EGITTO – MEMORANDUM STORICO TRA MINISTERO DELLA SOLIDARIETÀ SOCIALE E DAR AL-IFTA

EGITTO – MEMORANDUM STORICO TRA MINISTERO DELLA SOLIDARIETÀ SOCIALE E DAR AL-IFTA
Cooperazione istituzionale per il welfare, l’empowerment economico e la protezione delle fasce vulnerabili
di Noha Iraqii
NUOVA CAPITALE AMMINISTRATIVA- Presso la sede del Ministero nella Nuova Capitale Amministrativa, è stato firmato un Memorandum d’Intesa tra il Ministero della Solidarietà Sociale e Dar al-Ifta al-Misriyyah (la massima autorità ufficiale per le fatwa in Egitto), con l’obiettivo di costruire un modello strutturato di cooperazione istituzionale al servizio dei cittadini.
L’accordo è stato sottoscritto dalla Ministra della Solidarietà Sociale Maia Morsi e dal Gran Muftì della Repubblica Araba d’Egitto Mohamed Nazir Ayyad, segnando un passaggio strategico nel rapporto tra politiche sociali, sviluppo umano e riferimento religioso.
Obiettivi strategici del Memorandum
Il protocollo mira a creare una sinergia operativa tra politiche pubbliche e orientamento religioso attraverso:
●l’utilizzo delle fatwa come strumento di supporto alla risoluzione delle problematiche sociali e umanitarie;
●l’elaborazione di fatwa di sviluppo orientate ai programmi di crescita economica;
●il superamento del modello assistenziale tradizionale, passando dall’aiuto temporaneo all’empowerment economico strutturale;
●la costruzione di un sistema integrato di protezione sociale, basato su coordinamento, complementarità e giustizia distributiva.
Dal sostegno economico all’autonomia produttiva
La Ministra Maia Morsi ha sottolineato che l’accordo punta a collegare le fatwa ai progetti di sviluppo approvati nell’ambito delle priorità della protezione sociale, attraverso commissioni congiunte di coordinamento e sistemi di targeting e verifica già adottati dal Ministero.
Tra le linee operative principali:
●sviluppo di microimprese e attività produttive familiari;
●sostegno ai progetti piccoli e micro-imprenditoriali come fonte stabile di reddito;
●programmi di formazione professionale e tecnica per i giovani, finalizzati all’inserimento nel mercato del lavoro;
●rafforzamento delle competenze produttive come strumento di inclusione sociale.
Sicurezza alimentare e solidarietà organizzata
Il Memorandum prevede anche:
-il potenziamento delle banche alimentari e delle iniziative di distribuzione solidale;
-il coordinamento con le catene di approvvigionamento alimentare e carni;
-la collaborazione con il Ministero degli Awqaf (Affari Religiosi) e la società civile;
-il rispetto dei criteri religiosi ufficiali stabiliti da Dar al-Ifta.
L’obiettivo è creare una rete strutturata e continuativa di sostegno alimentare, non emergenziale ma stabile.
Tutela degli orfani: un modello integrato
Un capitolo centrale dell’accordo riguarda la protezione degli orfani, considerata uno dei pilastri del sistema di protezione sociale egiziano.
Il nuovo modello prevede una visione unificata tra dimensione religiosa e amministrativa:
●sostegno economico, materiale, educativo, sanitario e abilitante;
●integrazione della tutela con programmi di empowerment economico;
●investimento in istruzione e salute come strumenti di mobilità sociale;
●prevenzione delle sovrapposizioni, garanzia di equità e trasparenza nella distribuzione delle risorse.
Il “Thesaurus delle fatwa di sviluppo”
Elemento innovativo dell’intesa è la creazione di un “Archivio strutturato delle fatwa di sviluppo” (maknaz al-fatwa al-tanmawiyya), che fungerà da ponte operativo tra:
●fiqh islamico,
●fatwa ufficiali,
●strategie di sviluppo statale.
Le sue funzioni includeranno:
●allineamento tra fatwa e obiettivi dei piani di sviluppo;
●elaborazione di raccomandazioni religiose applicabili istituzionalmente;
●monitoraggio dei programmi caritativi derivati dalle fatwa;
●valutazione dell’impatto sociale delle iniziative.
Un modello egiziano di governance sociale integrata
Il Memorandum rappresenta un esempio avanzato di governance sociale integrata, in cui religione, istituzioni e politiche pubbliche non operano in modo parallelo ma coordinato, con una visione sistemica:
> welfare + sviluppo + religione + empowerment = stabilità sociale strutturale
Non assistenzialismo, ma costruzione di autonomia, non emergenza, ma programmazione, non frammentazione, ma integrazione istituzionale.
Un modello che rafforza la coesione sociale e trasforma la solidarietà in politica pubblica strutturata.
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