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EGITTO: SCOPERTO NEL SINAI SETTENTRIONALE IL TEMPIO DEL DIO PELUSIO

EGITTO: SCOPERTO NEL SINAI SETTENTRIONALE IL TEMPIO DEL DIO PELUSIO

di Noha Iraqii

Una scoperta archeologica di grande rilievo arriva dal Sinai settentrionale, dove una missione egiziana ha portato alla luce i resti di un antico edificio religioso nella storica città di Pelusio (Tell el-Farma). Il sito, secondo quanto annunciato dal Ministero del Turismo e delle Antichità, era dedicato al culto della divinità locale Pelusio e rappresenta una testimonianza straordinaria della complessa interazione culturale tra l’Egitto e il mondo mediterraneo antico.

La scoperta è il risultato di sei anni di scavi archeologici, iniziati nel 2019 e condotti da una missione egiziana nell’area di Tell el-Farma, uno dei più importanti siti archeologici del Delta orientale.

Il Ministro del Turismo e delle Antichità, Sherif Fathy, ha sottolineato che il ritrovamento conferma l’importanza strategica e archeologica del Sinai settentrionale, una regione che continua a custodire numerosi segreti della storia antica. Il ministro ha inoltre ribadito l’impegno del governo egiziano nel proseguire gli scavi e gli studi scientifici, con l’obiettivo di arricchire la conoscenza storica e il patrimonio culturale globale.

Secondo il Segretario Generale del Consiglio Supremo delle Antichità, Hisham El-Leithy, questa scoperta dimostra l’importanza della città di Pelusio nel mondo antico. Situata in una posizione strategica tra Egitto e Levante, la città fu per secoli un crocevia di scambi culturali, religiosi e commerciali. I resti del tempio testimoniano infatti un singolare progetto architettonico che fonde elementi della tradizione egizia con influenze ellenistiche e romane, offrendo un esempio concreto dell’incontro tra civiltà nel Mediterraneo antico.

Il capo del Settore delle Antichità Egizie, Mohamed Abdel-Badi, ha spiegato che la struttura del tempio ruota attorno a un elemento architettonico straordinario: una gigantesca vasca circolare di circa 35 metri di diametro, collegata al ramo pelusiaco del Nilo. Questa vasca veniva riempita con acqua contenente limo del Nilo, un elemento simbolico legato alla divinità Pelusio.

Il nome della divinità deriverebbe infatti dal termine greco “Plus”, che significa “fango”, richiamando il limo fertile del Nilo, elemento fondamentale della cosmologia egizia e simbolo di rinascita e fertilità.

La vasca è circondata da un complesso sistema di canali di drenaggio, mentre al centro è stata individuata una base quadrata, probabilmente destinata a sostenere una statua monumentale della divinità. L’intero complesso suggerisce che si trattasse di un impianto idrico sacro, utilizzato per rituali religiosi legati all’acqua e alla fertilità.

Le analisi stratigrafiche indicano che il sito fu utilizzato per un lungo periodo, dal II secolo a.C. fino al VI secolo d.C., con modifiche architettoniche relativamente limitate nel corso dei secoli.

Il responsabile della missione archeologica, Hisham Hussein, ha raccontato che la scoperta è stata progressiva. Nel 2019 gli archeologi avevano individuato solo circa il 25% di una struttura circolare in mattoni rossi, inizialmente interpretata come possibile sede del senato cittadino. Tuttavia, con il proseguire degli scavi, è emerso un complesso architettonico molto più articolato.

Il cortile centrale, di forma circolare e con un diametro di circa 35 metri, è circondato da cisterne e canali d’acqua, mentre sono stati individuati ingressi sui lati est, sud e ovest. Il lato nord della struttura risulta invece gravemente danneggiato.

Il team di ricerca ha quindi avviato studi comparativi con strutture simili dell’epoca ellenistica e romana presenti al di fuori dell’Egitto. Grazie anche al confronto scientifico con diversi specialisti internazionali, tra cui Jean-Yves Carré-Maratray, professore di archeologia classica alla Sorbonne di Parigi, gli studiosi sono giunti a una nuova interpretazione.

L’edificio non era un edificio civile, ma un complesso rituale legato all’acqua, probabilmente utilizzato per cerimonie religiose dedicate al dio Pelusio.

Questa scoperta aggiunge un nuovo tassello alla comprensione della storia religiosa e culturale dell’Egitto antico, dimostrando ancora una volta come il territorio egiziano continui a rivelare tesori archeologici capaci di illuminare il passato del Mediterraneo e del Vicino Oriente.

 


𝐂𝐨𝐩𝐲𝐫𝐢𝐠𝐡𝐭 © 𝐀𝐬𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐄𝐫𝐢𝐝𝐚𝐧𝐮𝐬 – 𝐓𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐢 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐫𝐢𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚𝐭𝐢

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Noha Iraqi

نهى عراقي.. ليسانس أداب.. كاتبة وشاعرة وقصصية وكاتبة ومحتوى وأبلودر

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