Il mondo si chiede ancora: qual è il prezzo della mediazione di Trump, non richiesta dall’Egitto, per salvarlo dalla diga etiope (GERD)?!
Ricardo Fabiano: L'America non fa regali, e l'Etiopia minaccia Egitto e Sudan con l'arma delle inondazioni artificiali

Cairo – Amr AbduLRahman – Esclusiva per [AISC News]
Continuano le speculazioni sui media e negli ambienti politici internazionali, alla ricerca di una risposta definitiva al grande interrogativo sull’improvvisa mediazione di Trump per l’Egitto, che non era stata richiesta in primo luogo, in merito alla questione della diga etiope Renaissance Dam.
Al contrario, la regione del Corno d’Africa circostante la diga Renaissance Dam sta assistendo a un’intensa presenza militare di basi militari israeliane, con il supporto di alcuni regimi regionali.
Questa influenza, che minaccia gli interessi nazionali egiziani, sudanesi e somali, si è cristallizzata con l’annuncio da parte degli Emirati Arabi Uniti e di Israele del loro riconoscimento di quello che viene chiamato Stato del Somaliland – che non è riconosciuto dalle Nazioni Unite – ed è riconosciuto solo dagli Emirati Arabi Uniti e da Israele nel mondo!
Gli osservatori internazionali erano divisi tra la mancanza di chiarezza nella loro visione e il collegamento della mediazione al prezzo pagato nel dossier palestinese di Gaza, che è finito sotto il controllo di un consiglio coloniale ebraico-americano guidato da Trump con la partecipazione di due criminali di guerra contro gli arabi:
Benjamin Netanyahu, Primo Ministro di Israele; Tony Blair, ex criminale di guerra iracheno; e il rabbino Aryeh Lightstone.
Con la partecipazione di un governo palestinese non scelto dai palestinesi, ma i cui membri sono stati selezionati da Trump, unico ed esclusivo proprietario del cosiddetto consiglio di pace!
L’esperto politico Ayman Zein El-Din ritiene che Trump, il cowboy americano, non faccia alcun passo senza qualcosa in cambio, e che quindi ci sia una relazione tra l’improvvisa mediazione americana e altre questioni regionali, come la questione di Gaza.
Questo è lo stesso avvertimento lanciato dall’esperto di acqua Dr. Abbas Sharaki, professore di Geologia e Acqua all’Università del Cairo, che ha previsto che l’iniziativa americana avrebbe comportato un prezzo da pagare in cambio e compromessi per il successo della misteriosa mediazione.
Sharaki ha affermato che il quid pro quo potrebbe essere collegato ad accordi riguardanti il Mar Rosso, soprattutto perché una copia dell’iniziativa americana era stata consegnata all’Arabia Saudita e agli Emirati Arabi Uniti.
Atef Abdel Gawad, docente alla George Washington University, ha descritto l’iniziativa come un'”offerta politica” al Cairo in cambio del suo sostegno alle politiche americane nella regione.
Da parte sua, l’esperto politico italiano Riccardo Fabiano, direttore del programma Nord Africa dell’International Crisis Group, ritiene di non aspettarsi nulla di buono da tale mediazione, sottolineando che gli americani non fanno regali agli altri, ma c’è sempre un prezzo da pagare.
Ha chiesto di attendere ancora per vedere fino a che punto Trump manterrà la parola data agli egiziani e quali saranno le ripercussioni per gli altri attori, soprattutto nel Corno d’Africa, una regione piena di conflitti per l’influenza e le risorse idriche.
Vale la pena notare che l’Etiopia ha emesso un avvertimento concreto e forte all’Egitto;
per aver causato quella che il Ministero dell’Irrigazione egiziano ha descritto come una “inondazione artificiale”, riferendosi a un improvviso e significativo aumento dei rilasci d’acqua dalla Grande Diga della Rinascita Etiope (GERD) a causa della sua gestione unilaterale e sconsiderata.
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Il Ministero dell’Irrigazione ha annunciato che l’Etiopia ha manipolato il calendario naturale delle inondazioni rilasciando enormi e ingiustificate quantità d’acqua nel settembre 2025, causando l’allagamento di terreni nel Delta del Nilo e un brusco innalzamento del livello del Nilo.
Di seguito sono riportati i punti chiave relativi all’inondazione artificiale (derivante dall’apertura delle paratoie della Grande Diga della Rinascita Etiope nel 2025) :
Motivo: la gestione unilaterale e incontrollata della Grande Diga della Rinascita Etiope (GERD) e il rilascio di acqua senza coordinamento, soprattutto dopo il riempimento della diga, che viola le linee guida tecniche e scientifiche.
Tempistica e gravità: spostamento della stagione delle piene naturali (che raggiunge il picco ad agosto) a settembre, con conseguente inondazione più intensa e potente.
Impatti:
1. Inondazione di terreni adiacenti al corso d’acqua (terreni circostanti il canale fluviale in Egitto).
2. Aumento della gravità delle inondazioni in Sudan.
3. Una minaccia diretta alla sicurezza idrica e alla vita dei cittadini nei paesi a valle.
La posizione egiziana:
Il Ministero dell’Irrigazione ha confermato di monitorare la situazione 24 ore su 24 e che la Diga Grande rimane la garanzia per la protezione dell’Egitto, sottolineando che le azioni irresponsabili dell’Etiopia costituiscono una “inondazione artificiale”.
Premessa: I rapporti indicano che l’Etiopia ha deliberatamente immagazzinato grandi quantità d’acqua e poi ha aperto lo sfioratore intermedio e lo sfioratore di emergenza prima di rilasciare enormi quantità che hanno creato aumenti ingiustificati, portando all’allagamento di molti territori, per usarli come un’arma mediatica, una tattica di pressione e una minaccia.





