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EMERGENZA SICUREZZA SUL LAVORO

EMERGENZA SICUREZZA SUL LAVORO

Di Sara Spoletini

Nella giornata del 13 gennaio si sono verificati 3 incidenti gravissimi sul lavoro:
un operaio di 41 anni è morto, schiacciato da un trasformatore di 50 quintali, durante le operazioni di spostamento con il muletto in un’azienda a Colleferro, in provincia di Roma; due operai di 25 e 49 anni sono rimasti feriti dopo essere caduti da un’altezza di circa cinque metri, all’interno di un’azienda, in via Belvedere ad Arcore (Monza).
Il 13 gennaio sarebbe scaduto il contratto di Pietro Zantonini, 55 anni, morto sul lavoro intorno alle due di giovedì 8 gennaio, stroncato da un infarto mentre faceva servizio di vigilanza notturna ai cantieri delle olimpiadi in una notte in cui i termometri hanno fatto segnare anche -12°C.
Questi fatti ci riportano ad una piaga aperta nota come “morti bianche” che sono principalmente gli infortuni mortali sul lavoro, chiamate così per indicare l’assenza apparente di un colpevole o di violenza esplicita, nascondendo spesso responsabilità legate alla mancata sicurezza.
Lavorare senza sicurezza significa operare in condizioni che violano il D.Lgs. 81/08, esponendo a rischi gravi per la salute, con possibilità di sanzioni per il lavoratore (se non usa DPI o ignora le norme) e l’azienda (sospensione attività, multe, arresto). Se la sicurezza non è garantita, il dipendente ha il diritto di rifiutarsi di lavorare, invocando l’art. 2087 del Codice Civile e l’art. 1460 c.c., eppure possiamo notare che spesso la necessità del lavoratore di avere un reddito è più importante di sentirsi in un luogo sicuro.
Le morti sul lavoro in Italia nel 2025 mostrano un bilancio drammatico, con 1010 vittime totali registrate fino a novembre, in aumento rispetto all’anno precedente, soprattutto nei settori delle costruzioni, manifatturiero e trasporti/magazzinaggio, con un’incidenza maggiore tra i lavoratori più anziani e stranieri, evidenziando persistenti problemi di sicurezza nonostante le denunce complessive in lieve calo.
Delle morti registrate 737 sono avvenute sul lavoro, 275 in itinere (tragitto da casa per recarsi sul luogo di lavoro).
Le Regioni più colpite sono Lombardia, Veneto, Campania e i settori più a rischio sono quelli delle costruzioni (133), dell’attività manufatturiere (108), dei trasporti e magazzinaggio (98); I dati provengono dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering, basati su elaborazioni INAIL e analizzandoli possiamo vedere che le fasce d’età più colpite sono quella che va dai 55 e i 64 anni, e quella compresa tra i 45 e i 54 anni e che l’incidenza di mortalità dei lavoratori stranieri è più che doppia rispetto agli italiani, rappresentando circa un quarto delle vittime.
Una società si giudica anche attraverso le condizioni di lavoro dei lavoratori, è necessario spostare l’attenzione dal singolo errore tecnico alla complessità del sistema, evidenziando come la sicurezza sia un fenomeno sociale che richiede l’impegno di tutti gli attori, superando la logica della mera conformità normativa per costruire una vera consapevolezza collettiva.

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Noha Iraqi

نهى عراقي.. ليسانس أداب.. كاتبة وشاعرة وقصصية وكاتبة ومحتوى وأبلودر

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