GIORNATA INTERNAZIONALE DLLE DONNE 2026

GIORNATA INTERNAZIONALE DLLE DONNE 2026
Di Sara Spoletini
Approfittiamo di questa giornata per scoprire cosa c’è dietro al mazzolin di mimosa, parliamo di cosa significa essere donna nella civiltà, di un ruolo stereotipato, confinato all’essere moglie e madre, parliamo di cosa significa vivere in equilibrio tra responsabilità verso i ruoli sociali e scegliere l’autodeterminazione, il dover essere come le mode del momento impongono: intelligenti ma educate, sensuali e efficienti, parlare quando è necessario senza mai superare il collega uomo.
La vita delle donne è sempre stata difficile.
Il ruolo delle donne nella società è passato da una fase di partecipazione attiva alla sussistenza nella preistoria a millenni di subordinazione patriarcale, fino alla conquista dei diritti civili e politici nell’epoca contemporanea.
Nella Preistoria sono considerate spesso “invisibili” nella narrazione storica, nonostante le donne hanno avuto un ruolo cruciale nella raccolta e nella gestione della comunità. Il passaggio al nomadismo e alla sedentarizzazione segnò l’inizio della divisione dei ruoli, con la donna progressivamente legata alla sfera domestica.
Nell’antichità la donna passa dai campi alla casa, infatti in Grecia le donne erano quasi totalmente escluse dalla cittadinanza e relegate nel gineceo, la parte della casa loro riservata.
A Roma le donne erano soggette alla tutela del pater familias, considerate quasi oggetti ma alcune figure come Cornelia (madre dei Gracchi) o Messalina esercitarono una forte influenza sociale e politica.
Nel Medioevo e Rinascimento la donna era considerata una creatura da proteggere e priva di libertà di pensiero. Giuridicamente era sottomessa all’uomo, non poteva fare testamento né ereditare direttamente. Nel Rinascimento, nonostante alcune eccezioni nelle corti, la condizione di subalternità rimase la norma.
Finalmente arriva la Rivoluzione Industriale e l’ingresso delle donne nelle fabbriche trasformò figlie e mogli in lavoratrici, innescando le prime battaglie per l’emancipazione e il diritto di voto (suffragismo) guidate da figure come Mary Wollstonecraft.
Ma è nel Novecento e durante le Grandi Guerre che le donne sostituirono gli uomini al fronte nelle fabbriche e nei servizi, la Donna diventa fondamentale per sostenere la famiglia.
In Italia, il percorso verso la parità ha segnato tappe fondamentali come:
1945/1946: Ottenimento del diritto di voto.
1970-1978: Leggi sul divorzio e sull’aborto.
1975: Riforma del diritto di famiglia che sancì la parità tra i coniugi.
1981: Abolizione del delitto d’onore e del matrimonio riparatore.
Oggi, nonostante la parità formale e l’accesso a carriere di vertice, persistono ostacoli legati alla conciliazione tra lavoro e famiglia e al superamento di stereotipi culturali che vedono ancora il contributo femminile come sussidiario in alcuni ambiti.
A volte le donne sono stanche di dimostrare, di mostrare eppure resistono, vanno avanti e per questo che è stata scelta la mimosa come simbolo di questa giornata perché rappresenta la forza e la solidarietà tra donne, fiorendo anche su terreni difficili, e richiama il coraggio delle donne nella lotta per i diritti.
E allora dietro a quella mimosa ricordiamo la fatica con cui per le donne è stato ed è tutto più difficile degli uomini pensate:
il Decreto Regio del 3 ottobre 1875 ha riconosciuto alle donne la possibilità di iscriversi alle università italiane, con piena attuazione pratica intorno al 1883, La prima donna a laurearsi in Italia nel periodo post-unitario fu Ernestina Paper, in Medicina, nel 1877. Nonostante l’accesso formale alle scuole e alle Università, la presenza femminile è rimasta limitata fino al Novecento. Un momento di svolta fondamentale è stato il sorpasso numerico delle donne rispetto agli uomini nelle università italiane, avvenuto nell’anno accademico 1990-1991.
Eppure le Donne hanno contribuito a cambiare la storia, pensiamo a
Marie Curie: Pioniera della radioattività, prima donna a vincere un Premio Nobel e l’unica a vincerlo in due campi diversi (Fisica e Chimica).
Rita Levi Montalcini: Neurologa italiana, Premio Nobel per la medicina grazie alla scoperta del fattore di crescita nervoso (NGF).
Rosalind Franklin: Fondamentale per la comprensione della struttura del DNA attraverso la cristallografia a raggi X.
Ada Lovelace: Considerata la prima programmatrice di computer della storia.
Margherita Hack: Astrofisica italiana di fama mondiale, prima donna a dirigere un osservatorio astronomico in Italia.
Hedy Lamarr: Attrice e inventrice, ideatrice di tecnologie alla base del moderno Wi-Fi.
Rosa Parks: Figura simbolo del movimento per i diritti civili negli USA, famosa per essersi rifiutata di cedere il posto sull’autobus.
Malala Yousafzai: Attivista pakistana, più giovane vincitrice del Premio Nobel per la pace, nota per la lotta al diritto all’istruzione delle ragazze.
Emmeline Pankhurst: Leader del movimento suffragista britannico che ha ottenuto il diritto di voto per le donne.
Madre Teresa di Calcutta: Missionaria dedita all’aiuto dei poveri, Premio Nobel per la Pace.
Rigoberta Menchú: Guatemalteca, sostenitrice dei diritti delle popolazioni indigene e Premio Nobel per la Pace.
Frida Kahlo: Pittrice messicana, icona di stile e resilienza.
Coco Chanel: Stilista francese che ha rivoluzionato la moda femminile, liberando il corpo della donna.
Valentina Tereshkova: Prima donna a viaggiare nello spazio (1963).
Amelia Earhart: Pioniera dell’aviazione, prima donna ad attraversare l’Atlantico in solitaria.
Cleopatra: Regina d’Egitto, una delle figure femminili più influenti dell’antichità.
Queste donne, insieme a molte altre come Giovanna d’Arco o Elisabetta I, hanno dimostrato che il contributo femminile è essenziale per il progresso dell’umanità, una mimosa per loro per aver avuto il coraggio di credere in se stesse, una mimosa per ogni donna alle prese con una scelta da fare e una mimosa per le oltre cento donne all’anno che in Italia vengono uccise perché l’amore viene ancora confuso con il possesso. Una mimosa per le donne fragili, per le vittime della guerra che spesso porta loro via mariti, figli lasciandole in miseria, un fiore per le vittime di tratta, per quelle ridotte in schiavitù, per le spose bambine, per le madri coraggio e per tutte quelle che lottano contro i tumori. Un fiore anche per tutte le donne qualsiasi cosa abbiano deciso di essere, un fiore per augurare che nei loro occhi non ci sia mai paura ma solo speranza.
Autrice: Sara Spoletini
Immagine: Antonella Fois




