’allarme: il Sudan sull’orlo del collasso sanitario totale

L’Associazione Medica Europea-Mediorientale lancia l’allarme: il Sudan sull’orlo del collasso sanitario totale

Di: Hamed Khalifa

La crisi umanitaria e sanitaria in Sudan sta peggiorando senza precedenti, con il conflitto armato che dura ormai da quasi tre anni. Ciò ha provocato la distruzione diffusa delle infrastrutture sanitarie, una grave carenza di medicinali e forniture mediche e l’emigrazione del personale medico. Questa situazione ha spinto le organizzazioni mediche internazionali a lanciare urgenti allarmi di un imminente collasso del sistema sanitario.

Epidemie fuori controllo e cifre sconvolgenti

L’Associazione Medica Europea-Mediorientale (UMEM), in collaborazione con l’Associazione Italiana Medici Stranieri (AMSI), ha segnalato che le epidemie in Sudan hanno raggiunto livelli allarmanti. Il colera si è diffuso in oltre 18 stati, causando oltre 3.500 morti, mentre i casi di malaria hanno superato i 2,7 milioni. Sono inoltre in aumento le epidemie di dengue e altre malattie infettive.

Queste condizioni sono state aggravate dalla fame diffusa, dalla scarsità di acqua potabile e dal deterioramento dei sistemi igienico-sanitari, rendendo i bambini e le donne i più vulnerabili, soprattutto con l’aumento della malnutrizione acuta e della mortalità materna.

Una crisi che non è più un’emergenza, ma una crisi strutturale.

L’International Medical Network, che comprende anche la Comunità Araba in Italia (Co-mai), l’agenzia di stampa Reporter Senza Frontiere (AISCNEWS) e il movimento internazionale Unite to Unite, ha confermato che la crisi sanitaria in Sudan è andata oltre la fase di emergenza temporanea ed è diventata una crisi strutturale a lungo termine che minaccia il futuro di milioni di civili.

Avvertenze sui dati non riportati.

Da parte sua, il professor Fouad Aouda, medico, giornalista, esperto di salute globale, membro del Registro degli Esperti della FNOMCEO e professore presso l’Università di Tor Vergata, ha avvertito che i dati riportati potrebbero non riflettere la reale portata del disastro. Awda ha dichiarato: “La nostra analisi indica che il numero effettivo di infezioni e decessi potrebbe essere molto più alto rispetto alle statistiche ufficiali, soprattutto nelle aree remote e colpite da conflitti, dove i decessi per colera aumentano di settimana in settimana, mentre i casi di malaria continuano ad aumentare a un ritmo allarmante”.

Ha aggiunto che la convergenza di epidemie, malnutrizione e mancanza di cure rappresenta una minaccia aggravante che aggrava l’impatto sanitario e sociale.

I bambini e gli sfollati stanno pagando il prezzo più alto.

Secondo le stime di AMSI-UMEM-CO-MAI, il numero di bambini che soffrono di malnutrizione acuta potrebbe superare di gran lunga le cifre registrate, che hanno superato i 44.000 ricoveri ospedalieri, data la difficoltà di accesso ai servizi sanitari.

Inoltre, l’afflusso di sfollati interni, che supera i 3,9 milioni, ha aggravato la crisi sanitaria, ostacolando i programmi di vaccinazione, l’assistenza materna e il trattamento delle malattie croniche. Colpire il settore sanitario

L’analisi ha rivelato che il sistema sanitario sudanese è stato oggetto di circa 2.000 attacchi negli ultimi due anni e mezzo, che hanno preso di mira ospedali, ambulanze e operatori sanitari. Questi attacchi hanno causato la morte di quasi 1.880 persone, oltre alla distruzione e ai gravi danni inflitti alle strutture mediche.

Awda ha sottolineato che il proseguimento di questi attacchi senza una reale protezione delle strutture sanitarie e del loro personale, e l’assenza di corridoi umanitari sicuri, minacciano il completo collasso del settore sanitario.

Una crisi oltre i confini del Sudan
I rapporti hanno collegato la crisi sanitaria in Sudan a una più ampia recrudescenza di malattie infettive nell’Africa subsahariana, nonché alla grave situazione sanitaria nella Striscia di Gaza, dove la distruzione delle infrastrutture e la mancanza di acqua pulita hanno portato a diffuse epidemie di malattie infettive.

L’Associazione Medica Europea-Mediorientale ha confermato che la debolezza dei sistemi sanitari nelle zone di conflitto trasforma malattie prevenibili in disastri umanitari di dimensioni regionali e internazionali. Un appello urgente alla comunità internazionale

Il professor Fouad Awad ha concluso il suo intervento affermando:

“Quello che sta accadendo in Sudan non può più essere ignorato. Ogni ritardo significa più feriti e morti, e una crisi sanitaria che sarà difficile da contenere senza un’azione internazionale immediata e coordinata.”

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Noha Iraqi

نهى عراقي.. ليسانس أداب.. كاتبة وشاعرة وقصصية وكاتبة ومحتوى وأبلودر

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