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Egitto, scoperta eccezionale a San El-Hagar: riemerge una statua colossale da 60 tonnellate

Egitto, scoperta eccezionale a San El-Hagar: riemerge una statua colossale da 60 tonnellate

di Chiara Cavalieri*

 AISC News.. IL CAIRO- L’Egitto torna al centro dell’attenzione archeologica mondiale con una scoperta di straordinaria rilevanza avvenuta nell’area di San El-Hagar, nel Delta orientale. A rivelarne i dettagli è stato Magdy Shaker, archeologo capo del Ministero del Turismo e delle Antichità, che ha illustrato i risultati delle campagne di scavo condotte nelle ultime due settimane.

Secondo quanto dichiarato, le missioni archeologiche hanno portato alla luce circa 255 statue nella zona di San El-Hagar, confermando l’eccezionale densità monumentale del sito, già noto come uno dei principali centri religiosi e politici dell’antico Egitto, identificato con la storica Tanis.

Nel corso di un’intervista telefonica rilasciata al canale satellitare Sada El Balad, Shaker ha spiegato che i lavori non si sono limitati al Delta, ma hanno interessato anche l’area archeologica di Abu Ghurab, nella regione di Abu Sir. Qui la missione è riuscita a individuare i resti del tempio della valle appartenente al complesso solare del re Nyuserre, sovrano della V dinastia.

Il tempio di Nyuserre riveste un’importanza eccezionale: si tratta infatti di uno dei soli due templi solari conosciuti nell’antico Egitto, strutture rarissime dedicate al culto diretto del dio Ra, simbolo del potere solare e dell’ordine cosmico. La scoperta assume un valore scientifico senza precedenti perché, per la prima volta, è stato possibile portare alla luce oltre la metà dell’area complessiva del tempio, consentendo agli studiosi di ricostruire con maggiore precisione la progettazione architettonica e le funzioni rituali di questi complessi unici.

Tra i ritrovamenti più spettacolari figura una statua colossale lunga oltre 10 metri e dal peso stimato di circa 60 tonnellate, rimasta sepolta sotto la sabbia per più di 3.000 anni. Le dimensioni monumentali della scultura indicano che si trattava di un elemento centrale del complesso sacro, probabilmente raffigurante una figura regale o divina, anche se saranno necessari ulteriori studi per determinarne con certezza l’identità e la datazione precisa.

Secondo gli archeologi, la scoperta contribuisce in modo decisivo alla comprensione del paesaggio religioso dell’Antico Regno e rafforza l’idea che l’area compresa tra Abu Sir e Abu Ghurab rappresentasse uno dei fulcri ideologici del potere faraonico, strettamente legato al culto solare.

Il Ministero del Turismo e delle Antichità ha sottolineato che i lavori di documentazione, restauro preliminare e studio delle statue e delle strutture architettoniche sono tuttora in corso e che ulteriori annunci potrebbero seguire nelle prossime settimane, alimentando l’aspettativa di nuove rivelazioni sul patrimonio nascosto dell’Egitto.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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Noha Iraqi

نهى عراقي.. ليسانس أداب.. كاتبة وشاعرة وقصصية وكاتبة ومحتوى وأبلودر

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