Egitto, terremoto politico: il maggiore generale Kamal Al-Dali si ritira dalle elezioni dopo il discorso di Sisi e lo scandalo brogli

Egitto, terremoto politico: il maggiore generale Kamal Al-Dali si ritira dalle elezioni dopo il discorso di Sisi e lo scandalo brogli
di Chiara Cavalieri – 20 novembre 2025
IL CAIRO – La scena politica egiziana è stata scossa da un colpo di scena inatteso: il maggiore generale Kamal Al-Dali, uno dei funzionari più influenti del Partito del Fronte Nazionale, ha annunciato il proprio ritiro dal ballottaggio parlamentare e le dimissioni dal partito, in seguito al crescente scandalo sui presunti brogli elettorali denunciati pubblicamente dal presidente Abdel Fattah al-Sisi.
La decisione arriva in un momento estremamente delicato per l’Egitto, dove la prima fase delle elezioni legislative è stata segnata da accuse diffuse di manipolazione del voto, culminate nell’annullamento totale delle elezioni in 19 circoscrizioni da parte dell’Autorità Elettorale Nazionale.
Un generale di alto profilo che lascia tutto
Kamal Al-Dali non è un candidato qualunque. Ex governatore di Giza, figura con lunga carriera militare e amministrativa, Al-Dali era considerato uno dei volti di maggiore peso del Fronte Nazionale, nonché segretario del partito nel governatorato di Giza.
Il suo ritiro ha immediatamente sollevato interrogativi politici: perché abbandonare la corsa proprio quando il suo distretto non risultava tra quelli coinvolti dalle irregolarità?
La dichiarazione shock su Facebook
Mercoledì sera, Al-Dali ha pubblicato una dichiarazione sorprendente sulla propria pagina Facebook ufficiale. Un testo dettagliato, quasi confessionale, in cui ha annunciato:
●le dimissioni dal Partito del Fronte Nazionale,
●la rinuncia alla candidatura nel primo distretto del governatorato di Giza.
Nella nota, Al-Dali spiega di aver preso la decisione “dopo aver riflettuto su quanto fosse più opportuno per il Paese e per chi mi ha sempre sostenuto”.
Testualmente, afferma:
> “È più appropriato continuare ora, o la saggezza mi impone di chiedere scusa e fermarmi? Ho scelto la ragione, non l’ambizione, e i valori al posto della competizione.”
Il generale ha inoltre sottolineato:
> “Testimonio davanti a Dio di non aver mai commesso un errore e di aver aderito alla Sua pietà in ogni passo del processo elettorale.”
Un ritiro che pesa politicamente
Il passo indietro di Al-Dali, pur non essendo collegato a irregolarità dirette nel suo distretto, arriva in un contesto di crescente pressione pubblica e istituzionale. Il presidente al-Sisi, in un discorso molto seguito, aveva sollecitato:
●una indagine completa sui presunti brogli,
●l’autorizzazione all’Autorità Elettorale a cancellare l’intero voto in caso di violazioni,
●un messaggio di “tolleranza zero” contro qualsiasi abuso.
Poche ore dopo, la Commissione ha annunciato la cancellazione delle elezioni in 19 distretti di sette governatorati, parlando apertamente di “gravi violazioni”.
Una campagna segnata da tensioni e irregolarità
La prima fase delle elezioni si è svolta il 10 e 11 novembre in 14 governatorati. Testimoni, osservatori locali e cittadini hanno denunciato:
●affluenze gonfiate artificiosamente,
●blocchi del voto,
●trasferimenti sospetti di urne,
●interferenze dei rappresentanti di vari partiti,
●tentativi di influenzare il voto nelle aree rurali.
Per molti analisti, il clima politico si è trasformato in una competizione ad altissima tensione, in cui la volontà del presidente di garantire un processo elettorale “credibile e trasparente” ha aperto una frattura interna nei partiti più influenti.
Al-Dali: un addio che parla al popolo
Il generale ha concluso la sua dichiarazione con un messaggio rivolto direttamente ai cittadini:
> “Non ho mai cercato prestigio o ricchezza, ma sono stato creato per servire il popolo.
Ciò che c’è tra me e voi non è una scena elettorale, ma un rapporto costruito sulla fiducia.
Rimarrò tra voi, con voi e da voi.”
Una frase che molti interpretano come un tentativo di preservare la propria immagine in vista di un futuro politico alternativo, o come un gesto di lealtà verso la base popolare prima che verso il partito.
Guardando avanti: nuovi ballottaggi e un clima ancora instabile
Il ballottaggio è previsto per il 3 e 4 dicembre, ma il clima politico rimane incandescente.
Molti osservatori si chiedono se ci saranno ulteriori ritiri eccellenti, se emergeranno nuove accuse o se l’establishment tenterà di ricompattarsi attorno alla leadership di al-Sisi.
Ciò che è certo è che il caso Al-Dali rappresenta:
●un momento di cesura all’interno del Fronte Nazionale,
●un segnale della profondità della crisi politica,
●una prova della crescente volontà presidenziale di mantenere credibilità istituzionale.
Il ritiro del maggiore generale Kamal Al-Dali non è solo un episodio elettorale: è un evento politico di portata nazionale che evidenzia la fragilità del processo parlamentare 2025, la pressione dell’opinione pubblica, e il ruolo determinante del presidente al-Sisi nel ridefinire la linea della legittimità politica in Egitto.
Le prossime settimane saranno decisive per capire se il sistema riuscirà a stabilizzarsi — o se nuove tensioni emergeranno, alimentando una delle fasi politiche più complesse degli ultimi anni.






